Fondi Tematici e Fondi Settoriali
Fondi settoriali: chiari, intuitivi, ma meno diversificati - Fondi tematici: catturano dei megatrend.
Fondi settoriali: chiari, intuitivi, ma meno diversificati - Fondi tematici: catturano dei megatrend.
Nel mondo del risparmio gestito, i fondi comuni e gli ETF offrono oggi strategie sempre più specializzate. Tra le più popolari figurano i fondi settoriali e i fondi tematici, spesso presentati come strumenti simili o addirittura intercambiabili. In realtà, si tratta di approcci profondamente diversi, e confonderli può portare a una valutazione errata del rischio e della reale diversificazione del portafoglio. La distinzione non è solo teorica, ma ha conseguenze pratiche rilevanti per l’investitore.
Fondi settoriali: chiari, intuitivi, ma meno diversificati
I fondi settoriali investono in aziende appartenenti a un unico settore economico. Il criterio di inclusione è relativamente semplice: conta il core business dell’impresa e la sua classificazione industriale. Un fondo settoriale farmaceutico, ad esempio, seleziona società che operano principalmente nello sviluppo, nella produzione o nella distribuzione di farmaci e dispositivi medici. Analogamente, un fondo tecnologico punterà su aziende del software, dei semiconduttori o dei servizi digitali.
Questo approccio rende i fondi settoriali intuitivi, ma anche fortemente concentrati. Anche se il fondo contiene decine di titoli, tutti sono esposti agli stessi fattori di rischio: regolamentazione, ciclo economico, innovazione, pressione competitiva. Se il settore entra in crisi, l’impatto sul fondo può essere rapido e significativo. La diversificazione interna è quindi più apparente che reale, perché riguarda i singoli emittenti, ma non le fonti di rischio.
Fondi tematici: catturano dei megatrend
I fondi tematici seguono invece una logica diversa. Non partono da un settore, ma da un grande tema strutturale, spesso definito megatrend, destinato a svilupparsi nel lungo periodo. Parliamo di fenomeni come la transizione energetica, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, l’invecchiamento della popolazione o la sicurezza informatica. Il fondo seleziona aziende di settori anche molto diversi, accomunate dal fatto di trarre beneficio, diretto o indiretto, dalla crescita di quel tema.
Un fondo tematico sulla transizione energetica, per esempio, può includere aziende industriali che producono componenti per le rinnovabili, società tecnologiche che sviluppano software per l’efficienza energetica, produttori di batterie, case automobilistiche impegnate sull’elettrico e utility che investono in reti intelligenti. In questo senso, la diversificazione settoriale è maggiore rispetto a un fondo settoriale puro, perché le fonti di ricavo e i modelli di business sono differenti.
Tuttavia, qui emerge un aspetto cruciale che merita attenzione: nei fondi tematici è molto frequente la presenza di società che non sono “pure play” del tema. Molte aziende incluse nel fondo possono essere conglomerati o grandi gruppi diversificati, per i quali il megatrend rappresenta solo una parte limitata del fatturato o degli investimenti. Un grande gruppo industriale, ad esempio, può essere incluso in un fondo sulla transizione energetica perché produce turbine eoliche, ma allo stesso tempo operare in modo significativo in settori tradizionali, come l’oil & gas o l’ingegneria pesante. In questi casi, l’esposizione reale al tema è parziale e talvolta marginale.
Questo significa che la performance del fondo tematico non dipende esclusivamente dallo sviluppo del megatrend dichiarato, ma anche dall’andamento di attività che con il tema hanno poco o nulla a che fare. Di conseguenza, l’investitore potrebbe pensare di puntare in modo deciso su un trend strutturale, mentre in realtà sta acquistando un’esposizione diluita, influenzata da dinamiche aziendali e settoriali più ampie.
Lo stesso vale per altri temi molto popolari, come l’intelligenza artificiale o la digitalizzazione. Molte grandi società tecnologiche incluse nei fondi tematici generano la maggior parte dei ricavi da attività tradizionali, mentre l’AI rappresenta solo una linea di sviluppo futura o una componente accessoria del business. Questo non rende il fondo “sbagliato”, ma ne modifica profondamente il profilo di rischio e le aspettative di rendimento.
Diverse concentrazioni del rischio
In sintesi, la differenza tra fondi settoriali e fondi tematici è fondamentale per capire dove si concentra davvero il rischio. I fondi settoriali sono concentrati su un comparto specifico e reagiscono in modo diretto alle sue dinamiche. I fondi tematici offrono una diversificazione trasversale ai settori, ma introducono una concentrazione sul tema e, spesso, un’esposizione indiretta o parziale attraverso aziende molto diversificate.
Per questo motivo, entrambi gli strumenti dovrebbero essere utilizzati con cautela e consapevolezza. Non sono soluzioni “core” per la maggior parte dei portafogli, ma strumenti satelliti, utili per esprimere una convinzione specifica o per aggiungere una componente di crescita tematica. Capire cosa distingue un fondo settoriale da uno tematico, e cosa c’è realmente dentro ciascun fondo, è il primo passo per evitare sorprese e costruire un portafoglio coerente con i propri obiettivi.