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Salute

Manovra sanità, a pagare non siano i cittadini

28 lug 2015
Liberalizzazione farmaci fascia C ancora lontana.

La possibilità di vendere farmaci in fascia C con ricetta anche fuori dalla farmacia permetterebbe ai cittadini di risparmiare almeno 600 milioni di euro all'anno. Purtroppo alla vigilia del voto sul Ddl concorrenza nessun cenno alla novità, nonostante il risparmio sulla spesa sia la priorità.

A oggi è liberalizzata solo la vendita dei farmaci senza ricetta; pagare lo stesso farmaco 10.50€ invece di 5.49€, in due farmacie diverse è la realtà, come documentato da Altroconsumo nell’ultima inchiesta.

Sono gli effetti di una liberalizzazione monca, che stimola solo in parte concorrenza e trasparenza, anche se ha permesso di contenere l’aumento dei prezzi - negli otto anni precedenti la liberalizzazione i farmaci SOP e OTC erano aumentati del 35%; otto anni dopo del 12%.

 

Nell’attesa i cittadini devono giocare il proprio ruolo di stimolo alla la concorrenza, chiedendo il prezzo del farmaco prima di acquistarlo, cambiando punto vendita se il prezzo appare troppo alto. Nei corner degli ipermercati si risparmia mediamente il 14%, ma tra una farmacia e l’altra ci possono essere differenze anche del 50% come dimostra l’inchiesta.

Sui farmaci con ricetta dal 2013 le farmacie possono concedere sconti ed è possibile scegliere il farmaco generico, con un  risparmio medio del 30%. Ma il ruolo del singolo non basta senza decisioni strutturali di sistema.

 

Sanità: spendere meglio, non spendere meno

Coraggio sarebbe necessario quando si parla di razionalizzazione della spesa  sanitaria. In questi giorni al Senato è cominciato l’esame del decreto legge Enti Locali, con all’interno il pacchetto di emendamenti  in sanità.

La proposta, concordata con le Regioni, prevede una razionalizzazione della spesa per beni e servizi, fra cui i famosi dispositivi medici e la riduzione delle prestazioni inappropriate (tutti quegli  esami che non servono e che potrebbero addirittura peggiorare la nostra salute).

 

Con la prossima legge di stabilità alla sanità saranno sottratte risorse importanti, come si sta facendo da troppo tempo a questa parte. Con l’effetto, già visto, di spostare la richiesta di prestazioni verso il privato per chi se lo può permettere, o di rinunciare alle cure per chi non ha i soldi per pagare.

Razionalizzare le risorse là dove ci sono sprechi, cattiva gestione, malaffare, spostando, non tagliando; chiarezza, concretezza, trasparenza nell’ indicare con precisione dove e soprattutto come si vuole intervenire e dove sarà riallocato quanto si risparmia. I risparmi di questa operazione restino come risorse da riutilizzare all’interno del sistema sanitario, a beneficio dei cittadini e a tutela del Servizio sanitario pubblico, una realtà fondamentale per il nostro Paese. Col coraggio di cambiare smettendo di garantire vecchi privilegi ormai legati a logiche del passato.