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Finanza

Affidabilità delle banche italiane, l’analisi di Altroconsumo Finanza

07 giu 2017

Il voto a 329 istituti di credito. 

Altroconsumo Finanza ha analizzato i bilanci di 329 banche con almeno 10 sportelli e ne ha valutato l’affidabilità assegnando un punteggio da 5 a 1 stella.

L’indagine, condotta per la prima volta nel 2015 e giunta al quarto rilevamento semestrale, è stata fatta sulla base di due indicatori di solidità utilizzati anche dalla Bce: common equity tier 1 (spesso indicato come Cet1) e total capital ratio. Cinque stelle indicano le banche più affidabili, fino a 1 stella.

Rispetto alla precedente analisi il numero di banche con il giudizio di massima affidabilità resta stabile all’8,5% del campione. Stabile e intorno al 40% anche il peso delle banche con un giudizio di 4 stelle. Il numero delle banche a una stella scende invece dal 5,2% al 4,6% del totale. Le banche che ottengono due stelle sono stabili intorno al 9%. Il giudizio è migliorato per 26 banche ma per alcune la valutazione è peggiorata facendole entrare nel gruppo delle sorvegliate speciali.

Il dettaglio sui giudizi di solidità delle banche su altroconsumo.it

Per Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo Finanza: “Smaltire i crediti delle banche venete con un’operazione di cartolarizzazione significherebbe creare nuove perdite che ricadrebbero poi sui risparmiatori. Secondo i conti delle autorità europee manca all’appello 1 miliardo: l’unica speranza è che se ne faccia carico il sistema bancario. Meno probabile è il coinvolgimento di fondo Atlante poiché già impegnato sul fronte Mps. Potrebbe intervenire lo schema volontario del fondo di tutela dei depositi, ma anche su questo fronte non c’è entusiasmo. Volontario più di nome che di fatto, ma potrebbe essere sufficiente per rispettare i paletti europei. Se queste ipotesi non saranno percorribili, la strada del bail-in è tracciata”.

Nonostante il recente accordo preliminare con l’Europa, rimane sospeso il giudizio su Monte Paschi che deve ancora affrontare (con un consistente sacrificio per azionisti e obbligazionisti subordinati) lo scoglio dello smaltimento dei crediti problematici.

Proprio i crediti problematici sono alla base dell’analogo giudizio di sospensione su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che nonostante l’apporto dell’intero settore bancario (tramite Atlante) sono ancora alla ricerca di nuovi capitali per sopravvivere. Le due banche hanno bisogno di altri 6,4 miliardi (solo nel 2016 ne hanno bruciati in perdite ben 3 miliardi e mezzo).

L’organizzazione mette a disposizione dei risparmiatori che hanno acquistato le azioni su suggerimento di Veneto Banca e Popolare di Vicenza senza essere informati dei dettagli e dei rischi legati all’investimento i propri consulenti per fare reclamo all’arbitro istituito da Consob.