La banca centrale polacca ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento al 4%, interrompendo la serie di riduzioni avviata a giugno 2025. Questa scelta, ampiamente prevista, riflette la volontà di valutare gli effetti delle precedenti misure di allentamento monetario sull’inflazione. Nel corso del 2025 la Polonia ha infatti ridotto i tassi dell’1,75% attraverso sei interventi, ma ora si preferisce adottare un approccio prudente, definito “wait-and-see”, cioè aspettare e guardare. Nonostante ciò, alcuni economisti ritengono possibile un nuovo taglio già a marzo.
Infatti, a dicembre 2025, l’inflazione in Polonia si è attestata al 2,4% su base annua, un valore leggermente inferiore rispetto all’obiettivo fissato dalla banca centrale (è 2,5%). Il calo dell’inflazione è attribuibile a diversi fattori. Tra i principali, si segnalano la diminuzione dei prezzi dei trasporti, in particolare dei carburanti, e una crescita più contenuta dei prezzi alimentari. Inoltre, hanno inciso le pressioni competitive derivanti dalle importazioni a basso costo, la deflazione dei prezzi alla produzione, il rallentamento della crescita salariale e una maggiore propensione al risparmio da parte delle famiglie. Le prospettive per i prossimi mesi confermano una tendenza disinflazionistica sostenuta da elementi strutturali: i buoni raccolti e le scorte elevate di cereali, l’aumento moderato dei prezzi regolamentati dell’energia, nonché la forza dello złoty e il basso livello dei prezzi del petrolio.