Indonesia: il punto su quanto sta accadendo
Indonesia: cosa accade?
Indonesia: cosa accade?
La Borsa indonesiana ha attraversato una settimana particolarmente turbolenta, scossa da una serie di eventi che hanno minato la fiducia degli investitori. A innescare le tensioni è stata innanzitutto la decisione del presidente Prabowo Subianto di nominare una persona a lui molto vicina, suo nipote, alla carica di vicepresidente della banca centrale. Se negli Stati Uniti le interferenze politiche sull’indipendenza delle autorità monetarie vengono già accolte con preoccupazione, nei Paesi emergenti hanno effetti ancora più destabilizzanti, perché la credibilità della banca centrale è considerata un pilastro essenziale della buona governance.
Su questo terreno già fragile è intervenuto anche MSCI, che ha acceso un ulteriore campanello d’allarme. Il fornitore di indici ha richiamato l’attenzione sulla scarsa trasparenza di molte società indonesiane e sul ridotto flottante di diverse azioni quotate a Jakarta, spesso caratterizzate da una quota molto limitata di titoli effettivamente scambiabili sul mercato. Alla luce di queste criticità, MSCI ha annunciato che non includerà più nuove azioni indonesiane nei propri indici e ha persino evocato la possibilità di declassare il Paese da mercato emergente a mercato di frontiera. Un’eventualità che, se realizzata, comporterebbe l’uscita dell’Indonesia da numerosi indici asiatici ed emergenti, con il rischio concreto di una massiccia fuga di capitali esteri. L’impatto sui mercati è stato immediato e violento. Tra il 28 e il 29 gennaio la Borsa di Jakarta ha perso quasi il 16%, subendo un vero e proprio shock che ha messo in evidenza la vulnerabilità del mercato a fattori di governance e di liquidità.
LA REAZIONE DI JAKARTA
Di fronte a questo crollo e al severo avvertimento di MSCI, le autorità indonesiane hanno reagito rapidamente, accelerando un pacchetto di riforme strutturali volto a rafforzare il funzionamento dei mercati finanziari. L’obiettivo dichiarato è migliorare la governance, aumentare la liquidità e ricostruire la fiducia degli investitori, sia locali sia internazionali.
Tra le iniziative annunciate figura una riorganizzazione dell’azionariato della Borsa indonesiana, con l’idea di avvicinare il suo modello a quello delle principali piazze finanziarie globali e la possibilità di coinvolgere anche il fondo sovrano Danantara. È stato inoltre deciso di ampliare i limiti di investimento in azioni per assicurazioni e fondi pensione, così da convogliare sul mercato una quota maggiore di capitale stabile. Un altro intervento rilevante riguarda il raddoppio del free float minimo, che salirà al 15% già a partire dal mese prossimo, insieme a una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali, ritenuta fondamentale per rendere i volumi più regolari e ridurre la volatilità.
Queste misure arrivano in un contesto già segnato da diverse fragilità percepite dal mercato, tra cui la bassa liquidità, le preoccupazioni sulle finanze pubbliche, le dimissioni della ministra delle Finanze nel 2025 e una volatilità in costante aumento. Non a caso, il CEO della Borsa di Jakarta, Iman Rachman, ha rassegnato le dimissioni assumendosi la responsabilità del sell-off. Dopo l’annuncio delle riforme, tuttavia, il clima ha iniziato a migliorare e l’indice ha messo a segno un rimbalzo fino al 2,1%, segnale che almeno una parte degli investitori ha accolto positivamente la svolta annunciata dalle autorità, che continuano a ribadire la solidità dei fondamentali economici del Paese, sostenuti dalla domanda interna e dal processo di riforma in corso.
Al di là delle turbolenze di breve periodo, l’Indonesia mantiene un potenziale significativo. Il mercato azionario presenta valutazioni in linea con la media dei Paesi emergenti, ma offre dividendi sensibilmente più elevati, un elemento che lo rende ancora interessante in un’ottica di lungo termine, soprattutto considerando le prospettive di crescita strutturale dell’economia. Allo stesso tempo, dall’insediamento del presidente Prabowo tornano con forza interrogativi sulla qualità della governance, sulla gestione delle finanze pubbliche e sulla separazione dei poteri, temi che resteranno centrali per la credibilità del Paese sui mercati internazionali nei prossimi mesi. Per questo, per quanto riguarda la Borsa puoi controllare i nostri portafogli per sapere dove e con quale peso possono essere presenti nei tuoi investimenti. Per quanto riguarda invece le obbligazioni, non sono all'acquisto.