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Il mondo Altroconsumo:
Sicurezza prodotti

Acqua potabile, inchiesta 35 città. Piombo oltre i limiti a Genova e Firenze

26 giu 2015

Con WE TEST WATER piattaforma di analisi condivise.

L’eccezione è data da Firenze e Genova – per le altre 33 città italiane invece la regola è rispettata: l’acqua distribuita dalle fontanelle pubbliche è di qualità ed è sicura.

 

Altroconsumo porta avanti la battaglia per l’acqua pubblica nelle città italiane, iniziata oltre vent’anni fa e culminata con la campagna “Bevi l’acqua di casa” nel 2009; oggi aggiunge un tassello nel monitoraggio dell’oro blu che arriva nelle case di tutti con l’inchiesta sulla qualità dell’acqua del sindaco. 


Prelevati 35 campioni da altrettante fontanelle pubbliche di tutti i capoluoghi di regione e altre città rilevanti, per un totale appunto di 35 piazze messe sotto la lente. Le analisi sui campioni prelevati nei mesi scorsi hanno acceso un faro sulla qualità (durezza, calcio, fluoruri, solfati), l’eventuale presenza di inquinanti o metalli pesanti.

 

Proprio per livelli di concentrazione di piombo oltre i limiti di legge in due precisi punti di distribuzione (in Piazza Colombo a Genova e in Piazza della Signoria 7 a Firenze) Altroconsumo ha richiamato formalmente le Asl dei Comuni di Genova e Firenze – le lettere sono una denuncia pubblica sul fatto che non sia possibile abbassare la guardia sul fronte della salubrità e sicurezza della risorsa, anche se circoscritto a due fontanelle.

 

Il limite di legge, che è di 10 microgrammi per litro (μg/l), purtroppo è stato ampiamente superato. A Genova lo sforamento del limite è di oltre cinque volte (56,6 μg/l), mentre a Firenze di quasi tre volte (24,8 μg/l). Dal controllo effettuato nella fontanella più vicina, l’acqua non è risultata contaminata da piombo.

 

Oltre al monitoraggio Altroconsumo compie un passo in più, proponendo una soluzione social al dilemma della qualità dell’acqua che si beve - grazie a We Test Water, piattaforma online di Altroconsumo disponibile anche come app offre a tutti la possibilità di attivare e contribuire alle analisi della qualità dell’acqua potabile proveniente da fontanelle pubbliche, scuole, uffici, palestre, abitazioni private. L’accesso ai risultati sarà pubblico: così oltre a partecipare per finalità e curiosità individuale andranno aumentando le informazioni disponibili e condivisibili sulla qualità dell’acqua, zona per zona, su tutto il territorio. Questa è la sharing economy.

 

#direfarecambiare