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Caso Avastin: Inizia l'udienza alla Corte di giustizia europea

05 maggio 2017
Caso Avastin

05 maggio 2017

Inizia davanti alla Corte di giustizia europea il procedimento che vede Roche e Novartis opporsi alla sanzione da 180 milioni di euro (confermata anche dal Tar a fine 2014) comminata dall'Antitrust. Le due multinazionali del farmaco erano state ritenute colpevoli di aver fatto "cartello" per favorire il farmaco più caro (Lucentis) per la cura della maculopatia senile. Un accordo che è costato al Servizio sanitario nazionale 1,2 miliardi di euro.

Davanti la Corte di giustizia UE

È iniziata presso la Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo l’esposizione delle ragioni sulla vicenda Avastin, che vedeva Roche e Novartos accusate di aver fatto cartello volto a favorire le vendite di un farmaco, il Lucentis, molto più caro ma sostanzialmente identico all'Avastin, per uso oftalmologico. Nel dicembre del 2014 il Tar del Lazio aveva confermato la maxi-multa di 180 milioni di euro stabilita dall'Antitrust alle aziende farmaceutiche Roche e Novartis, anche grazie ad Altroconsumo che era intervenuta in giudizio a dare man forte all’Antitrust. L'intesa fra le due case farmaceutiche era costata alla collettività e al Servizio Sanitario Nazionale ben 1,2 miliardi di euro. Il Governo aveva quindi chiesto alle due case farmaceutiche di risarcire questa spesa. Altroconsumo aveva anche fatto delle proposte sul modo migliore di utilizzare i soldi della sanzione, ovvero in progetti concreti a favore dei cittadini.

Tuttavia, a seguito della decisione del Tar, Roche e Novartis avevano coinvolto il Consiglio di Stato che ha rinviato il caso alla Corte di giustizia europea. Le conclusioni definitive della Corte UE saranno rese pubbliche tra sei mesi circa, dopo che la Corte stessa avrà esaminato tutti gli atti.

 

Avastin: già tornato nella lista dei farmaci a carico del Ssl

In seguito alla decisione dell'Antitrust di sanzionare le due aziende, avevamo inviato una diffida all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) perché inserisse subito il farmaco Avastin nella lista dei farmaci a carico del sistema sanitario nazionale. Chiedevamo che Avastin fosse reinserito nella lista dei farmaci autorizzati (legge n. 648 del 1996) e usato nelle strutture ospedaliere, a vantaggio della salute dei pazienti e delle casse del Servizio sanitario nazionale. Quanto esposto nella nostra diffida ad Aifa era stato confermato dal più alto organo scientifico in materia di salute, il Consiglio Superiore della Sanità, che ha certificato come i farmaci Avastin e Lucentis "non presentano differenze statisticamente significative dal punto di vista dell'efficacia e della sicurezza nella terapia della degenerazione maculare senile". L'Aifa aveva accolto la richiesta di reinserire Avastin fra i farmaci a carico del Ssn. Una grande vittoria per i pazienti, vittime dell'intesa fra Roche e Novartis per favorire il farmaco più caro (Lucentis) per la cura della maculopatia. 

La vicenda: Lucentis non è più sicuro di Avastin

Nel settembre 2012, proprio per ragioni di sicurezza, l’Agenzia italiana del farmaco aveva deciso di sospendere ogni utilizzo oftalmico di Avastin, lascindo Lucentis come unica opzione autorizzata. Lo stop era dovuto alle numerose segnalazioni, provenienti da tutta Europa, di effetti collaterali non oculari gravi, come emorragie, infarti, ictus e trombosi. Una recente revisione degli studi compiuta dalla Cochrane Collaboration, vera e propria autorità nel valutare le prove di efficacia e sicurezza,  ha però smentito questa supposta maggiore pericolosità di Avastin. Passando in rassegna gli studi, tutti finanziati da enti pubblici, che confrontano i due farmaci, non emergono prove che Lucentis sia più sicuro di Avastin. Entrambi i farmaci comportano effetti indesiderati gravi, compresi quelli di tipo vascolare, con frequenze sovrapponibili. Secondo i ricercatori, le prove disponibili sono poco precise, ma suggeriscono che, se una differenza esiste tra i due farmaci, questa è probabilmente piccola. L’utilizzo di Lucentis al posto di Avastin come terapia di routine per ragioni di sicurezza non sarebbe quindi sostenuto dai dati scientifici, specialmente alla luce del fatto che non ci sono differenze sostanziali in termini di efficacia tra i due farmaci.

Rinunciare alle cure

Si sono rivolti a noi parecchi consumatori per segnalarci i loro casi vissuti; tra questi, c’è anche la toccante vicenda che ci ha raccontato la signora Flisi, la cui madre, affetta da maculopatia, ha dovuto di fatto sospendere le cure con l'Avastin da quando l'Aifa l'ha escluso dalla lista dei farmaci utilizzabili anche al di fuori delle indicazioni impresse sul bugiardino.

 

Come la madre della signora Flisi, sono tanti i pazienti che in pratica hanno dovuto rinunciare a curarsi, a causa della decisione dell’Aifa (nell’ottobre 2012) di escludere l’Avastin dalla lista dei prodotti utilizzabili anche per casi non specificati nel bugiardino (i cosiddetti "off label"): il suo sostituto (il Lucentis), infatti, dato l’enorme costo, è stato somministrato dal Servizio Sanitario Nazionale con sempre meno frequenza, e molti pazienti non potendo pagare di tasca propria questo secondo farmaco, hanno sostanzialmente dovuto rinunciare alle cure. Un fatto grave che non deve più ripetersi.


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