La stima finale dell’inflazione della zona euro di dicembre porta con sé una sorpresa: il carovita decelera all’1,9%, dal 2,1%, anziché al 2% come segnalato nella stima precedente. Confermato, invece, il 2,3% annuale per l’Inflazione di fondo (dal 2,4% di dicembre).
Tra gli Stati membri, le variazioni sono risultate piuttosto eterogenee: Cipro, Francia e Italia si sono collocate tra i paesi con i tassi più bassi, mentre Slovacchia ed Estonia hanno registrato i livelli più elevati.
La lettura definitiva ha anche confermato che i servizi hanno contribuito in misura significativa all’inflazione complessiva, seguiti da beni come alimentari, alcool e tabacco. Le componenti energetiche, invece, hanno esercitato un contributo negativo, riflettendo un calo dei prezzi dell’energia nel periodo considerato.