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Solidità delle banche

Solidità delle banche

Data di pubblicazione 30 dicembre 2019

Come valutiamo la solidità di una banca

Periodicamente ti aggiorniamo sulla solidità delle banche italiane, esprimendo un giudizio in stelle e attribuendo a ognuna di esse un punteggio. Ecco come nascono.

In principio ci sono il Cet1 e il Total capital ratio

Nel formulare la nostra valutazione partiamo da due indicatori, il Common equity Tier 1 e il Total capital ratio. Sono gli stessi che usa la Banca centrale europea per valutare la solidità delle banche e, in genere, si trovano espressi all’interno del bilancio e nelle relazioni periodiche. Noi prendiamo i due indicatori in percentuale e li traduciamo in un punteggio numerico, che trovi anche nelle tabelle nelle pagine successive. Quest’ultimo indica di quanto la banca analizzata supera il livello di solidità per noi minimo – vedi a fianco. Come devi leggerlo? Immaginiamo che una banca abbia ottenuto un punteggio di 180: significa che l’intermediario in questione ha un patrimonio che supera dell’80% quello minimo richiesto. E quando le cose vanno così, va tutto bene. Se, però, una banca ottiene un punteggio inferiore a 100, suona un campanello d’allarme. Questo indica, infatti, che la banca in questione non rispetta gli standard minimi di sicurezza richiesti da noi: una situazione problematica, a cui devi reagire mettendo in pratica i consigli di pagina 8. Per quanto riguarda i punteggi espressi in stelle, i nostri giudizi vanno da un minimo pari a 1 stella a un massimo di 5. Attribuiamo 1 stella alle banche con punteggio fino a 110, 2 stelle per chi ha un punteggio fino a 130, 3 stelle per punteggi fino a 150, 4 stelle per punteggi fino a 200, 5 stelle per punteggi superiori a 200.

  

I requisiti minimi

La Banca Centrale Europea chiede un livello minimo generale di cet 1 ratio del 7% e di total capital ratio del 10,5%. In AF n° 1302 abbiamo portato il livello minimo di cet 1 ratio al 9% e di total capital ratio al 12,5%.

La trasparenza viene premiata

Questi sono i requisiti minimi per l’attribuzione delle stelle. Per noi, però, è importante anche la frequenza con cui le informazioni vengono rese note: più è elevata, maggiore è la trasparenza dell’istituto di credito, cosa che ti garantisce maggior tutela. Per questo motivo applichiamo dei correttivi al nostro giudizio se la banca che stiamo analizzando, per esempio, rende noti i dati solo una volta l’anno, in occasione della pubblicazione del bilancio. In questo caso, il giudizio verrà decurtato di 1 stella, a meno che la banca in questione non sia parte di un gruppo. Fanno eccezione le banche di credito cooperativo e le casse di risparmio passate sotto l’ala di Iccrea e di Cassa Centrale banca, vedi a fianco, che vengono valutate come entità a sé stanti.

Texas ratio: la qualità dei crediti conta

Le banche che concorrono per ottenere 5 stelle devono anche superare lo “sbarramento” del Texas ratio per ottenere il massimo riconoscimento. Il Texas ratio è calcolato come rapporto tra i crediti “marci” e la somma di due elementi: il patrimonio e gli accantonamenti sui crediti effettuati in passato. Un valore inferiore a 1 è positivo: significa che il totale dei crediti marci è più basso dei mezzi che la società ha a disposizione per far fronte al loro eventuale azzeramento. Se la banca ha un Texas ratio inferiore a 1 confermiamo le 5 stelle. Al contrario, un valore superiore a 1 è un campanello d’allarme: in questo caso, penalizziamo di 1 stella il giudizio, che si ferma a 4 stelle.

Iccrea e Cassa centrale, chi sono?

In seguito alla legge che ha riformato il credito cooperativo – ci riferiamo alla legge n°49 8 aprile 2016 – prevede, tra vari i punti come avere almeno 500 soci, anche l’obbligo di adesione a una capogruppo, come, per esempio, Iccrea. Cassa Centrale Banca è la “cugina” di iccrea: in seguito alla riforma del credito cooperativo le bcc sono state quindi chiamate ad aderire a uno dei due gruppi, , Iccrea o Cassa Centrale Banca.

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