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Data di pubblicazione 12 settembre 2019

L’abc dei fondi pensione: cosa sono e a chi convengono?

Cosa sono i fondi pensione? Come sceglierli? Come sono tassati? Conviene mantenere il Tfr in azienda o scegliere la previdenza integrativa? Qui trovi tutte le risposte.

COSA SONO I FONDI PENSIONE?

I fondi pensione rientrano tra le cosiddette forme pensionistiche complementari e sono prodotti utili per integrare la tua futura pensione pubblica; all'interno di questa categoria di prodotti, possono essere suddivisi tra fondi pensione chiusi (altrimenti detti negoziali) e fondi pensione aperti.

Il fondo pensione chiuso è riservato a specifiche categorie di lavoratori, dato che ogni contratto nazionale di lavoro ha un fondo chiuso dedicato; per esempio, chi lavora nel settore metalmeccanico ha a sua disposizione Cometa come fondo chiuso, mentre chi lavora nel settore chimico-farmaceutico ha Fonchim e così via…

Il fondo aperto è invece destinato a tutti, non c’è alcuna preclusione all'utilizzo da parte di lavoratori autonomi o lavoratori dipendenti: chiunque può aderirvi aprendo una posizione individuale.

 

FONDI PENSIONE E TFR: COSA CONVIENE?

Conviene investire nella pensione complementare tramite i fondi pensione. Prima di tutto, se osserviamo l’andamento dell’ultimo decennio, i fondi aperti hanno battuto nella maggioranza dei casi il rendimento che avresti ottenuto lasciano i tuoi contributi nel Tfr, e i fondi chiusi hanno fatto ancora meglio dei fondi aperti.

Ma non è finita qui. Nel fondo pensione effettui di anno in anno nuovi versamenti, che vanno ad aggiungersi a quelli degli anni precedenti: anche su questo fronte, i fondi pensione hanno battuto il Tfr.

 

MEGLIO IL FONDO PENSIONE CHIUSO O APERTO?

Se sei un lavoratore dipendente ti conviene scegliere il fondo pensione chiuso del tuo settore. Se invece non puoi aderire a un fondo chiuso, oppure sei un lavoratore autonomo, devi per forza scegliere un fondo pensione aperto. I migliori fondi pensione aperti, così come la lista completa ed esaustiva dei fondi chiusi e dei fondi aperti li scopri facilmente usando il nostro comparatore.  

 

PERCHÉ SCEGLIERE I FONDI PENSIONE?

Aderire ai fondi pensione è oggigiorno necessario, perché le future pensioni saranno basse, circa il 50% del tuo ultimo stipendio, ed è pertanto necessario risparmiare fin da subito per garantirsi una vecchiaia dignitosa. Per ottenere questo scopo, costruirsi nel tempo un’altra fonte di entrate sotto forma di pensione integrativa è fondamentale; ci sono, però, anche altri motivazioni.

I fondi pensione costano in media meno di altre forme di previdenza complementare (i cosiddetti Pip, ovverosia Piani individuali pensionistici); inoltre, se sei un lavoratore dipendente, aderendo al fondo pensione chiuso ottieni un contributo della tua azienda, mediamente pari all’1% del tuo stipendio lordo annuo.

Esemplificando, se hai uno stipendio di 30.000 euro, il datore di lavoro scuce 300 euro di tasca sua: se nei hai versati 5.000 di tasca tua, significa ottenere un rendimento del 6% (300 su 5.000) senza praticamente far nulla.

A questo devi sommare i 1.570 euro di tasse risparmiate con la deducibilità dei contributi. Il totale fa 1.870 euro: sui 5.000 scuciti rappresenta il 37%! Un altro vantaggio è rappresentato dalla tassazione agevolata e dai rendimenti che battono quelli del Tfr.

 

COME SONO TASSATI I FONDI PENSIONE?

I contributi versati nel fondo pensione aperto o chiuso sono deducibili per un importo massimo annuo di 5.164,57 euro (rientrano nel calcolo i tuoi versamenti unitamente a quelli del datore di lavoro, non il Tfr); significa che abbattono il reddito imponibile e, conseguentemente, le tasse che paghi.

Secondo: quando vai in pensione, tutti i contributi (Tfr incluso) saranno tassati tra il 9% e il 15%: in ogni caso con un’aliquota inferiore a quella Irpef meno elevata. Terzo: sui fondi pensione non si paga il bollo di legge (0,2% annuo), contrariamente a quanto previsto per tutti gli altri prodotti. 

COME SI SCEGLIE IL FONDO PENSIONE?

