Farmaceutici tra punti di forza e nuovi paradigmi: la prova della concretezza
Dopo anni segnati da attese esagerate e successive delusioni, il settore farmaceutico si appresta a vivere un 2026 all’insegna della concretezza.
Dopo anni segnati da attese esagerate e successive delusioni, il settore farmaceutico si appresta a vivere un 2026 all’insegna della concretezza.
Dopo anni segnati da attese esagerate e successive delusioni (si pensi al boom di società come Moderna all’epoca del Covid), il settore farmaceutico si appresta a vivere un 2026 all’insegna della concretezza dei risultati.
Si risvegliano i mercati
Un primo segnale arriva dal mercato dei capitali. Dopo un lungo periodo di stallo, le IPO biotecnologiche mostrano segni di risveglio e il 2026 potrebbe segnare un ritorno selettivo delle quotazioni. Ma il contesto è cambiato: le grandi imprese del settore farmaceutico, alle prese con brevetti in scadenza e linee di sviluppo interne non sempre sufficienti, guardano alle biotech non più come scommesse speculative, ma come fonti esterne di innovazione già validata. Gli investitori non premiano più la “scienza pura”, bensì la solidità dei dati clinici. Aziende attive in ambiti come l’oncologia mirata o le malattie rare arrivano oggi sul mercato con studi avanzati, pronte a integrarsi nelle strategie industriali globali.
Se si parla di risultati tangibili, però, è impossibile ignorare l'elefante nella stanza: i farmaci GLP-1 per l’obesità che muovono un mercato che alcuni credono possa crescere fino a 100 miliardi di dollari entro la fine del decennio. Questi prodotti sono diventati la vera macchina di liquidità del settore, trasformando giganti come Novo Nordisk ed Eli Lilly in colossi capaci di generare liquidità come mai prima d'ora. È proprio questo flusso di cassa strutturale a finanziare le fusioni e acquisizioni che sostengono l'intero ecosistema: i profitti derivanti dai farmaci per l'obesità di oggi stanno, di fatto, pagando la ricerca oncologica e immunologica di domani.
Le tecnologie mediche spingono verso i servizi, ma non solo
Questa disciplina si riflette anche nelle tecnologie mediche. Una tecnologia ormai matura come la robotica chirurgica sta vivendo una nuova evoluzione: nel 2026 il focus non è più il robot in sé, ma la sua connessione. Grazie a reti ad altissima velocità e AI, la chirurgia è sempre più vicina alla possibilità di diventare “remota” (si parla di "telesurgery"), trovando applicazioni concrete dove la carenza di specialisti è strutturale. Il valore qui si sposta dai soli macchinari ai software di integrazione e alle piattaforme di controllo. Il modello di affari cambia: dalla vendita una tantum si si affermano modelli di “Robotics as a Service” (robotica come servizio e non più come asset) accanto alla vendita tradizionale. Per gli ospedali significa costi prevedibili; per gli investitori, ricavi ricorrenti.
Un’altra area di convergenza è la diagnostica per l’oncologia di precisione. Qui il 2026 segna una svolta economica: il crollo dei costi del sequenziamento genomico (ormai è possibile arrivare anche a 200 dollari in contesti ad alto volume) e l'integrazione della biopsia liquida rendono sostenibili su larga scala pratiche prima riservate a pochi centri d’élite. Dal punto di vista industriale, questo segmento offre una crescita "difendibile": rischi regolatori diversi dai farmaci, minore dipendenza dai singoli trial e margini legati ai volumi. Non è un caso che molte aziende del settore farmaceutico stiano stringendo alleanze in quest’area: la diagnostica è l'abilitatore fondamentale della medicina di precisione.
Parallelamente, l’intelligenza artificiale in ospedale ha superato la fase di boom mediatico. Nel 2026 l’AI non viene valutata per promesse futuristiche, ma per la capacità di ridurre i costi. Con l’inflazione medica elevata, gli ospedali cercano efficienza: gestione dei flussi, riduzione delle attese, supporto amministrativo.
Lo zampino del dualismo strisciante Usa/Cina
A rafforzare il quadro c'è infine la geopolitica, con l'entrata in vigore del BIOSECURE Act negli USA (legge che vieta a governo federale e beneficiari di sovvenzioni di collaborare con aziende biotech cinesi per proteggere dati genomici). Include clausola di 5 anni per contratti esistenti.). Introducendo freni ai contratti federali con aziende biotech cinesi strategiche, la normativa ha costretto il settore a ridisegnare la supply chain. Ne beneficiano i produttori conto terzi occidentali e indiani, verso cui si spostano contratti milionari in cerca di sponde "sicure". Per l'investitore, il valore non risiede più solo nella scoperta della molecola, ma nella garanzia politica e logistica di poterla produrre senza interruzioni.
Il punto sulla valutazione del settore e i consigli.
Messe insieme, queste traiettorie raccontano un settore farmaceutico e biotech che sta cambiando pelle con meno entusiasmo indiscriminato e più integrazione industriale.
A livello di dati di mercato (indici Datastream-Refinitiv) gli indicatori vedono un rendimento da dividendo (più alto è, meglio è) dell’1,6%, un rapporto prezzo / utili (più basso è, meglio è, come i successivi rapporti che vedremo tra poco) di 19 (calcolato sugli utili previsti per i prossimi 12 mesi), un rapporto prezzo / valore contabile di 4,5 e un rapporto EV/Ebitda di 14. Le Borse mondiali hanno in media un rendimento da dividendo di 1,8%, un rapporto prezzo / utili di 18, un rapporto prezzo / valore contabile di 2,7 e un Ev/ Ebitda di 12. Da un confronto risulta che il settore salute è più caro sul fronte del rapporto prezzo / valore contabile, mentre per gli altri indicatori siamo sì, sopra le medie mondiali, ma non in maniera particolarmente rilevante. In questo contesto è probabile che il mercato accetti di pagare un premio perché si aspetta che la "pulizia" dei bilanci euna buona prospettiva di crescita, cosa che il resto del mercato (più ciclico) potrebbe non garantire.
In questo contesto complessivo il consiglio su Amundi Msci world health care (484,35 euro al 27/1; Isin LU0533033238), non cambia. Lo puoi comprare per il lungo periodo tenendo conto che le necessità della salute resteranno protagoniste ancora a lungo, soprattutto in un mondo in cui la popolazione invecchia e si ritrova, quindi bisognosa di cure.