Il motore silenzioso dell’economia globale
Dalla manifattura ai trasporti, passando per i servizi professionali, il settore industriale è un comparto ciclico ma strutturale,
Dalla manifattura ai trasporti, passando per i servizi professionali, il settore industriale è un comparto ciclico ma strutturale,
Il settore industriale raggruppa le società che forniscono beni capitali e servizi essenziali al funzionamento dell’economia reale, coprendo l’intero spettro delle attività produttive, infrastrutturali e logistiche. Si tratta di un settore intrinsecamente ciclico, la cui dinamica è strettamente legata agli investimenti pubblici e privati, all’andamento del commercio globale e alla fiducia delle imprese. A livello mondiale (parliamo, però di Paesi sviluppati, la Cina è fuori dal computo) il settore mostra una struttura ben diversificata ma con una chiara prevalenza degli Stati Uniti che pesano per poco più di metà dell’indice mondiale. Nel grande calderone dei titoli industriali fanno da padrone soprattutto Difesa e aerospazio che pesano per circa un quinto della capitalizzazione mondiale, e macchinari industriali, componentistica elettrica e conglomerati industriali che insieme pesano per circa un quarto dei titoli industriali mondiali.
Beni strumentali: il nucleo industriale del settore
La componente beni strumentali (in inglese Capital Goods )costituisce il fulcro del settore industriale e comprende i produttori di macchinari, impianti e sistemi complessi utilizzati nei processi produttivi e nelle grandi opere infrastrutturali. In questa area rientrano anche i gruppi dell’aerospazio e della difesa, che, come abbiamo visto, sono la singola sotto-industria più rilevante. Tra le società di maggiore peso figurano GE Aerospace, Caterpillar, RTX, Boeing e Airbus, che riflettono la centralità dei comparti della meccanica avanzata, delle costruzioni pesanti e dell’aeronautica civile e militare. In Europa emergono attori come Siemens, Schneider Electric e ABB, fortemente esposti ai temi dell’automazione, dell’elettrificazione e dell’efficienza energetica. Questa componente rende il settore particolarmente sensibile ai cicli di investimento e alle politiche industriali, ma anche ai trend di lungo periodo come la transizione energetica e la digitalizzazione dei processi produttivi.
Servizi a supporto dell’economia
La componente Servizi commerciali e professionali (in inglese Commercial & Professional Services) include società che forniscono servizi specialistici alle imprese e alle istituzioni, senza essere direttamente coinvolte nella produzione di beni fisici. Vi rientrano attività come i servizi ambientali, la consulenza tecnica, la certificazione, il facility management e il supporto operativo. Nel contesto dei principali indici mondiali questa componente ha un peso più contenuto rispetto ai beni strumentali, ma contribuisce a stabilizzare il profilo complessivo del settore grazie a flussi di ricavi relativamente più ricorrenti. Società come Waste Management, ADP, SGS e Bureau Veritas rappresentano esempi di operatori con modelli di business meno ciclici, pur restando legati alla dinamica dell’attività economica globale. La presenza di queste aziende rafforza la natura trasversale del settore industriale, che non si limita alla manifattura in senso stretto.
Infrastrutture e logistica globali
La terza componente, trasporti, comprende le imprese attive nel trasporto ferroviario, aereo, marittimo e nella logistica integrata. Questo segmento svolge un ruolo chiave nel funzionamento delle catene globali del valore e risulta particolarmente sensibile ai volumi di scambio e ai costi energetici. Tra questi possiamo pensare a grandi operatori nordamericani come Union Pacific e FedEx, insieme a gruppi europei di primo piano come Deutsche Post DHL e A.P. Møller-Maersk. La rilevanza di questa componente riflette l’importanza strategica delle infrastrutture di trasporto nei Paesi sviluppati e il loro impatto diretto sulla competitività delle economie avanzate.
Usa protagonisti
Dal punto di vista geografico, il settore Industrials presenta una forte concentrazione negli Stati Uniti, che rappresentano oltre la metà del peso complessivo degli indici dedicati ai mercati sviluppati. L’Europa costituisce il secondo polo di riferimento, con una presenza significativa di Francia, Germania e Regno Unito, soprattutto nei Beni strumentali e nei servizi industriali ad alto valore aggiunto. Il Giappone è il principale contributore extra-occidentale, mentre gli altri Paesi sviluppati completano il quadro con un peso più frammentato. Questa distribuzione riflette la leadership industriale e tecnologica delle economie avanzate all’interno del settore industriale globale. Prendiamo qui in considerazione gli indici mondiali dei principali Paesi sviluppati perché a conti fatti sono quelli più utilizzati e perché, al di là del crescente ruolo dei Paesi emergenti nell’economia mondiale il peso delle loro Borse è comunque relativo. Pensate che le Borse Usa pesano per oltre i 7/10 degli indici mondiali dei Paesi sviluppati, e quando si passa a considerare gli indici mondiali di tutti i Paesi (inclusi gli emergenti) il suo peso resta comunque poco sotto i 2/3 degli indici, con la Cina che entra con una quota risicatissima di 1/33 degli indici mondiali.
La nostra valutazione generale del settore
Qui sotto trovi una tabella con una valutazione del settore industria sia a livello mondiale (quella che trovi anche qui) sia a livello europeo e Usa basata sui dati a fine dicembre. A livello di multipli (dati al 13/1) abbiamo un rapporto prezzo/ utili di 25,5 contro il 22,9 delle Borse mondiali e un rapporto prezzo / valore contabile di 3,6 contro il 2,7 delle Borse mondiali (entrambi sono come il prezzo al chilo delle mele, più bassi sono e meglio è). Il rendimento da dividendo (questo è meglio se è più alto) è 1,5% contro 1,8% delle Borse mondiali.
Tutto sommato si tratta in tutti e tre i casi di valori lievemente peggiori di quelli delle Borse mondiali prese nel loro complesso, ma non peggiori. Il che unito a un giudizio che alterna interessante a non interessante e neutro ci porta comunque a non considerare il settore una particolare occasione d’acquisto interessante. A pari livello meglio scegliere le Borse mondiali nel loro complesso così da ottenere maggiore diversificazione e prospettive lievemente migliori. Il consiglio sul settore è, quindi, mantieni e per gli acquisti preferiamo indicarvi l’acquisto diretto di singoli titoli: in selezione ne abbiamo al momento sette.