La settimana delle Borse: riflettori puntati sulle materie prime
settimana delle borse 1637
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Dopo un inizio d’anno incerto, le Borse d’Oltreoceano hanno ritrovato il percorso di crescita con l’indice S&P 500 che archivia un +1,6% e il Nasdaq che chiude con un +1,9%, trainato dal +2,1% del comparto dei software. I dati sul mercato del lavoro sono più deboli del previsto, ma questo non ha depresso i mercati che vedono, anzi, una possibile apertura per una politica monetaria accomodante: il dato non è sufficiente per pronosticare un taglio già nella riunione di gennaio, ma i mercati hanno guardato in prospettiva ai prossimi mesi. Nel frattempo, l’eurozona mette a segno un +2,5%, corroborata da un’inflazione tornata in linea con gli obiettivi.
Protagonista del buon andamento settimanale del comparto tecnologico è senza dubbio Intel (45,55 Usd, Isin US4581401001) con un balzo del 15,9%. Tra le novità più importanti presentate dal gruppo ci sono i processori Intel Core Ultra Series 3, progettati per PC configurati per l'AI e, per la prima volta nel caso del gruppo, certificati anche per applicazioni industriali. Si tratta dei primi prodotti sviluppati utilizzando un processo produttivo che permette al gruppo di ambire a competere con TSMC, il leader mondiale nella produzione di semiconduttori. L'accordo strategico con Nvidia annunciato lo scorso settembre, che include una stretta collaborazione nella progettazione dei suoi prossimi prodotti, dovrebbe, inoltre, consentire a Intel di riconquistare delle quote di mercato nei prossimi anni. Nonostante la forte salita, il titolo rimane correttamente valutato. Mantieni.
Con le notizie provenienti dal Venezuela, ma ancor di più dall’Iran, il mercato guarda con attenzione alle dinamiche del prezzo del petrolio. Questa settimana l’oro nero è rincarato del 4,2%, ma le società del settore seguono solo in minima parte questo trend chiudendo in media con un +0,4%. Peggio della media, con un -3,8%, il titolo Shell (30,54 euro, Isin GB00BP6MXD84), che ha annunciato perdite nell’attività chimica. Il gruppo si aspetta che questa divisione chimica registri un rosso nel 4° trimestre 2025, a causa di un calo dell'attività e dei margini nel settore chimico. La sua produzione di idrocarburi resta in linea con gli obiettivi annunciati alcuni mesi fa, ma in questo contesto incerto per il settore, il management non si è ancora pronunciato sugli acquisti di azioni proprie attesi nel 1° trimestre del 2026. L’azione resta correttamente valutata. Mantieni.
Ma non c’è solo l’oro nero: anche altre materie prime proseguono il trend di rincaro. Ne beneficia il gruppo chimico belga Umicore (19,43 euro, Isin BE0974320526, +4,5% settimanale), che tra le sue attività ha il riciclo di metalli preziosi come rodio o palladio. Impatti positivi anche dal rinvio oltre il 2035 del divieto di vendita di nuovi veicoli con motore a combustione interna in Europa di cui beneficerà, in particolare, la sua attività convertitori catalitici, che genera poco meno di un terzo del fatturato sul mercato europeo. A livello di gruppo, tuttavia, questa attività rappresenta poco più del 13% del fatturato totale. Mantieni.
Netto rialzo settimanale (+12,4%) per il gruppo immobiliare belga Atenor (2,8 euro, Isin BE0003837540). A cosa è dovuto? Il catalizzatore di questo interesse del mercato è lo sforzo del gruppo nella riduzione dell’indebitamento, che è calato di 120 milioni di euro nel 2025. In quest’ottica, sta vendendo il suo edificio per uffici Victor Hugo a Parigi, a condizioni che sono state, però, influenzate dalla crisi del mercato. Dovrà, perciò, mettere a bilancio nei conti del 2025 un costo straordinario di 0,72 euro per azione. Il 2025 dovrebbe, quindi, chiudersi in rosso, con una perdita di almeno 1,10 euro per azione. Per questo motivo, condividiamo solo in parte l’entusiasmo del mercato e preferiamo mantenere la nostra posizione prudenziale su questa azione. Limitati a mantenere.