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Reddito di cittadinanza, come fare la domanda

07 marzo 2019
reddito di cittadinanza

07 marzo 2019

Fino al 31 marzo è possibile fare richiesta per il reddito di cittadinanza del mese di aprile. La domanda si può fare online o con apposito modulo da scaricare, compilare e consegnare a caf, patronati o Poste. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul reddito di cittadinanza e come si fa la domanda nei nostri video tutorial.

Via libera alle domande per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza. La domanda si può fare sia online sia scaricando e compilando l'apposito modulo cartaceo (per poi presentarlo ai CAF, ai pratonati o agli uffici postali.

Abbiamo crato due video per spiegarti sia come compilare il modulo cartaceo e sia come presentare la tua domanda direttamente online dal sito del reddito di cittadinanza. Per vederli, se non lo hai ancora fatto, registrati al sito: è gratuito e ti darà accesso anche ad altri contenuti riservati. 

Puoi presentare la domanda online sul sito  www.redditodicittadinanza.gov.it ma devi esser in possesso delle credenziali Spid. Oltre alla modalità online il reddito di cittadinanza può esser richiesto anche rivolgendosi a un Caf  o a un ufficio postale compilando l'apposito moduloPer presentare la domanda per la sola pensione di cittadinanza puoi rivolgerti anche ai patronati. 

Per ottenere il reddito o la pensione di cittadinanza già dal mese di aprile, con accredito a partire dai primi giorni di maggio, hai tempo per presentare la domanda fino al 31 marzo. Ricorda che per avviare la richiesta devi aver presentato la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) online tramite il sito dell'Inps o rivolgendosi a un Caf, per ottenere l'Isee. Ricorda che se richiedi l'Isee dal 1° gennaio fino al 31 agosto di quest'anno la situazione familiare fotografata è quella del 2017, pertanto, in caso di variazioni della situazione lavorativa intercorse nel frattempo devi presentare il modulo RdC-PdC Ridotto insieme alla domanda per ottenere il reddito di cittadinanza o richiedere un Isee corrente a seconda del tipo di situazione in cui verti.

Purtroppo al momento l'iter legislativo del decreto sul reddito di cittadinanza non si è ancora concluso, le informazioni possono considerarsi definitive solo al momento della conversione in legge del decreto stesso, per questo motivo, anche i moduli attualmente disponibili per la richiesta del sussidio verranno aggiornati in seguito per recepire le modifiche dei requisiti richiesti dalla norma.

La carta per il reddito di cittadinanza: come richiederla e come funziona

Il reddito di cittadinanza sarà erogato attraverso una carta di debito, una prepagata, emessa da Poste Italiane e appartenente al circuito Mastercard. Utilizzando la card sarà possibile effettuare pagamenti e prelievi di contante entro i limiti dell'importo caricato ogni mese dall'Inps, previo verifica dei requisiti previsti dalla legge. La carta non è nominativa.

Come viene emessa

La domanda può essere inoltrata dal 6 al 31 di ogni mese. È l’Inps che riconosce il reddito e deve verificare entro 5 giorni dal ricevimento della domanda il possesso dei requisiti. A questo punto l'Inps invia la comunicazione al richiedente, indicando il giorno e l'ufficio postale in cui ritirare la carta. Assieme alla carta viene consegnato anche un codice PIN che deve essere utilizzato per il prelievo di contate. Ai beneficiari del Rdc sono riconosciute anche le agevolazioni tariffarie previste per le utenze elettriche e del gas. È bene ricordare che dal primo marzo 2019 il reddito d’inclusione non può più esser richiesto e non è più riconosciuto a partire da aprile.

Quali sono le funzionalità della carta?

