Powell, Trump, la Fed e il dollaro. Cosa succede? Come comportarsi?
Fed, Trump, Powell e dollaro
Fed, Trump, Powell e dollaro
Il Dipartimento di Giustizia ha emesso mandati di comparizione nei confronti della Federal Reserve, ipotizzando un’indagine penale legata alla testimonianza di Powell al Congresso, sui costi di ristrutturazione della sede della Fed saliti a 2,5 miliardi di dollari.
Powell ha reagito parlando apertamente di pressioni politiche per influenzare la politica monetaria e ribadendo che le decisioni sui tassi devono basarsi sui dati economici, non sulla politica. Trump nega il coinvolgimento, ma i mercati temono che tutto questo possa minare l’indipendenza della Fed. Un timore che pesa sul dollaro, perché ogni valuta reagisce negativamente quando viene messa in discussione l’autonomia della propria banca centrale.
L’indipendenza della banca centrale è infatti fondamentale per una corretta gestione della politica monetaria e per la stabilità finanziaria. La guerra che Trump ha aperto contro Powell e la Fed ha già avuto effetti negativi, primo fra tutti l’indebolimento del dollaro nel corso del 2025. E il tema resta centrale, anche perché tra pochi mesi scadrà il mandato di Powell e Trump dovrà nominare un nuovo governatore (c’è chi dice che l’abbia già scelto e il toto-nomi già impazza). Dopo un anno in cui si è fatto di tutto per cercare di influenzare le scelte della Fed è quasi automatico pensare che il nuovo governatore sarà un esponente vicino a Trump e che magari lo stesso Trump cercherà o vorrà in qualche modo guidare.
La domanda, a questo punto, è: cosa fare con il dollaro in portafoglio? La risposta è la stessa che abbiamo dato spesso nel corso del 2025: diversificare. Diversificare le scadenze delle obbligazioni in dollari, perché consente di non concentrare il rimborso delle obbligazioni tutte in uno stesso periodo, nel quale, magari, il dollaro ha perso terreno. Investendo su obbligazioni con scadenze differenti si hanno invece alcune obbligazioni il cui rimborso avverrà in un momento in cui il dollaro, ma ce ne saranno anche altre che scadono in momenti in cui il dollaro invece ha guadagnato. La seconda soluzione è affiancare alle obbligazioni strumenti come un conto remunerato in dollari. Dedicare una parte dei propri soldi a questa tipologia di prodotto non elimina il rischio di cambio, ma aiuta a gestirlo in modo più efficiente, permettendo di attendere momenti più favorevoli per la conversione in euro e nel frattempo incassare gli interessi.