Il fenomeno della desertificazione bancaria non è una novità, ma, stando al più recente rapporto Uilca, relativo al 2025, gli effetti di questo fenomeno si estenderebbero anche agli investimenti. In parole povere, meno sportelli vicini, meno consulenza e meno voglia di investire.
Un intervistato su 5 ha dichiarato di recarsi in banca almeno una volta la settimana e uno su 4 almeno una volta al mese. Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna sono le regioni in cui i correntisti si recano con maggior frequenza in filiale. In banca non ci si reca soltanto per prelevare denaro, anche se questa voce resta la più rappresentativa tra tutte le attività per cui ci si reca allo sportello, ma anche per effettuare pagamenti e per investire.
Circa il 70% degli intervistati riconosce l’esistenza di una relazione tra la propensione a investire e la presenza di un consulente a propria disposizione. Secondo 8 delle 10 persone intervistate la mancanza di uno sportello bancario influirebbe significativamente sulla propensione all’investimento. In particolare, in Calabria, Piemonte, Sardegna e Abruzzo la mancanza di una figura fisica di riferimento condiziona negativamente sull’acquisto di prodotti finanziari.
La mancanza di uno sportello bancario viene spesso associata anche all’aumento delle truffe informatiche a carattere finanziario. L’indagine si conclude con proposte alternative, da parte degli utenti, per mantenere comunque un contatto con il proprio bancario: dallo spazio in Comune o corner informativo fino ad arrivare al “furgoncino itinerante”, dallo street food allo street bank…

