La Banca di Corea ha deciso di mantenere invariati i tassi al 2,5% per la quarta riunione consecutiva. Pur non menzionando più esplicitamente una politica di riduzione dei tassi, l’istituto lascia aperta la possibilità di un taglio nei prossimi mesi. Il consiglio direttivo, però, appare diviso: tre membri sostengono l’opzione di mantenere aperta la porta a ulteriori tagli, mentre altri tre preferiscono una posizione più neutrale.
Sul fronte delle previsioni, la crescita economica per il 2025 è stata rivista al rialzo, attestandosi all’1%, mentre per il 2026 si prevede un’espansione dell’1,8%. Anche le stime sull’inflazione sono state corrette, con un valore atteso del 2,1% nel 2026, in aumento rispetto al precedente 1,9%.
Tra i principali fattori di rischio spiccano l’andamento del mercato immobiliare, con i prezzi delle case a Seul in crescita da 42 settimane, e la dipendenza dalle esportazioni tecnologiche: senza il contributo dei semiconduttori e dell’IT, il PIL sarebbe limitato a circa l’1,4%. Inoltre, la debolezza del won alimenta il rischio di inflazione importata, mentre l’incertezza sulla politica monetaria statunitense aggiunge ulteriori elementi di volatilità.
Sul piano internazionale, pesa l’accordo commerciale con gli Stati Uniti, che prevede una tariffa del 15% sulle importazioni coreane e investimenti per 350 miliardi di dollari da parte delle aziende coreane negli USA. Le esportazioni continuano a crescere, con incrementi significativi nei chip (+27%) e nelle auto (+23%) a novembre, ma il ritmo potrebbe rallentare nel 2026.
Non investire in obbligazioni e azioni della Sud Corea.