Come può essere utilizzata la carta? Vediamo le operazioni principali:

  • Pagamenti di acquisti nei negozi fisici in Italia, ma non all'estero. Non sarà possibile utilizzarla per gli acquisti online: un peccato, dal momento che avrebbe consentito l'acquisto di una maggiore quantità di prodotti a prezzi più contenuti.
  • Sarà possibile acquistare solo determinate categorie di prodotti come alimentari, farmaci e parafarmaci e prodotti della grande distribuzione.
  • Prelievo di contante nei limiti previsti dall'Inps, per un massimo di 100 euro al mese. L'importo può aumentare di una determinata percentuale a seconda del nucleo familiare. Per fare un esempio, una famiglia composta da due genitori e due figli minorenni potrà prelevare al mese massimo 180 euro. I prelievi possono essere effettuati nei 7.400 Postamat senza costi e tramite gli altri sportelli ATM al costo di 1,75 euro.
  • Può essere fatto un unico bonifico mensile per pagare la rata del mutuo o per l'affitto della casa.
  • Possono essere pagate le utenze.
  • Il saldo può essere cosultato sul sito del MEF, attraverso gli sportelli Postamat, tramite i call center di Poste Italiane o direttamente agli sportelli degli uffici postali.
  • La carta non può essere ricaricata da altri e non permette il trasferimento di denaro a terzi, a esclusione del bonifico mensile 

Dopo le opportune verifiche sarà l'Inps a comunicare l'ufficio postale dove poter ritirare la carta reddito di cittadinanza che, ricordiamo, prevede un importo massimo di 780 euro per singola persona. La mensilità deve essere tassativamente utilizzata entro il mese sucessivo a quello di erogazione e, in caso contrario, l'importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato. Questo significa che, per esempio, nel caso in cui il reddito di 780 euro non venga speso interamente, da un mese all'altro potrà essere trattenuta una cifra massima di 156 euro.

In questo modo si vuole favorire l’utilizzo del denaro e il suo trasferimento nel mercato. Però dubitiamo che questo possa portare grossi benefici alla crescita del mercato visto che si tratta di un reddito di sostegno per spese di prima necessità che dunque più che un risvolto di sviluppo economico ha un risvolto di tipo sociale. 

Ulteriori decreti del Ministro del lavoro e del Ministro delle finanze faranno chiarezza sulle modalità di monitoraggio e di verifica degli importi complessivamente spesi e prelevati con la carta. 
Chi può richiedere il reddito di cittadinanza?

I paletti per l'assegnazione di questo sussidio sono stringenti: occorrerà essere cittadini residenti in Italia o loro familiari (compresi cittadini europei o  di paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno in UE di lunga durata) da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa. Per i cittadini extra UE inoltre è previsto l’obbligo di attestare il numero di componenti del nucleo familiare tramite un documento emesso dalla competente autorità dello Stato estero a cui appartiene il richiedente. L’attestazione deve essere tradotta in italiano e legalizzata dal consolato italiano. Sono esclusi da tale obbligo, tutti quei soggetti che hanno lo status di rifugiato, cioè chi fugge da Paesi in cui non è possibile reperire la certificazione dello stato di famiglia. Sarà compito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di quello degli Affari Esteri, mediante apposito decreto, individuare i Paesi nei quali non è possibile avere la certificazione. Inoltre, il reddito di cittadinanza è destinato esclusivamente a chi ha un ISEE inferiore a 9.360 euro con valore del patrimonio immobiliare di massimo 30.000 euro. Infine per avere diritto al reddito di cittadinanza occorrerà sottoscrivere un "Patto per il lavoro" o un "Patto per l'inclusione sociale" che obbliga il cittadino ad accettare almeno una delle tre proposte di lavoro che gli verranno offerte dai nuovi centri per l'impiego.

Ma ecco nel dettaglio come funziona il meccanismo e quali requisiti occorre avere per ottenere il sussidio. 

I requisiti necessari

I requisiti riguardanti il reddito, che devono essere validi al momento di presentazione della domanda, sono:

