Rassegna macro settimanale
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Stati Uniti – Fed ferma, e arriva il nome per il “dopo Powell”
Alla riunione del 28 gennaio, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi tra 3,5% e 3,75% con voto 10-2: solo due governatori avrebbero preferito un taglio di 25 punti base. Nel comunicato e nella lettura complessiva emerge un giudizio un po’ più costruttivo sull’economia (lavoro più stabile e crescita definita “solida”), ma senza urgenza di nuovi tagli.
Sul fronte della governance, Trump ha annunciato l’intenzione di nominare Kevin Warsh come successore di Jerome Powell, il cui mandato termina a maggio. Warsh è stato nel board Fed 2006–2011 ed è indicato come figura storicamente “da falco”, pur avendo sostenuto nel 2025 la necessità di tagliare i tassi (con l’idea, però, di ridurre parallelamente il bilancio Fed).
Eurozona e Italia – PIL sopra le attese
Nel quarto trimestre 2025, il PIL dell’Eurozona è cresciuto +0,3% t/t (contro attese +0,2%). Tra i principali Paesi: Spagna +0,8%, Germania +0,3%, Italia +0,3%, Francia +0,2%; spiccano anche Portogallo +0,8% e Lituania +1,7%, mentre l’Irlanda risulta in recessione.
Per l’Italia, l’Istat (stima preliminare) segnala nel 4° trimestre 2025 una crescita +0,3% t/t (attese +0,2%, dopo +0,1% nel trimestre precedente) e +0,8% a/a (attese +0,5%, dopo +0,6% nel 3° trimestre). L’aumento trimestrale è diffuso ai principali comparti, con maggiore contributo di agricoltura e industria.
Fiducia in Italia e Germania
A gennaio, secondo ISTAT, la fiducia dei consumatori sale marginalmente da 96,6 a 96,8, sostenuta soprattutto da aspettative sul futuro; resta però un atteggiamento prudente sulle scelte di spesa. Più deciso il miglioramento tra le imprese: da 96,6 a 97,6, trainato dai servizi di mercato (e in parte dalla manifattura), mentre costruzioni e commercio risultano più deboli.
L’indice Ifo sulle aspettative delle imprese tedesche scende a 89,5 a gennaio (da 89,7), contro attese di rialzo.
Canada – tassi fermi e incertezza “a due direzioni”
La Bank of Canada mantiene il tasso al 2,25% (seconda riunione consecutiva), evidenziando che il prossimo movimento potrebbe essere sia un rialzo sia un taglio, vista l’incertezza. Tra i fattori citati: protezionismo USA, tariffe/barriere, revisione imminente dell’USMCA e geopolitica. Nelle stime riportate: PIL +1,1% nel 2026 e +1,5% nel 2027, con inflazione vicina al 2% nel medio periodo.
Brasile – tassi al 15%, ma mercato guarda già a marzo
La banca centrale brasiliana lascia i tassi al 15% (livello “da quasi vent’anni” nel testo), ma apre alla possibilità che le condizioni consentano l’avvio di tagli probabilmente da marzo. A supporto: inflazione rallentata al 4,5% nella prima metà di gennaio e real in rafforzamento (oltre +7% nell’ultimo mese). Restano rischi fiscali legati a misure pre-elettorali (salario minimo ed esenzioni fiscali).
Asia – Corea del Sud: PIL in affanno, borsa “euforica”
In Corea del Sud l’attività economica si è contratta dello 0,3% negli ultimi tre mesi dell’anno; la crescita del PIL si ferma all’1% nel 2025 (dal 2% nel 2024), con rallentamento dovuto soprattutto al crollo degli investimenti immobiliari.