Vetropack rivede al ribasso le previsioni 2025
A fine ottobre il gruppo ha rivisto al ribasso le stime per l’intero esercizio.
A fine ottobre il gruppo ha rivisto al ribasso le stime per l’intero esercizio.
Dopo un primo semestre stabile ma debole, la domanda continua a calare e Vetropack (22,25 franchi svizzeri al 25/11; Isin CH0530235594) avvia misure straordinarie, incluso lo stop di un forno in Moldavia, per adattarsi a un contesto energetico e geopolitico sempre più complesso, ma vediamo i dettagli.
Nel primo semestre del 2025 Vetropack aveva registrato risultati solidi ma in calo, riflesso di un contesto economico ancora instabile. Dopo un 2024 caratterizzato dalla chiusura dello stabilimento di St-Prex, dal calo della domanda e da una forte pressione sui prezzi, il mercato non aveva mostrato ancora segnali chiari di ripresa. Le vendite del Gruppo erano calate del 7,2% rispetto all’anno precedente, mentre la redditività era calata per i costi energetici soggetti ad alti e bassi e consumi instabili, che hanno inciso sulla richiesta di imballaggi in vetro. Nonostante ciò, l’utile consolidato era leggermente salito a 9,8 milioni di franchi, tenendo una gestione prudente dei costi, degli investimenti e del personale, e orientando le risorse verso progetti capaci di rafforzare la competitività nel lungo periodo e i propri piani di sviluppo. La seconda parte dell’anno, secondo le prime previsioni, avrebbe dovuto mostrare una stabilità sia nelle vendite sia nella redditività.
Tuttavia, a fine ottobre il gruppo ha rivisto al ribasso le stime per l’intero esercizio. La domanda nei principali mercati europei continua, infatti, a rallentare: il risultato netto atteso scende così a una somma nell’ordine dei pochi milioni di franchi svizzeri (meno di 10). Il che significa che dai 3,19 franchi per azione del 2023 poi scesi a 0,69 euro nel 2025 si va grosso modo su livelli non superiori ai 0,5 franchi per azione. Vetropack prepara misure straordinarie per adeguare la capacità produttiva, tra cui fermate temporanee di linee e forni. La prima decisione concreta riguarda lo spegnimento per almeno sei mesi di uno dei due forni nello stabilimento di Chişinău, in Moldavia, dove i costi energetici rimangono particolarmente elevati a causa della situazione geopolitica della regione.
In questo contesto le nostre attese di utile 2025 sono oramai a solo 0,4 franchi per azione, così come quelle del 2026 sono a solo 1,2, mentre quelle del 2027 sono a quota 3,4 franchi per azione. Essendo il titolo sceso in Borsa a livello di multipli abbiam alcuni dati (prezzo /valore contabile, EV/Ebitda) su valori interessanti, mentre al momento il rapporto prezzo / utili è salito molto, ma dovrebbe tornare a essere interessante da qui al 2027.
Che fare? La scommessa fatta su Vetropack (l’ultima volta ne abbiamo parlato nel n° 1579) fin qui non è andata bene e il titolo è rimasto schiacciato dalle difficoltà del settore vetro: anche dimezzato rispetto ai primi consigli del 2022, e ridotto di un terzo rispetto l’ultima volta. Chi avesse già il titolo non lo deve comprare ora (lo può mantenere), né lo dovrebbe comprare chi fosse già esposto sul settore vetro con Zignago Vetro o Verallia, tuttavia chi non avesse mai acquistato nulla sul settore ha di fronte una società che quota ai minimi da molto tempo a questa parte, con rischi elevati e condizioni operative tutt’altro che favorevoli nell’immediato, ma che punta pur sempre su un segmento interessante di mercato. Tuttavia, apprezziamo la prudenza con cui Vetropack sta guardando ora al futuro. Una scommessa per il lungo periodo la si può ancora fare, sapendo che il fatto che c’è stato un calo non significa che non ce ne possano essere ulteriori.