  • ISEE inferiore a 9.360 euro, di cui il valore del patrimonio immobiliare, diverso dall’abitazione principale sia di massimo 30.000 euro.
  • Il valore del patrimonio mobiliare, calcolato ai fini ISEE deve esser di massimo di 6.000 euro, che possono aumentare di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare fino a un massimo di 10.000 euro. Si può incrementare questo limite di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di 5.000 euro per ogni componente disabile del nucleo stesso.
  • Il reddito familiare deve essere inferiore a 6.000 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza che varia in base al numero di componenti del nucleo familiare (il parametro è pari a 1 per il primo componente cui si aggiungono 0,4 per ogni componente maggiorenne e 0,2 per i minorenni entro un massimo di 2,1). Il limite reddituale sale a 7.560 euro per la pensione di cittadinanza e a 9.360 euro se il nucleo risiede in una casa in affitto.
  • Nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario di autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la presentazione della domanda, o di autoveicoli di cilindrata superiore ai 1.600 cc (250cc per i motoveicoli) immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti la presentazione della domanda. Sono esclusi i veicoli per i quali è prevista un’agevolazione fiscale per le persone con disabilità.
  • Nessun componente deve essere intestatario o avere la piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.
  • Il reddito di cittadinanza è compatibile con la NASpI, mentre non sono considerati i trattamenti assistenziali in corso di godimento.

Il reddito di cittadinanza inizia a essere erogato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda, il suo valore annuo viene erogato in 12 rate mensili di pari importo ed è riconosciuto per un periodo massimo di 18 mesi, rinnovabili con la sospensione di un mese tra ogni rinnovo (la sospensione non riguarda la pensione di cittadinanza). Il reddito di cittadinanza viene erogato in parti uguali per ogni singolo componente maggiorenne del nucleo, ma occorre un decreto attuativo per definirne le modalità di erogazione.

ll reddito di cittadinanza si chiama pensione di cittadinanza quando riguarda i nuclei familiari composti da uno o più componenti con più di 67 anni di età. I requisiti per ottenerlo sono gli stessi del reddito di cittadinanza. La pensione di cittadinanza viene erogata tra i coniugi in parti uguali. 

Il reddito di cittadinanza viene erogato a integrazione del reddito familiare fino ai 6.000 euro annui (7.560 euro per la pensione di cittadinanza) moltiplicati per il parametro corrispondente della scala di equivalenza, cui si aggiunge un’integrazione massima di 3.360 euro annui a copertura del canone di locazione eventualmente versato dal nucleo familiare (1.800 euro per la pensione di cittadinanza). Se il nucleo vive in una casa di abitazione per la quale sta versando un mutuo, può godere di un’integrazione massima annua di 1.800 euro a copertura del costo delle rate del mutuo. Il reddito di cittadinanza non può essere superiore a 9.360 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza e non può essere inferiore a 480 euro annui.

Ecco alcuni esempi riportati dal Governo:

  • una persona che vive da sola avrà fino a 780 al mese di reddito di cittadinanza, fino a 500 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
  • Una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne avrà fino a 1.280 euro al mese di reddito: fino a 1.000 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro al mese di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
  • Una famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni avrà fino a 1.180 euro al mese di reddito di cittadinanza: fino a 900 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).

In caso in cui un componente venga assunto, deve comunicarlo entro 30 giorni all'INPS tramite la piattaforma digitale o di persona presso i CAF tramite il modello RdC/PdC Esteso e il maggior reddito da lavoro concorre al calcolo delle soglie di reddito per l’80% del suo importo a partire dal mese successivo a quello dell’assunzione. 

Il precettore del reddito di cittadinanza è obbligato a comunicare ogni variazione del patrimonio mobiliare o immobiliare entro 15 giorni dall’avvenimento e ogni variazione della composizione del nucleo presentando una nuova DSU (dichiarazione sostitutiva unica ai fini ISEE) entro due mesi.

La situazione lavorativa e familiare:

  • non ha diritto al reddito di cittadinanza il componente del nucleo familiare disoccupato a seguito di dimissioni volontarie nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve quelle per giusta causa.  Inoltre la sua presenza riduce la scala di equivalenza di 0,4 punti.
  • I coniugi vengono considerati nello stesso nucleo anche a seguito di separazione o divorzio se risiedono nella stessa abitazione. Se la separazione o il divorzio è avvenuto successivamente al 1 settembre 2018, l'eventuale cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale.
  • I figli maggiorenni non conviventi con i genitori fanno parte del nucleo fino ai 26 anni di età se sono a loro carico fiscalmente, non sono sposati e non hanno figli a loro volta.
  • Se nel nucleo sono presenti detenuti o soggetti ricoverati in strutture di lunga degenza a totale carico dello Stato il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di queste persone.
Il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale

