CSG, il gruppo della difesa che cresce con il riarmo europeo
Settore difesa azioni
Settore difesa azioni
Il gruppo CSG (28,99 euro; NL0015073TS8), controllato dall’imprenditore ceco Michal Strnad, sta attraversando una fase di forte crescita e consolidamento internazionale, sostenuta sia da operazioni industriali sia dall’accesso ai mercati finanziari. La sua attività comprende due divisioni principali. La prima è CSG Defence Systems, che riunisce sia aziende storiche sia realtà più recenti dell’industria della difesa, operanti nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in altri Paesi europei. La seconda è la divisione CSG Ammo+, che raggruppa aziende attive nella produzione e nella commercializzazione di munizioni di piccolo calibro.
CSG ha debuttato alla Borsa di Amsterdam il 23 gennaio 2026, al prezzo di 25 euro, chiudendo la prima seduta a 32,8 euro (+31,4%). Con l’Ipo, riservata agli investitori istituzionali, è stato messo sul mercato il 15% del capitale; il controllo della società resta saldamente nelle mani di Strnad, che mantiene circa l’85% delle azioni. Il buon esito del collocamento è stato favorito anche dagli impegni per 900 milioni di euro assunti da grandi investitori istituzionali come BlackRock e Al-Rayyan Holding (Qatar Investment Authority).
Anche l’Italia nella strategia di CSG
Sul fronte industriale, CSG ha completato nell’aprile 2025 l’acquisizione del 100% di Fiocchi Munizioni, dopo averne rilevato la maggioranza tre anni prima. Fiocchi e Perazzi – altra società italiana appartenente al gruppo – contano complessivamente circa 1.100 dipendenti e rappresentano il 6,7% del fatturato consolidato di CSG.
Circa il 30% della produzione Fiocchi è destinato a forze armate e di polizia; il gruppo intende rafforzarne ulteriormente il ruolo come fornitore di munizioni per i Paesi NATO e i loro alleati.
CSG prosegue anche una strategia di espansione mirata nel settore della difesa e nelle attività collegate: nel 2024 ha acquisito un impianto in Germania per la produzione di nitrocellulosa, materiale critico per le munizioni, e a fine anno ha rilevato negli Stati Uniti la divisione The Kinetic Group dal gruppo Vista Outdoor.
Qualche numero sui risultati
Nei primi nove mesi del 2025 i ricavi di CSG hanno raggiunto 4,49 miliardi di euro, in aumento dell’82,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sull’intero anno, i ricavi potrebbero superare i 6 miliardi di euro.
L’utile industriale (EBIT) è cresciuto del 71,8%, con un margine sui ricavi del 23,7%. Il portafoglio ordini era di circa 14 miliardi di euro al 30 settembre 2025, circa 32 miliardi includendo nel conteggio le negoziazioni in corso. Il gruppo intende inoltre adottare una politica di distribuzione dei dividendi compresa tra il 30% e il 40% dell’utile netto a partire dal 2027, subordinata all’approvazione del consiglio di amministrazione e alle condizioni di mercato.
Punti di forza evidenti
La società sta crescendo sia in termini di ricavi sia di ordini e sta costruendo una piattaforma industriale integrata “end-to-end” (munizioni, veicoli, elettronica, materiali critici come la nitrocellulosa). Questo riduce le dipendenze esterne e rafforza il potere contrattuale nei confronti dei clienti istituzionali.
Il settore in cui opera è sostenuto da trend geopolitici di medio-lungo periodo e l’integrazione rapida delle recenti acquisizioni suggerisce una governance operativa solida. Il mercato ha inoltre accolto positivamente l’approdo in Borsa del gruppo, sostenuto finora dalla fiducia degli investitori istituzionali e dalla capacità di attrarre capitali di qualità.
Punti critici
Le acquisizioni sono state finanziate anche tramite un ricorso significativo all’emissione di obbligazioni. Nonostante la redditività industriale elevata, gli oneri finanziari sono in aumento e incidono sull’utile netto.
Va inoltre considerato che una quota rilevante dei ricavi proviene da pochi grandi clienti governativi (in particolare Ucraina e ministeri della Difesa). È un punto di forza nell’attuale contesto, ma comporta anche un rischio politico e di concentrazione. L’attuale fase è favorevole, ma la vera prova sarà mantenere redditività e crescita quando la spinta al riarmo dovesse attenuarsi.
Che fare?
Ricavi e redditività sono in aumento, con un portafoglio ordini che copre oltre due anni di fatturato, ma il livello di indebitamento merita attenzione. Nei primi nove mesi del 2025 gli oneri finanziari sono quasi quadruplicati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Secondo le nostre stime, con un utile atteso per il 2026 di circa 1,2 euro per azione, il P/E del titolo è di circa 25, in linea con quello di altri gruppi della difesa come Thales o Leonardo, che però sono più esposti alla difesa “avanzata” (elettronica, sensoristica) e meno a quella tradizionale. Per profilo industriale, CSG è più vicina alla tedesca Rheinmetall, leader di mercato, che presenta multipli ancora più elevati.
Non consigliamo l’acquisto del titolo, neppure in ottica speculativa. La valutazione post-Ipo, pur elevata, non appare eccessiva, ma parte del futuro “buono” è già incorporata nei prezzi. Il futuro davvero eccellente dovrà invece essere dimostrato nei prossimi anni, sia sul piano industriale sia su quello finanziario.