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Pratiche commerciali scorrette

Avastin-Lucentis: il Consiglio di Stato conferma le condanne a Roche e Novartis

15 lug 2019

Arriva la parola fine ad una vicenda che va avanti dal 2009 e che ha visto Altroconsumo da subito in prima linea. Il Consiglio di Stato oggi segna il punto di non ritorno: Roche e Novartis hanno fatto concertazione illecita ai danni dei pazienti e del sistema sanitario nazionale. Adesso auspichiamo il via ai ricorsi delle regioni.


Da oggi nessuno lo può più mettere in dubbio: Roche e Novartis hanno posto in essere un’intesa anticoncorrenziale per favorire artificiosamente la vendita di Lucentis (Novartis) a danno di Avastin (Roche), farmaci entrambi efficaci nella cura della maculopatia oculare, ma l’uno (Lucentis) enormemente più costoso del secondo (Avastin).

Ci sono voluti 10 anni e 4 diversi gradi di giudizio – ha dichiarato Ivo Tarantino,  Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo – ma alla fine l’impegno indefesso che ci ha visto in campo fin da subito a tutela della difesa dei consumatori ha pagato. In questi anni sono stati tanti i tentativi delle due aziende di ribaltare le carte in tavola, con tecnicismi estremi che niente hanno a che vedere con il cuore della vicenda: i pazienti si sono visti negati l’accesso alla cura di una malattia grave come la maculopatia e il servizio sanitario ci ha rimesso decine di milioni di euro per una scellerata concertazione illecita delle due case farmaceutiche”.

Queste le tappe della vicenda che Altroconsumo ha seguito da vicino nell'interesse dei pazienti e di tutti i consumatori

Avastin e Lucentis sono medicinali sviluppati dalla società Genentech, appartenente al gruppo Roche. La Genentech ha affidato lo sfruttamento commerciale di Lucentis al gruppo Novartis mediante un accordo di licenza. La Roche commercializza Avastin.

Lucentis è autorizzato per il trattamento delle malattie oftalmiche. Avastin, altrettanto efficace nelle malattie della retina, benché autorizzato solamente per il trattamento delle patologie tumorali, grazie al suo prezzo inferiore rispetto a quello di Lucentis, era largamente utilizzato anche per il trattamento delle malattie oftalmiche (uso off label):

  • tra il 2009 e il 2012 l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sospende via via tutti gli usi di Avastin consentiti in regime di rimborso. Le prescrizioni si spostano su Lucentis. Roche e Novartis  si accordano infatti per differenziare artificiosamente i due farmaci, principalmente cercando di dimostrare che l’Avastin presenta rischi maggiori, contro le evidenze che provengono dall’esperienza clinica e da tutti gli studi indipendenti;
  • Avastin non può più essere rimborsato dal Servizio sanitario e i malati restano senza cure. Oppure, se possono, se le devono pagare di tasca loro in regime privato;
  • l’aggravio di spesa per il Servizio sanitario nazionale è calcolato in 45 milioni di euro per il solo 2012;
  • il 5 maggio 2014 l’Antitrust sanziona le due case farmaceutiche al termine di un procedimento avviato nel 2013 anche a fronte della denuncia della Società dei medici oftalmologi italiani e  di altri enti e organizzazioni, tra cui Altroconsumo;
  • la multa esemplare (oltre 90 milioni di euro ad entrambe le case farmaceutiche) è il primo dei diversi tasselli per ottenere trasparenza sulla vicenda e l’accertamento delle responsabilità di chi ha speculato sulla pelle di consumatori particolarmente deboli e in stato di necessità. Altroconsumo invia anche un esposto alla Procura di Roma, di Torino, e alla Corte dei Conti;
  • le due aziende ricorrono subito al Tar Lazio che però, nel novembre 2014, respinge i ricorsi;
  • Roche e Novartis coinvolgono allora il Consiglio di Stato che rinvia il caso alla Corte Europea di Giustizia europea. Il 23 gennaio 2018 la Corte di Lussemburgo risponde ai quesiti pregiudiziali presentati dal Consiglio di Stato confermando nella sostanza la bontà dell’operato e delle conclusioni dell’Autorità Antitrust e rimandando al sistema giudiziario italiano l’atto finale del lungo iter di questa vicenda.
     

E l’atto finale oggi è finalmente giunto e rende giustizia a uno dei casi più clamorosi di azioni illecite a danno di consumatori, ancora più gravi se si considera che le due case farmaceutiche  hanno speculato sulla pelle di consumatori particolarmente deboli e in stato di necessità. “Siamo ovviamente soddisfatti della sentenza e orgogliosi di esserne in qualche modo tra gli artefici, ma la vicenda per noi non si deve chiudere qua – conclude Ivo Tarantino. Altroconsumo ribadisce infatti il diritto/dovere delle Regioni, ora che la sentenza è definitiva, di richiedere il risarcimento per la maggior spesa sostenuta negli anni per l’acquisto del farmaco più caro”.