Definizione di azione
Per azione si intende una quota del capitale di un'azienda. L’esempio più classico è quello della torta: se il capitale aziendale rappresenta la torta, un’azione rappresenta una singola fetta di questa torta. Quando acquisti azioni, quindi, diventi a tutti gli effetti co-proprietario di quella specifica società.
Attenzione però a non illuderti: questo non significa che puoi comprare cento azioni di una grande multinazionale e presentarti negli uffici come il nuovo "padrone del vapore". L’acquisto di azioni ti dà dei diritti economici e amministrativi ben definiti, ma proporzionali alla tua quota. Per esempio, hai il diritto a ricevere i dividendi, ovvero la tua parte di utili, se la società decide di distribuirli. Infatti, anche qualora l’azienda producesse ottimi profitti, il consiglio di amministrazione potrebbe tranquillamente decidere di reinvestirli interamente nelle attività aziendali, senza pagare alcuna cedola a te e agli altri piccoli azionisti.
Oltre a questo, possedere un'azione ti dà il diritto di voto nelle assemblee degli azionisti. Anche in questo caso, però, occorre essere realistici: se la tua quota di proprietà è infinitesimale rispetto al totale, altrettanto marginale sarà la tua capacità di influenzare le decisioni strategiche dell’impresa. Inoltre, la maggior parte dei piccoli risparmiatori non vota quasi mai direttamente, sia perché i costi logistici per partecipare alle assemblee supererebbero il valore del voto, sia perché per farlo tramite intermediario occorrono procedure burocratiche complesse. Di conseguenza, l'impatto reale del singolo investitore retail sulle scelte aziendali è praticamente nullo.
Ma dove si comprano le azioni? Come qualunque altra merce: al mercato. Non un mercato qualunque, ovviamente, ma su mercati regolamentati chiamati Borse Valori. È qui che l’incontro tra chi vuole vendere e chi vuole comprare azioni viene gestito da contrattazioni completamente elettroniche, stabilendo in tempo reale il prezzo a cui avviene ogni singola transazione: questo è il prezzo di Borsa.
Cos'è una società per azioni
Ora che abbiamo chiarito cosa sono le azioni, spostiamo lo sguardo sull’azienda vera e propria, sai cosa vuol dire società per azioni (S.p.A)? In parole molto semplici, si tratta di un modello di azienda pensato appositamente per le grandi imprese che hanno bisogno di raccogliere enormi quantità di denaro per finanziare i propri progetti. Poiché un solo proprietario o una piccola cerchia di amici non avrebbero mai abbastanza soldi per fare investimenti così grossi, l'azienda decide di dividersi in milioni di piccoli pezzi (le azioni) e di venderli al pubblico per trovare i fondi necessari.
La caratteristica più importante e vantaggiosa di una società per azioni è quella che gli esperti chiamano autonomia patrimoniale perfetta. Detta in modo più semplice: i soldi dell'azienda e i tuoi soldi personali sono due mondi totalmente separati, divisi da un muro invisibile ma indistruttibile.
Facciamo un esempio pratico per capire il vantaggio enorme di questa regola. Immagina di aver comprato alcune azioni di una S.p.A. investendo 500 euro. Se le cose per l'azienda iniziano ad andare malissimo, se accumula milioni di euro di debiti o se addirittura fallisce e deve chiudere i battenti, i creditori non potranno mai rivalersi su di te. Nessuno busserà alla tua porta per chiederti di pagare i debiti dell'azienda. Il tuo rischio massimo è limitato esclusivamente ai 500 euro che hai usato all'inizio per comprare le azioni. Il resto del tuo patrimonio personale (come la tua casa, la tua automobile o i risparmi che hai sul tuo conto corrente) rimane completamente al sicuro e intoccabile.
Come si guadagna con le azioni
Se compri un'azione lo fai con l'obiettivo chiaro di ottenere un ritorno economico nel tempo. Non si tratta di un prestito, ma di un vero e proprio investimento sull’andamento futuro dell’azienda. Esistono due modi principali per guadagnare attraverso questo strumento finanziario: il guadagno in conto capitale e i dividendi.
Il guadagno in conto capitale (o Capital Gain) si basa sulla crescita del valore dell'azienda sui mercati finanziari. Si verifica quando riesci a rivendere le tue azioni a un prezzo superiore rispetto a quello a cui le avevi acquistate inizialmente. Facciamo un esempio numerico molto semplice: se compri un'azione oggi spendendo 10 euro e la rivendi dopo qualche anno a 15 euro, la tua plusvalenza (cioè il tuo guadagno) è di 5 euro per ogni singola azione posseduta. È fondamentale ricordare che questo profitto rimane puramente virtuale sulla carta fino a quando le azioni restano nel tuo portafoglio: si realizza concretamente in denaro liquido e spendibile solo nel momento esatto in cui decidi di cliccare sul tasto "vendi" sul tuo conto di investimento.
