Bank of Japan: tassi fermi, ma toni da "falco"
Giappone: BoJ, tassi, obbligazioni e azioni
Giappone: BoJ, tassi, obbligazioni e azioni
La Bank of Japan (BoJ) – la Banca centrale giapponese - ha scelto di mantenere i tassi dello 0,75%, il livello più alto registrato negli ultimi trent’anni. Questa decisione arriva dopo l’aumento effettuato nel mese di dicembre e riflette la volontà dell’istituto centrale di osservare con attenzione gli effetti delle recenti mosse sul costo del denaro. Nonostante il mantenimento dei tassi fosse largamente atteso, all’interno della BoJ non sono mancati segnali di maggiore urgenza: un membro ha infatti votato a favore di un nuovo aumento immediato fino all’1%, evidenziando una particolare preoccupazione dell’andamento dei prezzi. Parallelamente, la BOJ ha rivisto al rialzo le proprie previsioni di inflazione in diverse categorie, un segnale che sottolinea un orientamento più restrittivo e la possibilità di ulteriori rialzi in futuro. In altri termini, come si usa dire, l’atteggiamento è da falco. Anche i mercati hanno interpretato le nuove stime sull’inflazione come un indizio della possibilità che la BOJ possa intervenire già ad aprile, anticipando le previsioni iniziali.
Ma cosa dicono queste stime? Le previsioni aggiornate indicano una crescita dell’inflazione di fondo al 2,7% nel 2025, e una crescita economica prevista dello 0,9%. Questi numeri, uniti alla debolezza dello yen e alle pressioni salariali, suggeriscono un contesto in cui il rischio di un surriscaldamento dei prezzi rimane concreto. Per questo, la BOJ potrebbe trovarsi costretta a considerare un percorso di rialzi più rapido rispetto a quanto ipotizzato in precedenza.
Il quadro economico è inoltre influenzato da importanti sviluppi politici. Il Primo Ministro Takaichi ha appena annunciato elezioni anticipate per l’8 febbraio e ha proposto un intervento di forte impatto: azzerare per due anni la tassa sugli alimenti, con l’obiettivo di alleggerire la pressione del caro vita sulle famiglie. Questa iniziativa, insieme al resto delle politiche fiscali in discussione, aggiunge ulteriore complessità alla valutazione della BoJ, che deve tenere conto sia delle dinamiche inflazionistiche sia dell’evoluzione dello scenario politico.
Infine, i mercati obbligazionari giapponesi continuano a registrare tensioni, alimentate anche dalle proposte fiscali del governo, che vengono percepite come potenzialmente espansive in un contesto già caratterizzato da inflazione elevata.
Il Giappone non è presente nei nostri portafogli, né con le azioni né con le obbligazioni.