Vincoli lunghi? Meglio di no
Tassi novembre
Tassi novembre
Vale la pena vincolare per 4 o addirittura 5 anni? Per capirlo abbiamo confrontato i rendimenti delle migliori offerte dei depositi vincolati con i tassi dei bond in euro di pari durata - vedi grafico.
Sulle scadenze brevi il distacco è evidente: a 3 mesi il miglior vincolato arriva al 3% lordo, mentre il tasso euro si ferma sotto al 2%.
A 6 e 9 mesi il vantaggio dei conti deposito resta netto, con 2,8% e 2,6% contro un mercato intorno al 2%. È qui che le banche spingono di più con promozioni aggressive per attirare nuova liquidità. Tra 12 e 24 mesi il divario rimane interessante.
A 1 anno i migliori rendimenti toccano ancora il 3%, mentre il mercato resta al 2%. A 24 mesi il rendimento sale al 3,25%, contro un tasso euro intorno al 2,08%.
La convenienza c’è ancora, anche se dopo i 2 anni la curva inizia ad appiattirsi. A 3 anni il rendimento arriva al 3,5% e il mercato si ferma al 2,2% ma da qui in poi il vantaggio si assottiglia: a 4 anni si scende al 3%, mentre il mercato sale al 2,37%; a 5 anni il rendimento dei vincolati è 2,9%, con tassi euro già al 2,53%.
Questa dinamica riflette ciò che si osserva anche sui tassi dell’area euro: negli ultimi 12 mesi, dopo aver sfiorato il 3% a fine 2024 sulle scadenze brevi, la curva è scesa rapidamente per poi stabilizzarsi tra 2% e 2,5%. Un livello che rappresenta una “nuova normalità”: una Bce più prudente, un mercato meno volatile e tassi più piatti lungo tutta la curva.
Alla luce di questo quadro, oggi la vera convenienza tra i conti deposito resta per le scadenze tra 6 e 36 mesi, dove i rendimenti superano in modo significativo i tassi di mercato. I vincoli a 4 o 5 anni rimangono scelte possibili, ma solo in casi specifici: per chi vuole una stabilità molto lunga o nell’eventualità poco probabile di calo marcato dei tassi nei prossimi anni. Per la maggior parte dei risparmiatori, però, oltre i 3 anni il beneficio diminuisce mentre il vincolo diventa più impegnativo.