Si riceve il reddito di cittadinanza in seguito alla dichiarazione immediata di disponibilità al lavoro da parte dei componenti maggiorenni del nucleo e all’adesione di un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità (per un minimo di 8 ore settimanali aumentabili fino a 16), di riqualificazione professionale e di completamento degli studi. Sono obbligati alla sottoscrizione del patto tutti i componenti che non siano già regolarmente occupati o che frequentino un regolare corso di studi o di formazione. Sono esclusi i soggetti che percepiscono la pensione di cittadinanza, i soggetti con almeno 65 anni d’età e i componenti con disabilità (questi ultimi possono dichiarare la loro disponibilità al lavoro nei limiti delle loro prescrizioni mediche). Possono essere esonerati, i componenti che si occupano di minori di 3 anni di età o di componenti del nucleo con disabilità grave o non autosufficienza come definiti ai fini ISEE. Entro 30 giorni dal riconoscimento del Rdc tutti i componenti del nucleo devono presentare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, tramite la “piattaforma digitale del Reddito di cittadinanza per il Patto per il lavoro” oppure presso i patronati convenzionati o i centri per l’impiego. Il richiedente viene convocato entro 30 giorni dal riconoscimento del Rdc, dai centri per l'impiego se nel suo nucleo familiare è presente almeno un componente che possegga uno di questi requisiti:

  • sia disoccupato da al massimo 2 anni;
  • abbia meno di 26 anni;
  • percepisca la NASpI o altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione o ha terminato di percepirlo da non più di un anno;
  • ha sottoscritto un patto per di servizio in corso di validità presso i centri per l'impiego negli ultimi due anni;

In sede di primo incontro, se non lo ha fatto, deve rendere la dichiarazione di disponibilità al lavoro e farla rendere ai familiari qualora dall'analisi della situazione dei componenti risulti che altri si trovano nella situazione di doverla presentare per beneficiare del Rdc.

Il Patto per il lavoro prevede che il soggetto:

  • si registri sulla piattaforma e la consulti quotidianamente per la ricerca attiva del lavoro.
  • Faccia ricerca attiva del lavoro svolgendo le attività settimanalmente concordate con l’operatore che si occupa della definizione del piano.
  • Accetti di frequentare corsi di formazione o riqualificazione professionale.
  • Sostenga colloqui psicoattitudinali e gli eventuali colloqui di lavoro.
  • Accetti almeno una di tre proposte di lavoro congrue (in caso di rinnovo deve essere accettata la prima offerta utile a prescindere dalla distanza).

Le offerte di lavoro sono ritenute congrue se:

  • nei primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza la prima offerta di lavoro si trova entro 100 chilometri dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici. I chilometri diventano 250 per la seconda offerta e in tutto il territorio italiano per la terza offerta (se nel nucleo sono presenti componenti con disabilità il limite rimane di 100 chilometri per ogni offerta). Se ci sono figli minori, anche in presenza di coniugi separati, nei primi 24 mesi della fruizione del Reddito di cittadinanza anche la terza offerta deve rimanere entro i 250 km dalla residenza.
  • Superati i 12 mesi il lavoro si trova a 250 chilometri di distanza dalla residenza, sia in caso di prima che si seconda offerta. 
  • Se viene accettata un’offerta oltre i 250 chilometri di distanza dalla residenza il reddito di cittadinanza viene riconosciuto per i primi 3 mesi dall’inizio del nuovo impiego, che diventano 12 se nel nucleo sono presenti minori o disabili.
  • Se i beneficiari del reddito di cittadinanza avviano un’attività lavorativa autonoma o un’impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione del beneficio è riconosciuto un ulteriore Rdc pari a 6 mensilità (entro un massimo di 780 euro mensili) corrisposto un un’unica soluzione. 
  • Per le aziende che comunicano la disponibilità di posti vacanti nei centri per l’impiego e che conseguentemente assumono un percettore del reddito sono previsti incentivi economici e sgravi fiscali.
  • Prevedono una retribuzione pari almeno ai minimi salariali previsti dal singolo contratto collettivo nazionale di riferimento e superiore a 858 euro mensili (includendo anche l’integrazione di 280 euro per l'affitto).

