Tyson foods: luci e ombre sulla carne
Dando uno sguardo all’intero 2025-26 la società si attende una crescita delle vendite rispetto un anno prima del 2-4%.
Dando uno sguardo all’intero 2025-26 la società si attende una crescita delle vendite rispetto un anno prima del 2-4%.
I risultati di Tyson Foods (63,94 dollari Usa, 16 febbraio; Isin US9024941034) per il primo trimestre 2025/26 (l’anno fiscale chiude a settembre, per cui c’è uno sfasamento di tre mesi rispetto ai bilanci delle società che seguono l’anno solare) vedono un aumento delle vendite del 5,1%, ma anche un aumento dei costi, per cui la redditività industriale è calata del 13% e l’utile netto (rettificato) è calato da 1,14 dollari Usa a 0,97 dollari Usa per azione (a fronte di un utile contabile passato da 1,01 0,24 dollari per azione). C’è da dire che l’utile netto rettificato (cioè esclusi gli effetti di eventuali elementi che il management ritiene non riflettano direttamente le attività operative principali su base continuativa) è la misura degli utili che viene normalmente utilizzata per giudicare i conti di una società e che le attese degli analisti erano lievemente più pessimiste di una manciata di centesimi, per cui pur nel calo siamo di fronte a una notizia non brutta per i mercati.
Dando uno sguardo all’intero 2025-26 la società si attende una crescita delle vendite rispetto un anno prima del 2-4% con un utile industriale prima di spesare la quota parte dei costi pluriennali tra 2,1 e 2,3 miliardi di dollari, quindi, inferiore rispetto a un anno prima quando fu di 2,45 miliardi. Sul fronte degli utili il 2024/25 si è chiuso con 1,33 dollari di utile per azione a bilancio, ma un dato rettificato di 4,12. Sulla base di questo dato ci attendiamo un calo rispetto a un anno prima. Ma se finora le nostre attese erano di un utile rettificato di 4 dollari per azione, ora lo tagliamo a 3,8 dollari per azione, più in linea con le stime degli analisti. E così tagliamo le attese per l’anno prossimo da 5 a 4,5 e poniamo quelle per l’anno successivo (il 2027/28) a 5,5. Venendo alla valutazione del titolo: la qualità del bilancio è bassa, ma abbiamo momentum neutro, rischio 3/5 quindi non elevato e multipli in linea con quelli del settore. Anche se siamo in una fase di ripresa (ha messo su oltre il 15% in tre mesi in dollari Usa) non pensiamo sia venuto il momento di vendere un’azione difensiva. Il consiglio resta mantieni.