Portabilità contributo datore di lavoro
Portabilità contributo datore di lavoro
La manovra ha portato importanti cambiamenti all'interno della previdenza complementare, tutti rilevanti perché riguardano diversi ambiti: a livello fiscale, con l’aumento del tetto di deducibilità; a livello di erogazione della rendita, per quanto riguarda quanto richiedere quando si va in pensione; per quanto riguarda l’adesione, con il silenzio-assenso. C’è però anche una misura che impatta l’intero sistema dei fondi pensione ed è quella della portabilità del contributo del datore di lavoro.
Fino ad oggi la legge prevedeva che il TFR e il contributo del datore di lavoro, che viene riconosciuto nel momento in cui il lavoratore versa un contributo di tasca propria, potessero andare solo e solamente nel fondo pensione di categoria (anche detto chiuso o negoziale) legato al proprio contratto collettivo di lavoro. Un lavoratore metalmeccanico poteva versare il proprio TFR nel fondo Cometa e nello stesso fondo andava anche il contributo del datore di lavoro. Un lavoratore del settore chimico-farmaceutico poteva aderire solo e solamente a Fonchim, e così via.
Ora però la manovra ha deciso che il contributo del datore di lavoro, e anche il TFR, è portabile all’interno dei prodotti di previdenza complementare, quindi anche PIP e fondi pensione aperti. Dopo due anni di adesione ad un fondo pensione si potrà chiedere il trasferimento ad un’altra forma pensionistica. Questo accadeva anche prima e il vincolo di due anni di permanenza nel fondo pensione rimane, ma l’aderente a un fondo pensione chiuso, dopo due anni, potrà decidere di trasferire tutta la sua posizione maturata, ma anche il TFR, includendo il contributo del datore di lavoro, se ovviamente riconosciuto, a qualunque altra forma di pensione complementare. Quindi potrà trasferirlo anche ad un fondo aperto o a un PIP.
Si tratta di una rivoluzione perché di fatto viene liberalizzato il mercato dei fondi pensione, aumentando la concorrenza tra gli stessi. Aumentare la concorrenza all’interno di un mercato ha sempre un risvolto positivo perché in questo modo ai risparmiatori si dà la possibilità di poter scegliere su un maggior numero di fondi pensione, cercando quello più adatto alle proprie esigenze. La concorrenza è anche utile perché può stimolare la qualità dell’offerta. Questi sono aspetti molto importanti che vanno a beneficio degli investitori.
Bisogna però anche ricordare che una maggior scelta comporta una maggiore responsabilità nella scelta stessa. In altri termini, la possibilità di cambiare il fondo pensione c’è, ma bisogna essere in grado di saper valutare e riconoscere non solo il fondo pensione più adatto alle proprie esigenze, ma anche quello che consente di incrementare nel miglior modo possibile il proprio tesoretto pensionistico. È quindi molto importante essere in grado di valutare i rendimenti e i costi delle diverse forme di previdenza per arrivare alla scelta più corretta.
Questa importante innovazione entrerà in vigore dal 1° luglio 2026, quindi ad oggi non si può ancora fare nulla né prendere alcuna decisione. La stessa manovra ha disposto che la COVIP, l’organo di vigilanza dei fondi pensione e dei PIP, definisca le modalità pratiche con cui questa portabilità potrà essere realizzata. Ad oggi quindi, oltre a dover aspettare il 1° luglio, non si sa neanche come, nella pratica, un investitore dovrà comunicare alla propria azienda la decisione di spostare la propria posizione su un fondo aperto e di portarsi dietro il contributo del datore di lavoro, le tempistiche e tutto quello che ovviamente serve per poter realizzare concretamente questa portabilità.
Per questo oggi è importante sapere che è avvenuta questa importante novità, che è una vera e propria rivoluzione nel mondo dei fondi pensione. Per le scelte pratiche oggi non è ancora il momento di fare nulla: bisogna aspettare che la norma entri in vigore e che si sappia anche come potrà poi essere messa in pratica la decisione di cambiare fondo. Ovviamente, nel momento in cui questo sarà possibile, ti faremo sapere tutto quello di cui hai bisogno per prendere la scelta più informata e consapevole per quanto riguarda la tua previdenza complementare.