C’è chi applaude e chi frena, chi ne celebra le potenzialità e chi teme il futuro. Eppure, in questo clima ambivalente, alcune scelte dei grandi investitori dicono che la fiducia nell’innovazione non cede il passo, anche se c’è chi parla di bolla. Lo dimostra Berkshire Hathaway con l’ingresso di Alphabet nel proprio portafoglio: una decisione che segna una deviazione rispetto alla storica distanza mantenuta rispetto ai titoli tecnologici. Per una holding abituata a puntare su attività tangibili, investire nella casa madre di Google non è un gesto impulsivo: è il riconoscimento che i giganti tech sono parte strutturale del mercato globale (il probabile impatto del discusso accordo tra Meta e Google ne è solo un esempio). Ciò non vuol dire che tutto sia garantito, tanto più in momenti come questo, in cui montano i dubbi sui mercati. Ma ignorare il cambio di passo della tecnologia non è una opzione: il peso dell’innovazione è tale da imporre una riflessione, e con l’acquisto di Alphabet, Greg Abel, successore di Buffett alla Berkshire, sembra volerci dire che per restare competitivi bisogna saper integrare il nuovo senza tradire i principi che hanno guidato il passato. Nel contesto attuale, le ultime scelte di investimento della Berkshire (oltre a dare ulteriore visibilità al tema dell’AI) ci ricordano che il futuro non aspetta e prende forma mentre lo leggiamo. A proposito di novità tecnologiche: è appena sbarcata sugli store la nuova app di Investi: da oggi sarà più facile leggere i nostri contenuti e seguire i consigli dal vostro smartphone.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi