Un Paese con 60 milioni di CT della nazionale di calcio non potrà che finire la sua storia soffocato dai commissariamenti. Dei commissari potrebbero arrivare perfino in Banca Carige e ce ne sono già da mesi in ben dodici banche in amministrazione straordinaria. Un commissario lo abbiamo alla spending review (prima fu Bondi, ora è Cottarelli) e di qui si può proseguire a lungo senza dimenticare Montalbano. Il solo commissario di cui manca la nomina (formale) è quello che metterà sotto tutela il nostro governo. Tuttavia ho come la sensazione che in qualche modo la Troika (Commissione, Banca centrale europea e Fondo monetario) sia già a Roma. Non siamo commissariati, ma la legge di stabilità, quella che un tempo era la Finanziaria, ha meritato la semibocciatura europea. I commissari-in-attesa-di-nomina han puntato il dito sulle debolezze strutturali del Bel Paese e ci han fatto mancare il jolly di tre miliardi di euro sugli sforamenti del deficit altrimenti concessi ai Paesi più virtuosi. Ma come dare torto ai nostri commissari-in-attesa-di-nomina? Siamo quelli che ancora oggi stanno a discutere su dove racimolare 300 milioni di euro per coprire la cassa integrazione straordinaria (su un bilancio pubblico di centinaia di miliardi) e pure dell’ultima rata dell’Imu che dovrebbe sparire, ma ancora non si sa bene come. E intanto nelle ultime due settimane Piazza Affari ha perso il 2,5%, mentre Wall Street guadagnava il 2%, consolidando una crescita a favore della Borsa americana di oltre 25% da inizio anno, contro un risultato di poco oltre la metà per casa nostra. Certo, nel frattempo Piazza Affari ha generato grosse cadute e orgogliose impennate. Ma il bilancio di tutto il periodo mi conferma nel mio pessimismo su Milano e nella preferenza per New York.
Commissari ovunque
Data di pubblicazione 18 novembre 2013
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Un Paese con 60 milioni di CT della nazionale di calcio non potrà che finire la sua storia soffocato dai commissariamenti.