Le Olimpiadi fanno salire le azioni?
Le Olimpiadi fanno salire le azioni?
Le Olimpiadi fanno salire le azioni?
Quando si parla delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, è naturale pensare a una gigantesca vetrina globale. Milioni di spettatori, attenzione mediatica concentrata, immagini destinate a fare il giro del mondo. A quel punto la domanda arriva quasi spontanea: tutta questa visibilità può diventare anche un vantaggio per chi investe nei marchi che hanno scelto di legarsi ai Giochi? Ha senso, oggi, guardare a un’azione “in funzione delle Olimpiadi”?
La risposta, purtroppo, per chi cerca scorciatoie, non è semplice. E soprattutto non è immediata. Le Olimpiadi non funzionano come una campagna pubblicitaria tradizionale, di quelle che si lanciano oggi e si misurano domani. Non sono un annuncio capace di spingere un titolo verso l’alto nel giro di qualche seduta. Chi si avvicina a questo tipo di investimento con un’ottica di breve periodo rischia quasi sempre di restare deluso.
Un errore comune è pensare che la sponsorizzazione produca effetti sul titolo quando l’evento si avvicina. In realtà, per le Olimpiadi – come per tutti i grandi eventi sportivi – i contratti di sponsorizzazione vengono negoziati e firmati con mesi, se non anni, di anticipo.
Se esiste un possibile effetto di breve periodo sui mercati, questo si manifesta semmai al momento della firma del contratto, quando l’informazione è nuova e potenzialmente rilevante per gli investitori. Non oggi, quando l’evento è già noto, programmato e ampiamente scontato.
Aspettarsi movimenti improvvisi dei titoli “perché arrivano le Olimpiadi” significa quindi, molto spesso, guardare nel momento sbagliato.
Le aziende che sponsorizzano i Giochi invernali non lo fanno per vendere qualche prodotto in più durante le settimane delle gare. Il loro obiettivo è molto più ambizioso e, allo stesso tempo, più sfumato: rafforzare il proprio nome, consolidare la reputazione, migliorare il modo in cui vengono percepite da consumatori, istituzioni e investitori. È un investimento lento, che lavora sotto la superficie e che punta a costruire un’immagine di solidità, affidabilità e presenza globale. Per te questo è un passaggio chiave: il valore non nasce dall’evento in sé, ma dalla traiettoria di lungo periodo dell’azienda che lo sostiene.
Guardata da questo punto di vista, Milano Cortina 2026 diventa una lente di ingrandimento. Porta sotto i riflettori marchi che, nella maggior parte dei casi, sono già grandi, strutturati e ben posizionati sui mercati internazionali. Aziende con bilanci robusti, flussi di cassa importanti e strategie che vanno ben oltre il singolo evento sportivo. La sponsorizzazione non crea valore dal nulla, ma può rafforzare — o indebolire — una storia che è già in corso.
Ed è qui che entra in gioco un aspetto spesso ignorato dal pubblico: le aziende non affidano il ritorno d’immagine al caso. Prima, durante e dopo eventi come le Olimpiadi, vengono condotte analisi molto precise. Si misura la notorietà del marchio, la fiducia che ispira, l’associazione con valori positivi come innovazione, sostenibilità o inclusione. Società specializzate come Brand Finance, Kantar o Ipsos lavorano su indicatori che cercano di tradurre la reputazione in numeri. Non a caso Brand Finance, nei suoi report sul valore del brand olimpico, vedi a fine articolo, sottolinea come la forza dell’associazione con i Giochi contribuisca nel tempo a rafforzare il valore percepito dei marchi coinvolti, più che a generare effetti immediati sulle vendite.
Anche il Comitato Olimpico Internazionale, nelle analisi disponibili nella propria Olympic Studies Centre, vedi a fine articolo, insiste su un punto chiave: le sponsorizzazioni funzionano davvero solo quando sono coerenti, integrate e credibili. In altre parole, quando l’azienda riesce a dimostrare che i valori olimpici non sono solo uno slogan, ma qualcosa che si riflette nel modo in cui opera.
Qui emerge l’altro lato della medaglia, quello che, come investitori, non andrebbe mai trascurato. Essere sponsor olimpico significa esporsi, accettare di essere osservati, giudicati, confrontati. Oggi temi come sostenibilità, inclusione e responsabilità sociale non sono più semplici parole di marketing: sono criteri su cui le aziende vengono valutate con attenzione crescente. Se c’è coerenza tra ciò che un marchio racconta e ciò che fa davvero, l’effetto reputazionale può essere positivo e duraturo. Se, invece, emergono contraddizioni, l’effetto può rapidamente diventare negativo.
Da questo punto di vista, Milano Cortina 2026 non è solo una vetrina scintillante, ma anche un banco di prova. Per l’investitore attento, osservare come un’azienda si muove attorno ai Giochi può offrire indicazioni preziose su quanto investa davvero nella propria immagine di lungo periodo, su quanto tenga alla credibilità e su quanto sia disposta a esporsi su temi che vanno oltre il conto economico trimestrale.
Il punto, allora, non è investire “perché ci sono le Olimpiadi”, ma chiedersi se quell’azienda sarebbe interessante anche senza i Giochi. Se la risposta è no, difficilmente l’evento cambierà le cose. Se la risposta è sì, Milano Cortina 2026 può diventare un elemento in più, capace di rafforzare una percezione già positiva e di accompagnare una crescita che ha basi più profonde.
Questo tipo di ragionamento richiede pazienza e lucidità. Significa guardare meno al calendario degli eventi e più alla qualità delle imprese. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 non sono una scorciatoia per ottenere rendimenti facili, ma possono offrire uno spunto interessante per capire come il valore di un’azienda si costruisca anche fuori dai numeri, nel modo in cui sceglie di stare sulla scena pubblica.
In fondo, la vera domanda non è se le Olimpiadi faranno salire un titolo, ma se l’azienda che le sponsorizza sta investendo sul proprio futuro in modo coerente e credibile. Ed è spesso lì, più che nell’evento in sé, che un investitore consapevole può trovare le risposte che contano davvero.
Le società partner dell’evento sono molte — trovi il dettaglio nella tabella dedicata — e diverse di queste sono anche quotate in Borsa. La buona notizia è che nella nostra selezione ne compaiono molte: se clicchi sui singoli nomi puoi trovare sia il nostro orientamento sul titolo sia gli ultimi aggiornamenti. Perché le Olimpiadi non sono una scorciatoia per guadagni facili, ma possono diventare un buon punto di osservazione per capire quali aziende stanno davvero investendo sul proprio futuro.
https://brandfinance.com/press-releases/the-olympics-brand-value-is-11-4-billion
https://www.mckinsey.com/industries/retail/our-insights/state-of-fashion