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Turchia: l'inflazione rallenta, ma meno delle attese

Turchia: inflazione a gennaio, azioni ed obbligazioni

Turchia: inflazione a gennaio, azioni ed obbligazioni

Data di pubblicazione 04 febbraio 2026
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Turchia: inflazione a gennaio, azioni ed obbligazioni

Turchia: inflazione a gennaio, azioni ed obbligazioni

Il carovita turco delude le attese a gennaio. Cosa aspettarsi ora dalla Banca centrale?

L’inflazione in Turchia ha continuato a rallentare anche nel mese di gennaio, segnando il quarto calo consecutivo del tasso annuo. Il ritmo della discesa, però, è stato più modesto del previsto: l’indice dei prezzi al consumo è passato dal 30,9% di dicembre al 30,7%, lontano dalle attese di mercato che si aspettavano un calo più marcato (al 30%). Il dato mensile, al contrario, ha evidenziato un’accelerazione significativa, con un incremento del 4,8% rispetto allo 0,9% registrato nel mese precedente.

Questa dinamica riflette una serie di fattori che hanno esercitato una pressione al rialzo sui prezzi nelle prime settimane dell’anno. Oltre ai classici aumenti stagionali legati ai prodotti alimentari – in particolare verdure e carne, che hanno inciso in modo rilevante – si sono aggiunti diversi interventi fiscali, come l’aumento delle tasse su carburanti, alcol e tabacco. A ciò si somma un altro elemento cruciale: il rialzo del salario minimo del 27% entrato in vigore a inizio gennaio, che ha contribuito a incrementare i costi di produzione e distribuzione, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali.

Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalla modifica introdotta al metodo di calcolo dell’inflazione. A partire da gennaio, infatti, l’indice dei prezzi al consumo è stato ricalibrato secondo standard più vicini a quelli di Eurostat, cioè della unione europea. Questo cambiamento ha comportato un nuovo anno base, una revisione delle categorie del paniere e un aggiornamento dei pesi attribuiti ai vari beni, passando dai budget delle famiglie ai dati dei conti nazionali. Secondo gli economisti, queste modifiche hanno reso più difficile prevedere con precisione il dato di gennaio e aumentano l’incertezza sull’andamento dell’inflazione nei prossimi mesi.

In altri termini, la Turchia sta attraversando una fase delicata in cui l’inflazione resta elevata e volatile, influenzata non solo dalla domanda interna e dai costi delle materie prime, ma anche da importanti revisioni metodologiche e interventi amministrativi. Sarà ora fondamentale osservare come la banca centrale reagirà ai nuovi dati e se la dinamica dei prezzi riuscirà a stabilizzarsi nel corso dell’anno.

Quanto agli investimenti, per la Borsa turca controlla i nostri portafogli, mentre le obbligazioni in lira turca non sono da acquistare.