Volatilità: gestirla e trasformarla in opportunità
Volatilità: gestirla e renderla un'opportunità
Volatilità: gestirla e renderla un'opportunità
La volatilità sui mercati è aumentata con lo scoppio del conflitto in Iran. La volatilità può essere gestita, in un’ottica di difesa del proprio portafoglio, e può addirittura essere un’opportunità. Tutto sta nello scegliere i prodotti adatti oppure le strategie più adatte. In termini di strategie, in fasi di elevata volatilità, con un’alternanza di giornate positive e negative, oppure che attraversano una fase ribassista, una delle opzioni da implementare è l’acquisto graduale di strumenti finanziari attraverso un Piano di Accumulo del Capitale (PAC). Hai tra l’altro a disposizione una soluzione automatizzata per creare un PAC, molto utile sia in termini di comodità e semplicità, sia per eliminare possibili scelte sbagliate legate a reazioni emotive.
Un’altra strategia è inserire in portafoglio diversi stili di investimento. Il factor investing è utile per diversificare ulteriormente il proprio portafoglio sfruttando le caratteristiche dei diversi fattori di investimento che lo compongono. Ciascuno di questi fattori di investimento ha delle caratteristiche che lo rendono più adatto di altri in diverse fasi di mercato. Nelle fasi più turbolente, contraddistinte da una maggiore volatilità e/o in situazioni di ribassi dei mercati, tre fattori sono più utili di altri per rendere il proprio portafoglio più resiliente. Questi fattori sono: quality, low risk e dividend. Scegliendo le azioni a seconda di questi tre fattori si possono inserire in portafoglio titoli che hanno delle performance migliori nei momenti di difficoltà dei mercati, ma non solo. I diversi fattori di investimento hanno una bassa correlazione tra di loro con gli indici delle Borse mondiali: introducendo in portafoglio titoli con correlazioni più basse si diversifica maggiormente il proprio portafoglio riducendo così ulteriormente il rischio. Per scoprire di più, clicca qui.
I PRODOTTI
Arriviamo poi ai singoli strumenti finanziari. Quando si parla di volatilità, lo strumento che più ne è reattivo sono i certificate e questo perché, tra tutte le variabili che concorrono alla definizione del prezzo di un certificate, la volatilità è l’elemento più determinante in assoluto, più del prezzo del sottostante. Poiché acquistando un certificato con barriera si vende volatilità, quando la volatilità è alta è un momento particolarmente interessante per acquistare i certificate: i prezzi sono infatti compressi e offrono rendimenti potenziali più elevati. Per i certificati a barriera, un incremento della volatilità comporta una diminuzione del prezzo del certificato. La logica è semplice — un aumento della volatilità implica un maggior rischio che il sottostante tocchi la barriera, riducendo quindi la probabilità di ottenere il rimborso pieno o le cedole. Al contrario, una diminuzione della volatilità tende a far apprezzare il certificato, poiché si riduce il rischio percepito. Questo è il motivo per cui capita che il sottostante, o i sottostanti non siano scesi particolarmente, ma il prezzo del certificate ha perso più di quanto ha perso il sottostante: colpa della volatilità. È un po’ come se i certificate fossero “sottovalutati” – attenzione, è un’analogia che facciamo con le azioni, ma solo per rendere l’idea, non è una descrizione “tecnica”. Inoltre, la volatilità tende a muoversi in senso opposto rispetto ai prezzi delle azioni: quando i prezzi scendono, la volatilità tende ad aumentare; quando i prezzi salgono, invece, la volatilità diminuisce. Questa relazione amplifica gli effetti negativi per i certificati che hanno una barriera, facendo abbassare i loro prezzi. Si aprono quindi situazioni potenzialmente interessanti per acquistare – oltra a quelle solite in situazioni “normali” di mercato. Diciamo potenzialmente perché non bisogna fare l’errore di trasformare un prezzo basso del certificate in segnale di acquisto: ne vanno comunque valutati i sottostanti, le prospettive, le caratteristiche del prodotto… Insomma, come per tutti gli investimenti vanno fatti sempre tutti i controlli e ragionamenti specifici caso per caso: non bisogna generale e automatizzare la scelta solo sulla base di un prezzo basso.
Inoltre, non c’è solo questo. L’effetto memoria delle cedole, le barriere e altre caratteristiche dei certificati sono utili per proteggersi dalle fasi difficili dei mercati e da cali entro certi limiti. Ne abbiamo parlato diverse volte: se sei interessato ad approfondire puoi vedere qui, qui e qui.
Cosa acquistare? Qui trovi i prodotti consigliati e come sceglierli: ognuno è diverso e risponde ad esigenze diverse. Ovviamente, ricorda sempre la regola base di ogni investimento: diversifica tra i diversi emittenti.
RICORDA
Quando si parla di volatilità nei certificate, si parla di quella implicita. La volatilità implicita è una misura che indica quanto il mercato si aspetta che il prezzo di un’azione, ma non solo, possa variare in futuro. In parole semplici, rappresenta l’incertezza o il rischio percepito dagli investitori riguardo ai possibili movimenti del prezzo del sottostante.
La volatilità interagisce anche con altri fattori, per esempio il tempo o la posizione del prezzo del sottostante rispetto alla barriera.