I dividendi, questa strada rappresenta la distribuzione periodica di una parte dei guadagni netti dell'azienda direttamente sul tuo conto corrente bancario. Quando una società chiude l'anno in attivo e ha generato solidi profitti, l'assemblea dei soci può decidere di premiare gli azionisti distribuendo una fetta di questi guadagni. Molte società grandi e storicamente consolidate pagano i dividendi con regolarità a cadenza trimestrale, semestrale o annuale. Questo meccanismo ti offre una vera e propria rendita passiva ricorrente: ricevi denaro fresco sul conto per il solo fatto di possedere le azioni, senza l'obbligo di dover vendere le tue quote e rinunciare alla tua parte di proprietà dell'azienda.
Perché il prezzo delle azioni sale e scende
Il legame tra i risultati di un’impresa e l’andamento del suo titolo in Borsa non è così diretto e automatico. Non basta che un’azienda faccia utili perché il prezzo delle sue azioni salga. Ma com’è possibile? Proprio come con qualsiasi bene sul mercato, anche il prezzo delle azioni è influenzato dalla legge della domanda e dell’offerta. Se molti investitori vogliono comprare un’azione, il prezzo sale; se tutti vogliono venderla, il prezzo scende.
Qui sotto trovi alcuni dei tanti fattori che possono influenzare il valore di un’azione. Tieni presente che l’elenco non finisce qui: in realtà, le variabili in gioco sono quasi infinite:
- L’andamento dell’economia: quando il PIL cresce o rallenta, l’inflazione si muove o le banche centrali modificano i tassi di interesse, tutto questo ha un impatto immediato sui mercati. Se l’economia globale tira, le Borse tendono a salire perché le aziende venderanno di più. Se l'economia rallenta, il rischio è che i mercati vadano giù.
- Le notizie del settore: gli eventi esterni condizionano interi comparti. Il prezzo del petrolio influenza i titoli energetici, la crescente attenzione verso l’alimentazione sana premia o penalizza certi produttori di cibo, e l’arrivo di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, crea nuovi giganti di Borsa. Anche una nuova normativa ambientale più severa o l’arrivo di un concorrente aggressivo possono mettere in crisi un intero settore.
- I risultati finanziari: se un’azienda migliora i suoi utili anno dopo anno, superando le aspettative degli analisti, è molto probabile che il suo titolo salga. Al contrario, se i risultati deludono le attese, il prezzo crolla. Anche nuovi contratti importanti, acquisizioni o piani di ristrutturazione per ridurre i debiti possono dare slancio al titolo, se lasciano intravedere una redditività futura concreta. Perfino la nomina di un nuovo amministratore delegato stimato dai mercati può fare la differenza.
- La posizione rispetto alla concorrenza: se un’azienda perde terreno rispetto ai suoi rivali storici, il valore delle sue azioni ne risente. Meno quote di mercato significano meno margini, meno utili e meno interesse da parte degli investitori. Al contrario, un’impresa che domina il mercato e continua a innovare genera fiducia e attrae capitali.
- Un’OPA: le operazioni di fusione e acquisizione (note come OPA – Offerte Pubbliche di Acquisto) muovono i prezzi in modo violento. Se una società riceve un’offerta di acquisto da parte di un concorrente a un prezzo superiore rispetto a quello attuale di Borsa, il suo titolo sale quasi istantaneamente per allinearsi al prezzo offerto. Al contrario, l’azienda che spende denaro per effettuare l’acquisizione può vedere il proprio titolo calare temporaneamente, a causa dei costi enormi e dei rischi legati all'operazione.
Quali rischi comporta investire in azioni
Investire in azioni offre storicamente i rendimenti più elevati nel lungo termine, ma comporta anche il livello di rischio più alto nel panorama degli asset finanziari tradizionali. Quando decidi di comprare una quota societaria devi mettere in conto che stai entrando nel mercato più instabile, dove i prezzi si muovono ogni secondo. Non ci sono paracadute: le azioni non offrono alcuna garanzia di rendimento futuro né di restituzione del capitale iniziale che hai versato.
Per capire bene dove si nascondono i pericoli, possiamo dividere il rischio in due grandi categorie:
- Il rischio di mercato (o rischio sistemico): questo pericolo riguarda l'intero sistema economico e colpisce quasi tutte le aziende contemporaneamente, a prescindere da quanto siano sane. Si tratta della possibilità che il prezzo del tuo titolo oscilli violentemente a causa di eventi imprevedibili che spaventano le borse mondiali. Pensa, ad esempio, allo scoppio di una crisi geopolitica internazionale, a dati sull'inflazione peggiori del previsto o al panico generalizzato che talvolta colpisce gli operatori finanziari. Questa continua altalena dei prezzi viene chiamata volatilità.
