La settimana delle Borse: l'AI domina gli umori dei mercati
settimana delle borse 1642
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Nonostante una partenza incoraggiante lunedì, sulla scia di quello che sembrava essere qualche spiraglio nelle trattative tra Usa e Iran, le Borse statunitensi chiudono ancora in territorio nettamente negativo, con l’indice S&P500 a -1,4% e il Nasdaq a -2,1%. Ancora una volta, è l’intelligenza artificiale il motore che ha determinato l’umore del mercato: dopo il “caso” Anthropic della settimana precedente (vedi Investi n° 1641), stavolta è Altruist a far tremare il mercato con l’annuncio dell’offerta di un nuovo strumento di pianificazione fiscale. Lo scivolone ha riguardato soprattutto il settore del risparmio gestito, che più che efficientare il modello di business teme una completa sostituzione. E le ripercussioni non si sono limitate alle Borse oltreoceano: anche l’indice delle 50 principali azioni dell’eurozona segna un -0,2%, con il settore bancario europeo che, non a caso, è tra i peggiori con un calo settimanale del 4,5%. Insomma il clima generale è piuttosto teso, e i pur importanti dati macroeconomici pubblicati durante la settimana non sono riusciti a migliorarlo: negli Usa, i dati sul lavoro sono rassicuranti ma questo, quasi paradossalmente, non ha fatto bene alle Borse perché allontana l’ipotesi di allentamenti monetari. Nell’eurozona, i dati sul Pil sono discreti ma in linea con le attese, e non spostano quindi gli equilibri. Tutto questo ha quasi fatto passare in secondo piano la pubblicazione dei dati di bilancio delle società, che tuttavia continuano a spron battuto e in alcuni casi hanno influenzato pesantemente, in positivo o in negativo, il risultato settimanale di alcune azioni.
Un esempio dell’influenza dei dati societari è quello che è successo nel settore auto. Nel suo complesso il comparto chiude con un +2,8%, ma si va dal +14,7% di Ferrari, i cui conti sono migliori del previsto al -2% di Mercedes-Benz (57,62 euro, Isin DE0007100000) i cui risultati hanno deluso gli investitori. Il gruppo ha visto il suo utile netto dimezzarsi nel 2025, penalizzato dalla concorrenza cinese e dai dazi statunitensi. Nonostante un calo del 9% per il fatturato e del 10% per le vendite, la società conta di riprendersi già nel 2026 grazie al suo programma di riduzione dei costi, ai nuovi modelli (CLA, GLC elettrica, ecc.) e alla sua “trasformazione digitale” (integrazione del digitale in ogni aspetto dalla produzione ai servizi post-vendita). Nonostante il calo, ai prezzi attuali l’azione resta correttamente valutata. Mantieni.
Pur se in parte passati in secondo piano, per diverse società i risultati di bilancio sono di buona qualità. È il caso, per esempio, di AB Inbev (67,68 euro, Isin BE0974293251). Nel 4° trimestre i suoi volumi di vendita sono scesi solo dell'1,5% (contro --2,7% atteso) e il fatturato è salito del 2,5%, trainato dalle birre analcoliche (+34% nel 2025). La prossima estate, ricca di eventi sportivi, fa ben sperare per i consumi di birra: tutti elementi che sostengono la prospettiva di un utile industriale in salita tra 4% e 8% nel 2026. In aumento anche il dividendo 2025 a quota 1,15 euro (1 euro nel 2024). Mantieni.
Tra i titoli che hanno “pagato pegno” per le notizie sull’AI c’è Axa (37,46 euro, Isin FR0000120628, -5,5% questa settimana): gli investitori temono che nuovi strumenti basati sull’AI aumen-tino la pressione sulle tariffe del settore assicurativo, pesando sugli utili delle società. Indubbiamente, l'AI rappresenta un nuovo elemento com-petitivo in un settore già abituato alle guerre dei prezzi. La minaccia non è, comunque, quella che l'AI "sostituisca Axa", ma piuttosto che consenta ad operatori altamente digitali di conqui-stare una quota di mercato attraverso processi più semplici ed economici. Axa non è, tuttavia, indifesa di fronte a questa tendenza. Il gruppo vende già alcune delle sue polizze direttamente online, il che le consente di offrire ta-riffe competitive. Inoltre, l'acquisizio-ne di Prima (la principale compagnia assi-curativa auto online in Italia) raf-forza ulteriormente la sua posizione. Axa utilizza, infine, l'AI per anticipare meglio i rischi, individuare le frodi e gestire più rapidamente i sinistri. Il nostro consiglio non cambia: acquista.