Negli ultimi tre mesi dell’anno i mercati hanno mostrato una tendenza a privilegiare i comparti azionari, ma non ovunque: la maggior parte delle Borse è salita (+3,4% in media in euro, dividendi inclusi) con un risultato globale che supera quello del listino Usa, protagonista assoluto delle capitalizzazioni mondiali, che ha fatto “solo” un +2,1%, e in linea con la Borsa di Tokio (+3,2%). In Europa l’intonazione è stata positiva: Italia +8,7%, Spagna +12,0% e Finlandia +13,5%; più moderati Francia +4,2% e Germania +3,4%. Londra ha messo su il 6,3%. Fuori Europa spiccano rialzi molto forti in alcuni emergenti come la Corea (+23,2%), mentre la Cina resta sotto pressione (-4,3%). Il colosso (economico, non borsistico) indiano dal canto suo ha progredito di un 3,9%.
Il motivo di questi andamenti diseguali va letto soprattutto in base alla politica delle Banche centrali, agli utili delle società e ai settori finiti, di volta in volta, sotto i riflettori. Per esempio, novembre è stato turbolento, con prese di profitto sui tecnologici, incertezze macro e tensioni politiche negli Usa; la correzione si è accentuata quando, pur a fronte di conti solidi, il mercato ha iniziato a interrogarsi sulla maturità del ciclo dell’intelligenza artificiale e sulla sostenibilità del ritmo di investimento. A fine mese, però, il quadro è migliorato grazie a un orientamento più esplicito della Federal Reserve verso tagli dei tassi, che ha favorito un rimbalzo degli indici, con supporto anche al settore finanziario nell’eurozona. In prospettiva 2026 l’allentamento monetario, un maggiore attivismo fiscale e l’innovazione potranno, però, sostenere la crescita, pur in presenza di rischi geopolitici.
Sul fronte valutario, nei confronti dell’euro i movimenti sono stati contenuti sulle divise principali ma più ampi sugli emergenti. Il dollaro Usa è rimasto quasi invariato, il franco svizzero è salito (+0,5%) e la corona svedese ha guadagnato (+2,1%); la sterlina è sostanzialmente stabile. La flessione più netta è quella dello yen (-5,7%).
Nei titoli di Stato le variazioni trimestrali sono state ridotte, coerenti con mercati che iniziano a spostare l’attenzione dai picchi dei tassi alla traiettoria dei prossimi tagli. L’indice governativo italiano segna +0,8%, in linea con gli Usa +1,0%, mentre il Giappone spicca in negativo (-7%, ma ricordiamo che nel dato è incluso il calo dello yen), in un contesto in cui è salita la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi locali con inflazione ancora sostenuta.
Resta centrale la diversificazione per aree, evitando di inseguire i segmenti che hanno corso meno e conta la gestione del rischio sui bond in cui le scadenze lunghe offrono pochi spunti. La nostra strategia (con un orizzonte temporale di 10 anni) per l’investitore più prudente (lo definiamo Difensivo) si orienta a un mix di azioni e bond che vede le prime pesare per un 15%, il resto va ai bond. Il ruolo delle azioni sale man mano che cala l’avversione al rischio. Un investitore Equilibrato può già puntare su un 55% di azioni e uno che non teme il rischio e ha una visione più Dinamica può arrivare al 70%. Per farlo può scegliere uno degli Etf azionari e uno di quelli obbligazionari indicati in tabella. In grassetto trovi quelli consigliati da Investi.
Ti fa comodo avere una piccola rendita periodica? Allora valuta un Etf che nell’ultima colonna hanno un “sì”. Rispetto agli altri, cresceranno meno nel tempo, ma avrai dei pagamenti periodici con cui integrare lo stipendio. La rendita non ti serve, e preferisci che i tuoi soldi restino investiti fino a quando ti serviranno in futuro? Gli Etf che nell’ultima colonna hanno un “no” sono quelli più in linea con queste esigenze.
LEGGERE LA TABELLA
Isin: è un po’ come il “codice fiscale” che identifica il prodotto in maniera univoca. Usalo per identificare con certezza il prodotto ed evitare di sbagliare l’acquisto. vRendimenti: sono in euro e se sono per più anni sono calcolati in base annua, così puoi facilmente confrontarli con i rendimenti di altri prodotti. Ricorda però che l’andamento passato non è una garanzia che facciano altrettanto in futuro!