Barriere, cedole, oro, materie prime... i certificate per l'incertezza
Iran, crisi, incertezza, certificate
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La situazione attuale è quella tipica in cui la propria strategia di investimento, rappresentata dai propri portafogli, può essere ottimizzata con scelte tattiche di portafoglio. Come detto qui, tra i prodotti che possono aiutare ci sono i certificate. I prodotti a capitale condizionatamente protetto, infatti, hai una protezione a scadenza condizionata sul capitale: a seconda del livello barriera, sei protetto fino a -40% oppure a -60%, a seconda dei prodotti. Questo consente di essere protetti a scadenza entro certi cali dei mercati – ovviamente se il mercato scende più della protezione, sei in perdita anche con questa tipologia di prodotto. Tuttavia, le barriere poste ad un livello basso fungono da buon margine di salvaguardia: attenzione, margine, non protezione assoluta del capitale.
Inoltre, con questi prodotti si ha la funzione di ammortizzatore delle cedole. Anche in una fase di mercato debole, l'investitore incassa flussi di cassa periodici che, nel tempo, riducono il rischio effettivo dell'investimento. Un prodotto con cedola annua del 10% e barriera al 60% offre, dopo due anni, una protezione implicita molto superiore a quella nominale: le cedole incassate hanno già compensato una parte rilevante di una potenziale perdita futura, garantendo un flusso di reddito anche in condizioni di cali dei mercati limitati al livello barriera.
Attualmente puoi scegliere diverse soluzioni. Uno è il certificate con barriera sul capitale posta al 40% del livello iniziale (quindi protegge a scadenza fino a -60%) e con barriera cedolare al 60%, che punta su Ferrari, Bper, STM. A scadenza, dunque, ha un profilo difensivo.
Un’altra soluzione è rappresentata da un certificate su indici: cedola più bassa, ma gli indici sono meno volatili, in media, di singole azioni. Si tratta anche qui di una scelta difensiva, che può essere molto utile in questa situazione.
Ci sono poi due certificate che puntano sull’universo delle materie prime e sulle miniere di oro, rame e argento. In questo caso l’idea è quella di puntare sui possibili riflessi sulle quotazioni di beni rifugio dell’oro o di altre materie prime. Uno investe su tre società, uno su tre ETF, quindi a loro volta portafogli di titoli: da qui la differenza nella cedola.