Il Patto per l'inclusione sociale

Se nel nucleo del richiedente non ci sono componenti con i requisiti necessari per il Patto per il lavoro, il richiedente viene convocato entro 30 giorni dal riconoscimento del Rdc dai servizi per il contrasto alla povertà del Comune. In questa sede il nucleo familiare viene sottoposto a una valutazione multidimensionale finalizzata ad identificare i bisogni del nucleo (sociali, educativi, integrativi, lavorativi...). Se dall'analisi risulta che il i bisogni del nucleo siano prevalentemente lavorativi, i componenti del nucleo vengono dirottati verso i centri per l'impiego per la sottoscrizione del Patto per il lavoro, viceversa sottoscrivono il Patto per l'inclusione che prevede interventi sociali di cotnrasto alla povertà in aggiunta a quelli previsti dal patto per il lavoro

 

 

Cause di decadenza e sanzioni

Per chi presenta una dichiarazione falsa per ottenere il reddito di cittadinanza è prevista la reclusione da 2 a 6 anni. Allo stesso modo, chi non comunica le variazioni utili al calcolo del reddito di cittadinanza in tempo utile è punito con la reclusione da 1 a 3 anni. Alla condanna consegue la revoca del reddito con obbligo di restituzione del percepito e il divieto di chiedere nuovamente il beneficio prima che siano trascorsi 10 anni dalla condanna.

L’erogazione del reddito di cittadinanza viene bloccata anche se uno dei componenti:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e non sottoscrive il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale.
  • Non partecipa, senza giustificato motivo al percorso di formazione o riqualificazione a lui destinato.
  • Non svolga l’attività di servizio sociale per il Comune (se istituito dal Comune stesso).
  • Non accetti le offerte di lavoro.
  • Svolga un lavoro in nero.
  • Non aggiorni la propria situazione in caso di variazione del nucleo.

In ognuno di questi casi, è prevista la decurtazione di alcune mensilità del reddito a seguito di richiami formali ad adempiere agli obblighi, prima della definitiva decadenza del beneficio. Inoltre, in caso di decadenza il richiedente non può presentare un’ulteriore domanda per riottenere il reddito di cittadinanza prima di 18 mesi (6 se nel nucleo ci sono minorenni o disabili).

Effetti ed efficacia da verificare

L’effetto del reddito di cittadinanza sarà apprezzabile e valutabile solo dopo esser stato avviato. Sicuramente nel breve periodo potrebbe risultare complesso, soprattutto per la pubblica amministrazione, mettere in atto tutti gli adempimenti previsti dalla norma e il rischio che ci siano rallentamenti nelle procedure è concreto. Forse qualche mese in più per la predisposizione delle piattaforme e delle strutture dei centri per l’impiego avrebbe permesso di rendere meno a rischio di collasso il processo di erogazione. Allo stesso tempo i CAF si trovano in grossa difficoltà per l’impennata delle richieste di ISEE necessario per il reddito di cittadinanza cui non riescono a far fronte, soprattutto visto il periodo coincidente con quello di presentazione del 730.

Per il momento, il reddito di cittadinanza ha il grande pregio di poter recuperare alcune situazioni di emarginazione sociale, che in questo modo verrebbero prese in carico, con  un possibile positivo effetto in termini di recupero dell’abbandono scolastico da parte dei minori.

Dal punto di vista economico invece, vedremo solo nel lungo periodo se si verificheranno gli effetti sperati di rilancio dell’economia. Dalla lettura della norma ci sembra che, visti i requisiti e il totale massimo del contributo concedibile, l’effetto del redidto di cittadinanza possa essere più che altro un contributo alla sussistenza. L’unica vera misura che va a sostegno del rilancio dell’economia è la spinta al collocamento e alla formazione, perché si presume che il meccanismo del patto per il lavoro porti realmente a ridurre la disoccupazione. I controlli, se funzionano, sono stati coerentemente predisposti dal decreto per evitare che il beneficio finisca nelle tasche dei furbi, certo non è da sottovalutare l’appesantimento del lavoro degli organi di controllo e del sistema giudiziario.