- Il rischio specifico (o rischio aziendale): questo pericolo è invece strettamente legato alle sorti dell’azienda di cui hai comprato le quote. Se la società su cui hai puntato va incontro a una crisi di vendite perché i suoi prodotti non piacciono più, se viene travolta da uno scandalo contabile o se subisce la concorrenza di un nuovo rivale, il prezzo del suo titolo crollerà a prescindere dal fatto che l'economia stia andando bene. Nel peggiore dei casi, ovvero se l'azienda fallisce e dichiara bancarotta, rischi di perdere fino al 100% del capitale che hai investito in quel singolo titolo.
Investire in singole azioni o tramite ETF
Quando si muovono i primi passi nel mondo degli investimenti, la tentazione di comprare azioni delle singole aziende che conosciamo e usiamo tutti i giorni è del tutto normale. Tuttavia, per chi gestisce i propri risparmi come piccolo investitore, questa strada può presentare qualche insidia. Da un lato c'è il fattore tempo: selezionare i titoli giusti richiede una buona dose di studio, seguire le notizie di settore e capire le mosse dei concorrenti. Dall'altro, c'è il rischio di concentrare troppo i tuoi capitali: se punti solo su pochissime aziende e una di queste attraversa un momento difficile, il tuo portafoglio potrebbe risentirne in modo importante.
Se preferisci un approccio più sereno ed equilibrato, una soluzione decisamente efficiente è rappresentata dagli ETF. Immagina l'ETF come un grande paniere che al suo interno contiene già centinaia o migliaia di azioni diverse, scelte per rispecchiare l'andamento di un intero mercato. In questo modo, con un unico investimento anche di piccola entità, puoi diversificare immediatamente i tuoi risparmi. Il vantaggio principale è la protezione che ne ricavi: se in un paniere così vasto una società dovesse affrontare una crisi, l'impatto sul tuo capitale complessivo sarebbe molto più ridotto, poiché verrebbe compensato dall'andamento di tutte le altre.
Torneremo sul tema anche in una prossima lezione in cui confronteremo direttamente le azioni e gli ETF, in modo da capire quale strada si adatta meglio alle tue esigenze e scoprire come muoverti.
Domande Frequenti
Qual è la differenza tra azioni e obbligazioni?
La differenza principale risiede nel ruolo che assumi: acquistando un'azione diventi co-proprietario della società, partecipando sia ai suoi profitti sia alle sue perdite, senza alcuna garanzia di rendimento. Acquistando un'obbligazione, invece, diventi un creditore della società (o dello Stato) che ha emesso il titolo: presti del denaro in cambio della promessa di ricevere interessi periodici (cedole) e del rimborso integrale del capitale alla scadenza prestabilita. Le azioni sono strutturalmente più rischiose ma offrono un potenziale di crescita superiore; le obbligazioni sono più stabili ma hanno rendimenti storicamente più contenuti.
Che cosa significa essere azionista di una società?
Essere azionista significa possedere una quota di proprietà, anche minima, del capitale sociale di quell'azienda. Questo status ti conferisce legalmente il diritto di partecipare alla distribuzione dei profitti aziendali (i dividendi), di beneficiare dell'aumento di valore del titolo sui mercati finanziari e di esprimere il tuo voto nelle assemblee societarie per l'approvazione del bilancio o la nomina dei vertici aziendali.
Le azioni garantiscono un rendimento?
Assolutamente no, le azioni non offrono alcun tipo di rendimento garantito né assicurano la restituzione del capitale inizialmente investito. Quando compri un'azione entri nel mondo del capitale di rischio: il tuo potenziale guadagno dipende interamente dai risultati commerciali dell'azienda e dall'umore dei mercati finanziari. Se l'azienda entra in crisi, riduce i profitti o subisce la concorrenza, il valore del titolo in Borsa può crollare rapidamente e la società può decidere di azzerare la distribuzione dei dividendi. Le azioni sono uno strumento a rendimento variabile, dove a fronte di potenziali guadagni molto elevati nel lungo termine si accetta la totale assenza di tutele e garanzie nel breve periodo.
Takeaway
- Comprare un'azione significa acquistare una piccola quota del capitale di un'azienda, diventando co-proprietari
- Essere azionisti dà diritto a ricevere gli utili e a votare, ma per i piccoli investitori l'impatto sulle decisioni aziendali è pressoché nullo
- Si ottiene un ritorno economico o rivendendo le azioni a un prezzo più alto di quello di acquisto, oppure incassando i dividendi
- Il valore di un'azione non sale solo perché l'azienda fa utili, ma dipende dalla legge della domanda e dell'offerta