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Eurozona: il punto sull'economia

Eurozona: il punto sull'economia

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Data di pubblicazione 14 gennaio 2026
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Eurozona: il punto sull'economia

Eurozona: il punto sull'economia

Ecco una visione d'insieme su come va l'economia della zona euro

Nell’area euro il quadro macroeconomico continua a mostrare segnali contrastanti, ma nel complesso coerenti con una fase di stabilizzazione che consente alla Banca centrale europea di mantenere un atteggiamento prudente. Le aspettative di inflazione dei consumatori restano infatti sostanzialmente stabili a novembre: al 2,8% a dodici mesi, al 2,5% a tre anni e al 2,2% a cinque anni. Un profilo che segnala una progressiva normalizzazione, pur in presenza di alcune rigidità ancora evidenti, soprattutto nei servizi.

A dicembre l’inflazione effettiva è scesa al 2%, centrando l’obiettivo della BCE e registrando una lieve flessione rispetto al 2,1% di novembre. Anche l’inflazione core mostra segnali di raffreddamento, attestandosi al 2,3% e risultando leggermente inferiore alle attese di mercato. Più graduale il calo dell’inflazione dei servizi, passata dal 3,5% al 3,4%, un livello che continua a rappresentare la principale fonte di pressione sui prezzi, anche a causa della dinamica salariale ancora sostenuta. Sul fronte dell’attività economica, le previsioni di crescita peggiorano leggermente, con una stima che scende a -1,3% dal precedente -1,1%. Nonostante ciò, le indagini più recenti indicano che l’economia dell’area euro è rimasta in espansione a dicembre e che la situazione congiunturale è nel complesso relativamente favorevole. Nel medio periodo, la crescita del PIL è attesa tornare su livelli in linea con il potenziale del continente, leggermente superiori all’1% nel 2026, in continuità con quanto osservato negli ultimi trimestri.

Il mercato del lavoro resta un elemento di sostegno. Le aspettative sulla disoccupazione migliorano, con un tasso atteso in calo al 10,9% dall’11%, mentre il dato effettivo di novembre si è attestato al 6,3%, molto vicino al minimo storico del 6,2%. Una dinamica che conferma la tenuta dell’occupazione, nonostante il rallentamento dell’economia. Anche i consumi mostrano andamenti differenziati. Su base congiunturale, il volume del commercio al dettaglio diminuisce dello 0,2% per i prodotti alimentari, bevande e tabacco, mentre cresce dello 0,4% per i prodotti non alimentari, esclusi i carburanti, e cala dello 0,1% per i carburanti per autotrazione. Su base tendenziale, però, il quadro appare più solido: le vendite al dettaglio aumentano dell’1,1% per alimentari, bevande e tabacco, del 3,5% per i prodotti non alimentari e dell’1,1% per i carburanti.

Nel comparto immobiliare, le aspettative indicano un aumento dei prezzi delle case del 3,4%, mentre sul fronte del credito si intravede un lieve allentamento: i tassi sui mutui sono attesi in calo al 4,6%. Segnali che contribuiscono a delineare un contesto di maggiore equilibrio, pur senza un vero e proprio slancio.In questo scenario, la BCE continua a muoversi con cautela. I tassi di interesse, invariati da giugno 2025, dovrebbero rimanere fermi ancora a lungo. Sebbene i mercati inizino a considerare, con probabilità contenuta, l’ipotesi di un primo taglio di 25 punti base entro settembre, l’orientamento prevalente resta quello di uno status quo prolungato, verosimilmente per tutto il 2026. La discesa dell’inflazione offre margini di manovra, ma le persistenti pressioni nei servizi e le incertezze sulla crescita suggeriscono che ogni decisione dovrà essere calibrata con estrema attenzione.