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Reddito di cittadinanza, cos'è, come funziona e cosa manca

16 ottobre 2018
reddito di cittadinanza

16 ottobre 2018
Dal 2019 il reddito di cittadinanza dovrebbe diventare realtà. Ma come funzionerà? E cosa manca in concreto perché entri a regime. Ecco cosa c’è allo stato dei fatti e quali sono le problematiche più urgenti da affrontare.

Il reddito di cittadinanza, secondo i piani del governo Conte, dovrebbe entrare in vigore a partire dall’aprile 2019. Abbiamo provato a capire di cosa si tratta a partire dal documento presentato dal Governo Italiano alla Commissione Europea (sul quale Altroconsumo ha espresso un primo parere) e dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018. I tempi effettivi per l’entrata in vigore dipenderanno anche dalla riforma dei centri per l’impiego. Al momento grazie ai centri vengono impiegati 8.000 dipendenti, che soddisfano il 3% delle richieste di lavoro. Per riformarli servirebbe uno sforzo economico immenso e delle tempistiche difficilmente quantificabili. C’è chi parla di 2 miliardi necessari per la riforma.

Reddito di cittadinanza: a chi è destinato e come funziona

Cerchiamo di capire chi potrà richiedere il reddito di cittadinanza, quali sono e come funzioneranno le modalità di concessione:

  • La misura prevede per i residenti in Italia da almeno 5 anni, inoccupati (compresi i pensionati) o disoccupati, un reddito massimo di 780 euro al mese (per un totale di 9360 euro all’anno, la soglia di povertà relativa in Italia);
  • Il reddito dovrebbe crescere in base al numero di componenti della famiglia, alla zona geografica di residenza e variare in funzione del possesso o meno dell’abitazione. Dovrebbe essere accreditato sul bancomat per monitorarne l’utilizzo;
  • Dovrebbe essere ideato un vincolo regionale per superare la criticità attuale che vede disponibilità di lavoro al nord e situazioni di povertà al sud. Il contributo decade dopo 3 offerte di lavoro rifiutate ma senza penalizzazione regionale;
  • Il reddito dovrebbe essere concesso a patto di frequentare corsi di formazione e prestare lavoro socialmente utile per 8 ore a settimana.
Reddito di cittadinanza bancomat

Con l’entrata in vigore della nuova misura andrà a decadere il reddito d’inclusione. Ecco quali sono le questioni da affrontare:

  • L’accredito sul bancomat (pensato per evitare di fare emettere carte dalle Poste) non tiene conto dell'impossibilità di accedere al credito per chi vive in situazioni di disagio economico. Il REI (reddito d’inclusione introdotto dal governo Gentiloni) viene accreditato su una carta delle Poste che disincentiva il contante con una commissione in caso di prelievo per monitorarne l'utilizzo. In realtà non si può fare un accredito sul bancomat, ma solo sul conto corrente collegato. Se il soggetto non ha un conto non può avere accesso al reddito di cittadinanza. Bisognerebbe permettere l'apertura vera del conto base a costo zero per chi ha un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore agli 11.600 euro. D’altra parte è corretto che si incentivi l’uso dei pagamenti elettronici come avveniva anche per il REI;
  • Al momento il REI viene corrisposto per il 50% tra Sicilia e Campania. Il vincolo regionale non sarebbe di facile applicazione, non c'è una distribuzione uniforme della domanda e dell'offerta di lavoro in Italia;
  • Il REI viene erogato in base alla situazione del nucleo familiare, si calcola l'Isee. L'erogazione e il monitoraggio della situazione familiare avvengono tramite i servizi sociali del Comune, che valutano la situazione globale della famiglia, non solo in termini economici ma anche di emarginazione sociale o assenza di scolarizzazione. Il reddito di cittadinanza si occuperà di reddito personale o familiare?
 
La nostra richiesta
Secondo il documento presentato a Bruxelles il reddito di cittadinanza sostituirà il reddito di inclusione a partire dal 1 gennaio 2019. A partire da quella data i beneficiari del REI vivranno in un limbo: non potranno ancora accedere al reddito di cittadinanza e non avranno più il reddito di inclusione. Le stime parlano di 2,5 milioni di italiani, circa 700.000 famiglie. La richiesta di Altroconsumo è che il REI muoia solo quando il reddito di cittadinanza sarà pienamente operativo.