Stellantis tracolla in Borsa, che succede?
Stellantis, profit warning
Stellantis, profit warning
Nella giornata di oggi, l’azione Stellantis (Isin NL00150001Q9) sta segnando una giornata a dir poco pesantissima: al momento in cui scriviamo, dopo diverse fasi di sospensione per eccesso di ribasso, il crollo del titolo sta sfiorando il 27%, a 6 euro per azione, contro gli 8,2 euro della chiusura di ieri: è il livello più' basso dalla nascita della società nel 2021, con la fusione dei gruppi Psa e Fca. Ma qual è stato il motivo che ha innescato questo tracollo? Il gruppo ha annunciato per il 2° semestre 2025 una perdita netta stimata tra 19 e 21 miliardi, a causa di 22,2 miliardi di euro di oneri straordinari derivanti da una profonda revisione strategica. Visto il contesto di mercato, gli investitori certo già si aspettavano delle importanti svalutazioni e oneri straordinari legati sia al riallineamento del portafoglio prodotti, sia al ridimensionamento della catena produttiva), ma l’importo degli oneri straordinari è andato ben oltre i pronostici a cui il mercato si era preparato. Né sono apparse particolarmente convincenti le motivazioni: il produttore automobilistico ammette, infatti, di aver sovrastimato il ritmo della transizione verso i veicoli elettrici e di dover quindi riallineare i suoi piani di prodotto alle reali preferenze dei consumatori (ossia riducendo gli investimenti per i veicoli elettrici, meno venduti, e privilegiando i modelli più venduti, come quelli ibridi e termici) specialmente negli Stati Uniti. Altra cosa che ha affossato il titolo è che in conseguenza di questi annunci il dividendo sarà completamente azzerato, mentre il mercato sperava in un flusso di cassa verso gli azionisti almeno “simbolico”. Infine, è in preparazione un'emissione obbligazionaria ibrida per rafforzare il bilancio. Il management cerca di gettare acqua sul fuoco pronosticando un delle prospettive di miglioramento nel 2026, ma la visibilità sul gruppo resta limitata, la sua redditività indebolita e la fiducia degli investitori compromessa. Alla luce di questi annunci, infatti, il percorso di “risanamento” del gruppo appare lungo: nei prossimi mesi, con tutta probabilità, il gruppo brucerà altra liquidità e non ci sono per ora annunci che, per quanto “dolorosi”, possano far prevedere sensibili tagli ai costi, come la chiusura di stabilimenti. Per questo motivo, anche ai prezzi minimi raggiunti oggi dall’azione, il nostro consiglio non cambia: vendi.