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Regno Unito: il punto

Regno Unito: il punto

Data di pubblicazione 30 dicembre 2025
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Autore: Alberto Cascione

Regno Unito: facciamo il punto

Risparmio delle famiglie in calo, reddito reale in contrazione e consumi prudenti nonostante il taglio dei tassi. Inflazione verso il 2% entro il 2026

Nel terzo trimestre, l’economia del Regno Unito ha mostrato segnali di rallentamento. Il tasso di risparmio delle famiglie è sceso al 9,5%, il livello più basso da oltre un anno, mentre il reddito reale pro capite ha registrato una contrazione dello 0,8%, principalmente a causa dell’aumento delle imposte su reddito e patrimonio. Sul fronte della crescita, il PIL è avanzato solo dello 0,1%, dopo una prima metà dell’anno più dinamica.

La pressione fiscale è aumentata di circa 6 miliardi di sterline e le soglie fiscali resteranno congelate per altri tre anni, riducendo ulteriormente la capacità di risparmio delle famiglie. Nonostante il taglio dei tassi da parte della Bank of England, i consumatori mantengono un atteggiamento prudente, rendendo la spesa delle famiglie un elemento chiave per sostenere la crescita futura.

Sul versante dei prezzi, l’inflazione è attesa vicino al 2% entro la primavera 2026, grazie anche alle misure di sollievo su bollette e trasporti. Infine, il deficit del conto corrente, al netto dei metalli preziosi, si è ridotto a 10,5 miliardi di sterline, pari all’1,4% del PIL, segnalando un miglioramento della posizione esterna del Paese.

Per quanto riguarda gli investimenti, non investire sul Regno Unito né con le azioni, né con le obbligazioni.

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