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Hai mai pensato al fondo pensione in ottica...

Fondo pensione e ruolo sociale

Fondo pensione e ruolo sociale

Data di pubblicazione 13 gennaio 2026
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Fondo pensione e ruolo sociale

Fondo pensione e ruolo sociale

..di ammortizzatore sociale, strumento per il passaggio generazionale e protezione?

La nuova manovra ha eliminato la possibilità di utilizzare il fondo pensione per raggiungere i requisiti reddituali per avere accesso alla pensione anticipata contributiva. Di fatto questa possibilità è durata solo un anno, ma anche se il fondo pensione ha perso questa funzione, ci sono importanti modalità attraverso le quali un fondo pensione può rivelarsi utile nel corso della vita, oltre a quella classica, necessaria, di integrazione alla pensione pubblica. Si tratta di:

  • proteggersi in caso di non autosufficienza;
  • gestire in modo più flessibile il passaggio generazionale;
  • ammortizzatore sociale

Il ruolo socio-economico

I fondi pensione sono sempre visti come uno strumento di risparmio per poter garantirsi un tesoretto da utilizzare una volta in pensione. Il termine tesoretto probabilmente non è mai stato così tanto azzeccato come in questo caso, per descrivere il capitale che accumuliamo durante la nostra vita lavorativa nel fondo pensione. Avere a disposizione un’entrata aggiuntiva è, infatti, un vero e proprio “tesoro” se si pensa che le pensioni saranno il 30%-40% più basse dell’ultimo stipendio. In altri termini, per il solo passaggio dal mondo lavorativo a quello della pensione, il nostro reddito si riduce fortemente. È quindi necessario creare un tesoretto che consenta di creare un’altra entrata mensile che va a sommarsi all’assegno della pensione pubblica – da qui, non a caso, il nome previdenza complementare per identificare i fondi pensione. Tuttavia, non ci si ferma praticamente mai a pensare ai risvolti sociali ed economici che quanto detto comporta. Una diminuzione del reddito del 30%-40% può comportare difficoltà economiche, situazioni di indigenza, incapacità di far fronte alle spese richieste durante il periodo della vecchiaia (cure, assistenza…) e, in ultimo, anche esclusione sociale. Non solo. Dato il livello più basso delle future pensioni, in assenza di un’integrazione derivante dal proprio risparmio si rischia di avere una quota sempre maggiore di popolazione con redditi sempre più bassi. Questo comporta minori capacità di spesa o di consumi, che sono tutti elementi che sostengono il Pil di un Paese. In altri termini, si rischia un’Italia sempre meno ricca (o più povera a seconda dell’angolazione con cui si vuol vedere). In quest’ottica, il fondo pensione ha anche una dimensione socio-economica.

L’opzione Long Term Care

Quando arriva il momento di richiedere la rendita dal fondo pensione, esistono diverse modalità di erogazione. Tra queste, una delle più importanti è la cosiddetta Long Term Care, ossia la maggiorazione in caso di non autosufficienza. Si tratta, purtroppo, di una condizione che può verificarsi con l’avanzare dell’età, a causa di malattie o difficoltà che compromettono l’autonomia personale. In questo caso, il fondo pensione offre la possibilità di raddoppiare la rendita qualora si diventi non autosufficienti. In questo senso, il fondo pensione si comporta anche come una forma di copertura assicurativa, simile a una polizza Long Term Care, che serve a proteggersi dal rischio di non autosufficienza. Pertanto, anche chi non ha sottoscritto una polizza assicurativa specifica durante la vita lavorativa, può valutare questa opzione al momento del pensionamento, direttamente tramite il proprio fondo pensione. Non si tratta di una decisione solo per sé. Infatti, avere una maggiore entrata economica personale può consentire non solo di potersi permettere un’assistenza migliore, ma anche di non gravare sulle finanze di altre persone (ad esempio i figli).

Passaggio generazionale

Il fondo pensione può anche essere uno strumento utile nel passaggio generazionale. Infatti, tra le varie tipologie di rendita, esiste la rendita reversibile, del tutto simile a quella prevista dalla pensione pubblica. In questo caso, è possibile indicare un beneficiario che continuerà a ricevere la rendita erogata dal fondo anche dopo la morte dell’aderente. Un aspetto interessante è che, nel caso dei fondi pensione, il beneficiario può essere chiunque: non è necessario che si tratti del coniuge. Può essere, ad esempio, un figlio o un partner non sposato o, in generale, una persona non legata da relazioni di parentela. Ovviamente più è giovane il beneficiario della reversibilità, più bassa sarà la rendita. Quello della reversibilità è l’esempio più lampante del passaggio generazionale, ma anche le altre tipologie di rendite possono aiutare nel sostegno delle persone a noi care. In conclusione, il fondo pensione si dimostra essere uno strumento molto utile e di aiuto per le persone. Serve primariamente per avere un reddito una volta in pensione idoneo ad una vecchiaia serena, ma al contempo, sfruttandone tutte le potenzialità, può diventare anche un utile alleato per gestire imprevisti.

Ammortizzatore sociale

Il fondo pensione può fungere, da un certo punto di vista, da ammortizzatore sociale. La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) rappresenta infatti una delle più importanti opportunità offerte dai fondi pensione per accompagnare le persone verso il pensionamento, soprattutto nei casi in cui si trovino in una fase di inoccupazione prolungata negli anni immediatamente precedenti alla pensione di vecchiaia. Si tratta, in sostanza, di una prestazione erogata in anticipo rispetto al momento in cui si maturano i requisiti per la pensione pubblica, con l’obiettivo di garantire una continuità economica in una fase della vita spesso complessa e delicata. La RITA è uno strumento di protezione sociale pensato per chi, pur essendo vicino al pensionamento, si ritrova senza lavoro e incontra difficoltà nel rientrare nel mercato occupazionale. In queste circostanze, la rendita consente di disporre, in modo graduale e programmato, delle somme accumulate nel fondo pensione, trasformandole in una rendita temporanea periodica fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Nella pratica l’aderente, se rispetta i requisiti per la RITA, può richiedere che tutto o solo una parte della posizione maturata nel fondo pensione sia convertito in una rendita temporanea periodica, che sarà pagata fino al momento in cui maturerà il diritto alla pensione pubblica. In questo modo, l’aderente che è rimasto senza lavoro, può avere un’entrata mensile, come se avesse uno stipendio. Il resto del montante eventualmente non utilizzato rimane investito nel fondo e potrà essere percepito successivamente come pensione complementare. In sintesi, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata si configura come un ponte finanziario verso la pensione, un sostegno concreto per chi si trova senza reddito in una fase di transizione delicata, garantendo una maggiore sicurezza economica e serenità personale in attesa del traguardo pensionistico.