Amgen: risultati 2025 solidi, ma la vera sfida è la crescita futura
Azioni Healthcare
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I risultati finanziari di Amgen (351,48 usd; US0311621009) per il 2025 confermano una crescita solida, nonostante alcune pressioni regolatorie e competitive. I ricavi del 2025, a 35,1 miliardi di dollari, sono in aumento del 10% rispetto al 2024, grazie soprattutto alla crescita dei volumi di vendita (+13%), che ha compensato in parte la riduzione dei prezzi netti. La redditività è migliorata: l’utile per azione è salito dell’88% a 14,23 dollari, se escludiamo il risultato delle attività non ricorrenti, si arriva a 21,84 dollari.
Sul piano commerciale il portafoglio è assortito: 18 prodotti hanno registrato vendite record e ben 14 farmaci hanno superato il miliardo di dollari di fatturato annuo, ma ci sono alcuni prodotti più “maturi” che iniziano a risentire della concorrenza, come Enbrel che ha visto le vendite scendere del 33%, mentre per Prolia si prevede un’erosione legata all’arrivo dei biosimilari.
Amgen continua inoltre a investire: nel 2025 le spese in ricerca e sviluppo sono aumentate del 22%. Tra i progetti più attesi c’è MariTide, il candidato farmaco contro obesità e diabete, che entra nella fase 3 di sperimentazione quest’anno.
Dal punto di vista finanziario la società ha generato 8,1 miliardi di dollari di free cash flow e dispone di 9,1 miliardi di liquidità. Per il 2026 il gruppo si aspetta ricavi tra 37 e 38,4 miliardi di dollari e un utile ricorrente tra 21,6 e 23 dollari per azione.
Questi risultati 2025 sono stati accolti in modo positivo, anche se senza entusiasmo eccessivo. Il gruppo ha infatti mostrato una crescita solida, sostenuta soprattutto dai nuovi farmaci e dalle terapie più recenti, che stanno progressivamente prendendo il posto dei prodotti storici.
Proprio questo punto rappresenta però anche uno dei principali elementi di attenzione per gli investitori. Alcuni dei farmaci più maturi stanno entrando in una fase di erosione delle vendite, penalizzati dalla concorrenza dei biosimilari e dalla pressione sui prezzi. A questo si aggiunge un tema più strutturale che riguarda tutto il settore farmaceutico americano: l’intervento regolatorio sui prezzi. Ad esempio, la svalutazione del farmaco Otezla, legata al sistema di negoziazione di Medicare, il programma pubblico di assicurazione sanitaria degli Stati Uniti, è un segnale chiaro di come questo fattore possa incidere sui conti.
Un altro elemento che il mercato sta monitorando con attenzione è l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo, cresciuti in modo significativo nell’ultimo anno. Da un lato si tratta di un segnale positivo, perché indica la volontà della società di rafforzare la propria offerta; dall’altro, però, può pesare sulla redditività nel breve periodo.
Le prospettive del titolo dipendono in larga misura dalla capacità di Amgen di sviluppare nuovi prodotti.
In particolare, tutta l’attenzione è concentrata su MariTide, il farmaco per obesità e diabete che potrebbe rappresentare un punto di svolta per Amgen. Il gruppo si sta inserendo in un mercato enorme e in fortissima espansione, oggi dominato da Novo Nordisk (241,5 dkk, mantieni) ed Eli Lilly (918,05 usd, mantieni).
Se gli studi clinici di fase avanzata confermeranno i risultati preliminari, MariTide potrebbe diventare un prodotto da decine di miliardi di dollari di vendite, con un impatto che potrebbe anche rivoluzionare il profilo di crescita della società.
Il titolo ha guadagnato circa il 35%, in dollari e dividendi inclusi, da quando ne abbiamo parlato la prima volta, a dicembre 2024, e sta crescendo dell’8% da inizio anno.
Nonostante questi aumenti, la sua valutazione resta nel complesso contenuta. Sulla base degli utili attesi per il 2026, se guardiamo ai multipli della società, il P/E (più è basso e più il titolo è conveniente) di Amgen è circa 16,5, inferiore rispetto a quello di Eli Lilly (28,4), superiore a Novo Nordisk (12,7) e simile a Pfizer (27,32 usd, acquista; il P/E è 15,2).
Amgen resta una società solida, con buona generazione di cassa e valutazioni ancora ragionevoli. Il titolo potrebbe acquisire un ulteriore slancio se i nuovi farmaci, in particolare quelli legati all’obesità, manterranno le promesse.
Il rialzo già registrato non implica necessariamente che sia il momento di uscire dal titolo. Più che sopravvalutata, Amgen appare oggi una società che incorpora solo in parte il proprio potenziale di crescita.
Per chi ha già il titolo in portafoglio e vuole continuare a scommettere sulla società, può avere senso valutare una presa di profitto parziale, riducendo l’esposizione e mantenendo comunque una quota per beneficiare degli sviluppi futuri.
Si tratta di un investimento speculativo: nel loro complesso, questi non devono perciò superare il 10% degli investimenti complessivi.