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Finanza

DEF oscuro, i consumatori vogliono vederci più chiaro

16 ott 2018
Banche e assicurazioni sotto la lente. Altroconsumo parte oggi con una serie di “stress test” – stile Banca centrale europea – per vedere quali sono le banche realmente in grado di reggere al potenziale deteriorarsi della situazione.

 
Altroconsumo commenta a caldo gli effetti del DEF sui consumatori.

Per Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne dell’Organizzazione di consumatori: “Con gli unici documenti a disposizione, il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri e il documento in inglese mandato alla UE, l’Italy's draft budgetary plan 2019, intravediamo un macro effetto della manovra che potrebbe segnare i rating delle agenzie; sul fronte assicurativo una ricaduta sulle piccole compagnie, che non necessariamente dovrà ripercuotersi sui premi delle polizze per gli assicurati. Rimane oscuro, invece, cosa si voglia fare sul fronte rcauto”.

BANCHE

L’ok alla manovra di oggi ha già determinato reazioni fortemente negative da parte della Commissione Europea che potrebbe non dare il via libera. Anche le agenzie di rating potrebbero bocciare i nostri conti pubblici – il loro giudizio è atteso per fine mese. 

Gli effetti potenziali su spread e rendimenti dei titoli di Stato potrebbero pesare fortemente sui risparmiatori: per ogni punto percentuale di spread in più, il prezzo dei BTp scende di circa il 7%.

Le banche italiane hanno in pancia circa 370 miliardi di BTp – il triplo di quanti ne hanno in mano le famiglie: per ogni 7% in meno di prezzo dei BTp sono miliardi di capitale che vanno in fumo. In particolare, per le prime 5 banche italiane del Paese, ogni punto di spread significa 9 miliardi di capitale che vanno in fumo.

Altroconsumo parte oggi con una serie di “stress test” – stile Banca centrale europea – per vedere quali sono le banche realmente in grado di reggere al deteriorarsi della situazione.

Le conclusioni delle prove saranno rese note su Altroconsumo Finanza online il 22 ottobre prossimo.

ASSICURAZIONI

Il DPB inviato dal governo alla Commissione europea si riferisce a interventi fiscali sulle assicurazioni che dovrebbero portare circa 1 MLD in tre anni (870 milioni nel 2019, nessun gettito aggiuntivo nel 2020 e circa 350 milioni nel 2021).

Per le assicurazioni si tratta di una rideterminazione degli acconti dell’imposta sui premi assicurativi. L’aliquota attualmente determinata nella misura del 59% per l’anno 2019 e al 74% per gli anni successivi, è rideterminata al 75% per l’anno 2019, al 90% nel 2020 e al 100% dal 2021. 
Queste misure non riguardano solo RC auto ma le assicurazioni in generale.

Non incidono direttamente sui premi assicurativi, ma sui tempi di versamento al fisco delle imposte incassate dalle compagnie sui premi pagati dagli assicurati. Risultato: non dovrebbe esserci un impatto sui premi, ma per alcune compagnie, in particolare, forse, le più piccole, ci sarebbe un effetto sui loro bilanci (in particolare 2019) costringendole ad aumentare i premi per fare cassa.

Vista la crescente concorrenzialità nel settore RC auto questo settore potrebbe non esserne coinvolto. Nello specifico, per il settore RC auto oggi la personalizzazione e la differenziazione sul territorio sono già presenti, dunque aspettiamo di vedere come si interverrà sui premi al Sud. I contratti RCA sono già di validità annuale senza tacito rinnovo; ci chiediamo quali siano i vincoli di cui si parla nel Comunicato stampa del CdM.