Le obbligazioni non sono tutte uguali: possono cambiare le cedole, la cosiddetta seniority, il rating… ma possono cambiare anche le modalità con cui vengono rimborsate. La tradizionale modalità di rimborso è quella di ricevere a scadenza in un’unica soluzione tutto il capitale investito. È la classica caratteristica delle obbligazioni, tra le più diffuse e la più conosciuta – un po’ meno conosciuto forse è il nome di questo genere di bond, bullet. Ci sono però anche altre modalità di rimborso.
A differenza dei bullet, ci sono i cosiddetti bond amortizing, che invece rimborsano percentuali predefinite a diverse scadenze. Per esempio, un bond amortizing con scadenza 5 anni, potrebbe prevedere il rimborso del 20% del capitale ogni anno, oltre al pagamento della cedola, calcolata di volta in volta sul valore nominale residuo. A cosa sono utili questi bond? L’ammortamento risulta molto utile a ridurre il rischio emittente e/o con attese di tassi sul mercato in aumento. In questo caso, infatti, avere un bond che man mano rimborsa parte del capitale permette di reinvestire a tassi più alti.
Se i titoli con ammortamento sono presenti sul mercato, ma non sono tra i più diffusi, decisamente più diffuso è il bond callable. Con l’opzione call l’emittente ha il diritto di rimborsare il bond prima della scadenza naturale ad un determinato prezzo (call price) e a scadenze predefinite. Di solito, l’emittente dell’obbligazione esercita l’opzione call quando prevede di poter indebitarsi ad un tasso più basso di quello che sta pagando con il bond callable emesso. In termini di capitale, l’opzione call può prevedere il rimborso anticipato dell’intero capitale oppure una sola parte. Per quanto riguarda il prezzo di rimborso, invece, può essere fisso e costante, per esempio, il rimborso avverrà sempre al 100% del valore nominale, oppure variabile nel tempo a seconda di quando viene rimborsato. Per esempio, un bond con scadenza a 10 anni, con opzione call dal secondo terzo anno in poi, potrebbe prevedere un prezzo di rimborso anticipato al 3° anno pari a 105, al 4° a 103 e così via…
C’è poi chi il rimborso non ce l’ha e si tratta dei bond perpetui, chiamati anche bond Matusalemme. Si tratta di obbligazioni che non hanno una data di scadenza, ma che spesso si accompagnano all’opzione call di cui abbiamo parlato qui sopra. Insomma, il bond è eterno… finché non scatta il rimborso.
Attenzione a una cosa. Abbiamo parlato di opzione call perché è una facoltà dell’emittente esercitarla a sua completa discrezione. Non si tratta dunque di un obbligo o di un caso che scatta automaticamente al verificarsi di alcune condizioni, come avviene per esempio con i contingent.
Infine, esistono, seppur decisamente difficili da trovare, i bond putable, cioè obbligazioni che danno il diritto all’investitore di richiedere il rimborso dell’obbligazione all’emittente a un prezzo e a scadenze predefinite. Sono l’opposto dei bond callable.

