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Data di pubblicazione 01 aprile 2026
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Autore: Alberto Cascione

Pochi euro a disposizione per investire? Ecco la prima soluzione

Si chiamano frazioni di azioni e permettono di investire anche se si hanno pochi soldi. Anche chi non ha pochi euro al mese a disposizione può dunque iniziare ad investire, ma possono essere utili anche a chi già investe, per esempio per reinvestire cedole o dividendi di pochi euro

Le azioni frazionarie permettono di acquistare una porzione di un'azione (o di un ETF se la piattaforma con cui operi lo consente) anziché acquistarla per intero, rendendo possibile investire anche con piccole somme. Il concetto è semplice: invece di dover disporre dell'intero importo necessario ad acquistare un'azione, si investe una somma inferiore ottenendo in cambio una quota proporzionale di quel titolo. È un po' come comprare una fetta di torta invece che la torta intera. Se un'azione vale 100 euro e si vogliono investire solo 10 euro, con le azioni frazionarie si acquisisce esattamente un decimo di quel titolo, con la possibilità di investire in società che altrimenti sarebbero fuori portata.

Come funzionano nel concreto? La piattaforma con cui opri acquista azioni intere e ne rivende porzioni ai propri clienti in base all'importo che ciascuno decide di investire. Il processo è completamente automatico: si sceglie quanto spendere e l’intermediario assegna la quota equivalente del titolo. Per farlo, l’intermediario può già detenere le azioni intere in proprio, oppure aggregare l'ordine con quelli di altri clienti per acquistare azioni complete. La vendita funziona in modo analogo: si indica l'importo che si desidera liquidare e la piattaforma gestisce la transazione, accreditando il corrispettivo sul conto.

Il frazionamento di azioni – e di ETF – ha diversi vantaggi, sia per chi deve iniziare ad investire, sia per chi già lo fa.

SI POSSONO INVESTIRE ANCHE SOLO POCHI EURO

Il primo vantaggio è la forte riduzione del capitale necessario per iniziare a investire. Non c'è bisogno di avere centinaia o migliaia di euro: bastano poche decine di euro al mese. Le piattaforme che permettono di acquistare frazioni di azioni rendono quindi l'investimento accessibile a chiunque, indipendentemente dal proprio reddito o dalla propria capacità di risparmio. L'accesso ai mercati diventa, potremmo dire, praticamente universale. Potendo infatti investire anche solo 10 euro – o meno – non c’è bisogno di avere capitali già parte, né di avere redditi elevati che consentono di arrivare a fine mese con risparmi elevati. Questo, dunque, permette di iniziare ad investire anche se si hanno pochi euro a disposizione.

Anche chi già investe, però, può trovare utile questo frazionamento. Non è detto infatti che, pur avendo un portafoglio già investito abbia altri capitali da investire. Può anche essere utile per entrare con poco in investimenti più rischiosi, per esempio, oppur per re-investire piccole cifre provenienti da dividendi e cedole – vedi più avanti.

DIVERSIFICAZIONE

Il secondo vantaggio riguarda la diversificazione. I prezzi delle azioni e degli ETF variano molto: si va da strumenti che costano pochi euro fino ad altri che ne valgono 300, 500 o anche 1.000. Chi ha un budget mensile limitato — 20, 50 o 100 euro — si trova inevitabilmente escluso da tutti gli strumenti con un prezzo superiore a quella soglia. Acquistando frazioni, invece, anche chi dispone di piccole somme può accedere a qualsiasi strumento, moltiplicando il numero di azioni, ETF… u cui investire e costruendo un portafoglio davvero diversificato – aspetto imprescindibili per chiunque investe, che sia agli inizi o meno.

Questo vale anche per chi ha capitali più consistenti: con 2.000 euro si possono comprare quattro azioni intere di società diverse, oppure — grazie alle frazioni — si possono distribuire quegli stessi soldi su decine e decine di società diverse, aumentando significativamente la diversificazione. Lo stesso ragionamento si applica agli ETF: acquistando frazioni di più ETF si crea di fatto un portafoglio di portafogli, amplificando ulteriormente la distribuzione del rischio.

REINVESTIRE PICCOLE CIFRE DI CEDOLE E DIVIDENDI

C'è poi un terzo vantaggio, che è in qualche modo l'applicazione pratica di tutto quanto detto finora: la possibilità di reinvestire le piccole somme generate dai propri investimenti. Pensiamo a un esempio concreto: chi ha acquistato 5.000 euro di BTP con una cedola del 3% annuo riceve ogni semestre circa 75 euro lordi, che al netto delle tasse diventano circa 65 euro. Cosa fare con questi soldi? Le opzioni sono diverse: usarli per coprire spese correnti, accumularli per alimentare il cuscinetto di liquidità che tutti dovremmo avere per far fronte alle emergenze — ricordando però che quel cuscinetto ha un limite e non dovrebbe essere sproporzionato rispetto agli investimenti — oppure reinvestirli. Il problema è che 65 euro spesso non bastano per riacquistare un'obbligazione (minimo 1.000 euro), né per comprare azioni o ETF con prezzi elevati. Utilizzando una piattaforma che offre frazioni di azioni, invece, anche quella piccola cedola può essere immediatamente rimessa al lavoro, generando a sua volta nuovi rendimenti. In altri termini, si riescono a guadagnare interessi sugli interessi, attivando un meccanismo di capitalizzazione anche su importi altrimenti difficili da reinvestire.

SÌ AI DIVIDENDI, NO A DIRITTO DI VOTO E PORTABILITÀ

Chi detiene una frazione ha diritto a dividendi proporzionali alla quota posseduta. Se ad esempio una società distribuisce un dividendo di 1 euro per azione e si possiede la metà di un'azione, si riceveranno 0,50 euro, accreditati sul conto una volta confermato il pagamento. Non si ha però diritto di voto, come avviene invece con l’acquisto di azioni intere. C'è però un altro svantaggio da tenere presente. Il limite principale delle azioni frazionarie riguarda la portabilità. Le azioni intere possono generalmente essere trasferite da una banca ad un’altra, mentre le frazioni di azioni non possono essere spostate al di fuori della piattaforma su cui sono state acquistate. Chi decidesse di cambiare piattaforma di investimento dovrebbe prima vendere la parte frazionaria e prelevare il controvalore in denaro. Altra cosa di cui tenere conto, dunque, è anche l’affidabilità della piattaforma con cui si investe.

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