I dati di gennaio evidenziano un mercato del lavoro Usa in ripresa e in via di stabilizzazione dopo le difficoltà dell’anno precedente. Nel mese sono stati creati 130.000 nuovi posti di lavoro, il miglior risultato da oltre un anno, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3%, leggermente al di sotto delle aspettative. Tuttavia, le revisioni ai dati del 2025 hanno mostrato che la crescita dell’occupazione dell’anno passato era stata molto più modesta di quanto inizialmente riportato, con una media mensile rivista a soli 15.000 nuovi posti contro i 49.000 stimati in precedenza.
Questi risultati rafforzano l’idea che la Federal Reserve manterrà invariati i tassi di interesse ancora per qualche tempo, e gli investitori ora prevedono un eventuale taglio non prima di luglio. Sul piano politico, il presidente Trump ha accolto positivamente i numeri, sostenendo la necessità di ridurre ulteriormente i tassi d’interesse.
Quanto ai settori economici, la crescita è stata trainata in particolare dalla sanità, che ha registrato il miglior incremento dal 2020. Buone performance sono arrivate anche dalle costruzioni e dai servizi professionali, mentre la manifattura ha segnato la prima espansione dell’occupazione in più di un anno. In controtendenza, il settore pubblico federale ha continuato a ridurre la propria forza lavoro.
Diversi indicatori collaterali mostrano ulteriori segnali positivi: il tasso di partecipazione alla forza lavoro è salito al 62,5%, si è registrato un forte calo dei lavoratori part-time per ragioni economiche e un numero maggiore di persone ha lasciato volontariamente il proprio impiego, segno di una crescente fiducia nelle possibilità di trovare nuove opportunità. Anche i disoccupati da lungo periodo, ossia senza lavoro da oltre 27 settimane, sono diminuiti sensibilmente.
Le retribuzioni orarie medie hanno registrato un aumento mensile dello 0,4%, un dato significativo per la spesa delle famiglie e per la valutazione delle pressioni salariali.