La settimana delle Borse: all'insegna della cautela
Settimana delle Borse 1639
Settimana delle Borse 1639
La ripresa dei listini tra giovedì e venerdì non è bastata a evitare alle Borse di archiviare la settimana in negativo: negli Usa l’indice S&P 500 ha chiuso a -0,4%, nell’eurozona il bilancio è ancora più pesante con un -1,3%. Gli scivoloni di inizio settimana erano legati alla tensione sulla questione Groenlandia e alla conseguente minaccia di nuovi dazi da parte dell’amministrazione Usa (te ne abbiamo già accennato nello scorso numero, vedi Investi n° 1638); il parziale dietrofront su queste minacce ha, quindi, parzialmente risollevato i listini. Ma non abbastanza da riportare in pareggio Wall Street e le colleghe europee, anche perché la “questione Groenlandia” non è l’unica incognita che ha portato gli investitori ad adottare un approccio prudente. Ci sono, per esempio, i verbali della Banca centrale europea, improntati appunto alla cautela, ma anche i segnali di rallentamento della crescita economica cinese. Ultimo, ma non ultimo, elemento da tenere in considerazione è l’attesa per la riunione della Fed nei prossimi giorni: l’aspettativa è di tassi fermi, ma è comunque un appuntamento che può indurre alcuni investitori a stare temporaneamente alla finestra in attesa di capire in che direzione muoversi.
Il gruppo farmaceutico britannico GSK (1801 pence, Isin GB00BN7SWP63) ha appena annunciato l'acquisizione dell’azienda californiana di biotecnologie RAPT Therapeutics per 2 miliardi di dollari, grazie alla quale metterà le mani sull’ozureprubart, un promettente anticorpo monoclonale che sta sviluppando per trattare le allergie alimentari. Si tratta della prima importante acquisizione dalla nomina dei nuovi vertici il 1° gennaio scorso. Il nuovo “capitano” deve, infatti, affrontare la sfida di ampliare il portafoglio di farmaci in sviluppo del gruppo e raggiungere l'obiettivo di un fatturato annuo di 40 miliardi di sterline entro il 2031 (rispetto ai 31,4 miliardi di sterline del 2024). Visto, però, che l’ozureprubart si trova solo nella fase intermedia di sviluppo clinico, non contribuirà (o contribuirà solo marginalmente) a questo obiettivo, il che spiega anche la reazione tiepida del titolo (-0,9%). Mantieni. Battuta d’arresto, invece, per Zurich Insurance (545,6 CHF, Isin CH0011075394). Lo scorso 19 gennaio il gruppo aveva lanciato un'Opa sulla britannica Beazley per completare la propria offerta di polizze assicurative, ma quest’ultima ha rifiutato l’offerta. Nonostante lo scivolone (-5,5% questa settimana), limitati a mantenere Zurich Insurance.
Tra i pochi settori in positivo c’è quello dell’energia (+1,9%), all’interno del quale TotalEnergies (57,98 euro, Isin FR0000120271) segna un +2,1%. Il gruppo si aspetta che nel 4° trimestre la sua produzione di idrocarburi sia aumentata di quasi il 5% annuo, consentendo così una crescita di quasi il 4% per tutto il 2025 e, quindi, superiore al suo obiettivo di oltre il 3%. Nonostante il calo dei prezzi del petrolio, il gruppo è riuscito, inoltre, a stabilizzare la liquidità generata nel 4° trimestre. Tutti annunci positivi, ma offuscati dalla minaccia di una guerra commerciale. Mantieni.
I due gruppi sono tra i peggiori della settimana, complici alcune notizie negative. Partiamo da Intel (45,07 Usd, Isin US4581401001, -4% questa set-timana): le previsioni pubblicate dal gruppo sono deludenti, con una stima di ricavi e utili inferiori alle aspettative del mercato per il 1° trimestre 2026. La notizia ha messo in luce che il colosso americano dei semiconduttori non è in grado di soddisfare completamente la crescente domanda di chip per server dedicati all'intelligenza artificiale (AI), deludendo chi puntava su una svolta industriale. Il titolo, comunque, resta correttamente valutato. Mantieni.
Passando invece a Danone (67,54 euro, Isin FR0000120644), il tracollo del 10,5% è legato alla decisione delle Autorità sanitarie di Singapore di riti-rare diverse marche di latte in polvere per neonati, tra cui una prodotta da Danone. Questo prodotto appartiene alla sua redditizia e dinamica attività nutrizione specializzata, che rappre-senta il 55,6% dell'utile industriale del gruppo. Per questo, vista la notizia, anche dopo il calo il titolo rimane se-condo noi sopravvalutato e il nostro consiglio non cambia. Vendi.