La produttività Usa aumenta: perché è importante in ottica Fed?
Produttività e inflazione Usa
Produttività e inflazione Usa
Partiamo dalla notizia: nel terzo trimestre, la produttività del lavoro negli Stati Uniti è cresciuta al ritmo più veloce degli ultimi due anni (+4,9% annualizzato), dopo un +4,1% nel trimestre precedente. Questo aumento dell’efficienza ha contribuito a ridurre le pressioni inflazionistiche derivanti dai salari. I costi unitari del lavoro sono diminuiti del 1,9%, segnando il primo calo dal 2019. Nonostante la crescita economica robusta, il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento, con richieste di sussidi di disoccupazione leggermente in aumento ma ancora su livelli bassi. Le aziende stanno investendo in tecnologia e automazione per contenere i costi e compensare dazi più elevati. Gli economisti ritengono che i costi del lavoro siano coerenti con l’obiettivo di inflazione al 2%. Inoltre, si prevede che gli investimenti in intelligenza artificiale e incentivi fiscali possano sostenere ulteriori guadagni di produttività. Sul fronte occupazionale, a dicembre le assunzioni sono aumentate (+41.000), mentre i licenziamenti annunciati sono ai minimi da luglio 2024. Perché parliamo di questa notizia? Perché i suoi impatti, soprattutto sui prezzi, e quindi anche sulla Fed, possono essere rilevanti.
GLI EFFETTI DELL’AUMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ
L’aumento della produttività esercita un impatto significativo sull’inflazione attraverso diversi meccanismi. Innanzitutto, quando la produttività cresce, le imprese riescono a produrre più beni e servizi con lo stesso numero di lavoratori. Questo comporta una riduzione del costo per unità di prodotto, anche se i salari nominali rimangono invariati. Di conseguenza, i costi di produzione diminuiscono e si riduce la pressione a trasferire eventuali aumenti di costo sui prezzi, contribuendo così a contenere l’inflazione.
Un altro aspetto importante riguarda la capacità delle imprese di assorbire aumenti salariali. Se i salari crescono, ma la produttività aumenta in modo proporzionale o superiore, l’impatto sui prezzi risulta neutro o comunque limitato. Questo fattore è particolarmente rilevante in contesti di mercato del lavoro teso, dove i salari tendono a salire.
Inoltre, una produttività più elevata consente all’economia di crescere senza generare eccessiva pressione sui prezzi. In altre parole, il sistema economico può espandersi più rapidamente senza rischiare un surriscaldamento, mantenendo l’inflazione sotto controllo.
Infine, le implicazioni di lungo periodo sono altrettanto significative. Gli investimenti in tecnologia e automazione, come l’intelligenza artificiale, possono favorire un trend di crescita della produttività, stabilizzando l’inflazione in modo strutturale. Questo aspetto è cruciale per le banche centrali, poiché un aumento sostenuto della produttività riduce il rischio di dover ricorrere a politiche monetarie restrittive, come l’innalzamento aggressivo dei tassi di interesse.