Pmi Cina: il 2026 parte in contrazione
Pmi Cina gennaio 2026
Pmi Cina gennaio 2026
A gennaio l’attività manifatturiera cinese è tornata inaspettatamente in territorio di contrazione dopo il lieve recupero registrato a dicembre. A gennaio, infatti, il PMI manifatturiero è sceso a 49,3, al di sotto della soglia dei 50 punti che separa espansione e contrazione, mentre anche il settore non manifatturiero — che comprende servizi e costruzioni — ha mostrato segnali di debolezza, arretrando a 49,4, il valore più basso da oltre tre anni. Si tratta di risultati inferiori rispetto alle attese (rispettivamente a 50,1 e 50,3 punti), che indicano un inizio d’anno più fragile del previsto.
Questo peggioramento non è legato a fattori stagionali o alla prossimità del Capodanno lunare, ma rappresenta un'indicazione concreta di un rallentamento della dinamica economica. Sia la domanda interna sia l’offerta appaiono in decelerazione, mentre la fiducia delle imprese si è deteriorata.
Nel 2025 la Cina aveva comunque raggiunto una crescita del PIL pari al 5%, centrando l’obiettivo governativo, grazie soprattutto alla robusta performance dell’export, che aveva generato un surplus commerciale record. La domanda interna, però, rimane debole e molte regioni del Paese hanno già rivisto al ribasso i loro obiettivi di crescita per il 2026. Questo suggerisce che le autorità potrebbero orientarsi verso un approccio più prudente, privilegiando la qualità dello sviluppo piuttosto che il semplice raggiungimento di tassi di crescita elevati.