Tutti i fondi pensione hanno attualmente diverse linee di investimento (vengono chiamate comparti) e, al momento dell’iscrizione, devi scegliere quello giusto per te; qual è?

Secondo noi la strategia migliore è quella di scegliere il comparto in base agli anni che ti mancano alla pensione: tanto più saranno gli anni per cui dovrai ancora lavorare prima di poter andare in pensione, tanto maggiore dovrà essere la quota di azioni in cui investe il comparto – ti riassumiamo il tutto nella tabella qui sotto.

COME SCEGLIERE I COMPARTI DEI FONDI PENSIONE

Se alla pensione ti mancano…    ...devi investire in un comparto 

Più di 20 anni                              Azionario                              

Tra i 15 e i 20 anni                      Bilanciato azionario             

Tra i 10 e i 15 anni                      Bilanciato                              

Tra i 5 e i 10 anni                        Bilanciato obbligazionario

Tra i 3 e i 5 anni                          Obbligazionario

Meno di 3 anni                            Monetario

Per sottoscrivere il fondo pensione devi andare sul sito del fondo, trovare la sezione “modulistica” e, all’interno di quest’ultima, scegliere il modulo di adesione; dopo averlo compilato, occorre consegnarlo all’ufficio risorse umane della tua azienda.

Parimenti, se sei un lavoratore dipendente e decidi di cambiare comparto per i tuoi versamenti, questa decisione va comunicata al tuo fondo pensione chiuso tramite un modulo: vai sul sito internet del fondo negoziale e nella sezione “modulistica” trovi il modulo per la modifica del comparto di investimento, qui seleziona il nome del comparto a cui vuoi destinare i nuovi versamenti.

COME RISCATTARE IL FONDO PENSIONE?

Il riscatto del fondo pensione, quando non sei ancora andato in pensione, non può avvenire in qualsiasi momento ma può al contrario avvenire solo in alcuni casi; se aderisci a un fondo pensione ci sono, in pratica, due modi per aver indietro i tuoi soldi, cioè ricorrere a un’anticipazione oppure al riscatto totale.

Si parla di anticipazione se durante la vita lavorativa decidi di chiedere una parte dei soldi che hai accumulato nel fondo e continui ad aderirvi; se, invece, chiedi indietro tutti i tuoi soldi prima della pensione, e dunque automaticamente cessi anche di aderire al fondo, allora stai effettuando un riscatto.

Il riscatto totale si può richiedere in caso di decesso, invalidità permanente che riduca la capacità lavorativa a meno di un terzo, indipendentemente dal fatto che il soggetto cessi o meno lo svolgimento dell’attività lavorativa, disoccupazione per almeno 48 mesi.

Il riscatto totale non può essere richiesto nei cinque anni che precedono la maturazione dei requisiti di accesso alla prestazione pensionistica complementare: in questo caso va richiesta la liquidazione della prestazione pensionistica stessa. Può ulteriormente essere richiesto per esempio nei casi di cessazione dell’attività lavorativa ovvero in caso di promozione a dirigente o cambio CCNL.

Ci sono delle situazioni in cui puoi farlo prima di esserti ritirato dal lavoro: eccole.

Puoi chiedere un’anticipazione se devi pagare spese sanitarie (dovute a gravi motivi di salute, quindi per delle semplici visite specialistiche, per esempio, non puoi) per te, per il coniuge o per i figli (in pratica per i familiari fiscalmente a carico): in questo caso puoi richiedere in ogni momento fino al 75% di quanto hai accumulato nel fondo. 

Sempre il 75% puoi ritirarlo anche se devi acquistare la prima casa o ristrutturarla (anche per i figli), ma in questi casi devi avere accumulato almeno 8 anni di partecipazione al fondo perché se hai aderito da meno tempo, non puoi; infine, sempre passati 8 anni puoi richiedere fino al 30% dei soldi per qualsivoglia motivazione.

 

E SE CAMBI LAVORO?

Tieni a mente che se cambia anche il contratto collettivo che lo regolamenta, cioè il settore in cui lavori, puoi (ma non necessariamente devi) riscattare il tuo vecchio fondo di categoria: puoi anche mantenere quanto accumulato in passato nel vecchio fondo, non farci più versamenti e destinare i nuovi flussi di Tfr e i contributi volontari al nuovo fondo pensione.

Avrai due posizioni, una non più alimentata nel vecchio fondo e una che alimenterai nel nuovo fondo; in alternativa, puoi anche decidere di trasferire nel nuovo fondo tutto quanto hai accumulato nel vecchio.