Il fondo pensione come strumento successorio
Quando si parla di fondo pensione, un aspetto molto interessante e spesso sottovalutato è che questo strumento può essere utilizzato anche in un'ottica di pianificazione successoria.
Come già illustrato in un precedente articolo, il capitale accumulato nel fondo pensione non rientra nel patrimonio soggetto alle imposte di successione. Questo vale, ovviamente, finché l'aderente non ha ancora richiesto il riscatto per pensione, ovvero finché non si trova nella cosiddetta fase di decumulo — cioè nel momento in cui percepisce la rendita.
Il riscatto da parte degli eredi
Esistono tuttavia altri aspetti molto rilevanti da considerare in ottica successoria. Se l'aderente muore mentre si trova ancora nella fase di accumulo, il capitale accantonato nel fondo non solo è escluso dal calcolo dell'asse ereditario, ma gli eredi possono ritirarlo integralmente in forma di capitale. Il vincolo che impone di percepire al massimo il 50% in capitale e il restante 50% sotto forma di rendita — limite che cambierà dal 1° luglio — si applica esclusivamente all'aderente che va in pensione. L'erede, invece, può riscattare l'intera somma in un'unica soluzione.
Un ulteriore aspetto di grande importanza riguarda i tempi del riscatto. Gli eredi designati possono richiederlo in qualsiasi momento entro 10 anni dalla morte del titolare. Il calcolo degli anni di permanenza nel fondo, inoltre, non si interrompe con il decesso dell'aderente, ma prosegue includendo anche il periodo in cui gli eredi detengono il fondo senza averne ancora richiesto il riscatto.
Questo meccanismo offre un vantaggio fiscale concreto. I versamenti effettuati dall'aderente per i quali è stata goduta la deducibilità fiscale sono soggetti, al momento del riscatto, a un'aliquota compresa tra il 9% e il 15%, in funzione degli anni di permanenza nel fondo. Si tratta di un debito fiscale che, passando in successione, ricade sugli eredi. Tuttavia, se questi non hanno necessità immediata delle somme, possono lasciare il fondo attivo — senza effettuare nuovi versamenti — così da incrementare gli anni di permanenza e beneficiare di un'aliquota più bassa.
Facciamo un esempio: se l'aderente aveva raggiunto 25 anni di permanenza, l'aliquota applicabile sarebbe pari al 12% (15% - 0,3% x i 10 anni successivi al 15°). Se gli eredi attendono altri 5 anni prima di richiedere il riscatto, l'aliquota si riduce di un ulteriore 1,5% (0,3% x 5), scendendo al 10,5%. Il capitale netto disponibile risulta quindi più elevato.
A ciò si aggiunge un secondo motivo per cui attendere può essere vantaggioso: il fondo, anche in assenza di nuovi versamenti, continua ad essere gestito e può generare rendimenti. Aderendo, ad esempio, a un comparto garantito o monetario, è possibile preservare il capitale già accumulato e, al tempo stesso, beneficiare di eventuali rendimenti aggiuntivi che incrementano il valore della posizione. In sintesi, attendere il riscatto può aumentare sia il valore del capitale accumulato — grazie alla gestione del fondo — sia il netto percepito, per effetto di un'aliquota fiscale più favorevole. Naturalmente spetterà all'erede valutare se può permettersi di non liquidare immediatamente il fondo oppure se preferisce attendere, ma si tratta comunque di una flessibilità preziosa di cui tenere conto.
Chi può essere designato erede
Un aspetto rilevante riguarda la libertà nella designazione dei beneficiari. A differenza delle normali regole successorie, il fondo pensione consente di indicare come beneficiari qualunque persona, anche senza vincoli di parentela previsti dal codice civile: non solo coniugi e figli, ma anche conviventi o chiunque altro si voglia beneficiare. La designazione può inoltre essere modificata in qualsiasi momento successivo all'adesione, analogamente a quanto avviene con i beneficiari di un testamento.
In conclusione, il fondo pensione è uno strumento molto più versatile di quanto si pensi: oltre a soddisfare il bisogno primario di integrare la pensione pubblica, può rivelarsi estremamente utile anche nella pianificazione successoria, con vantaggi fiscali significativi per gli eredi.