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Caso Avastin: la Corte di giustizia europea dà ragione all'Antitrust

23 gennaio 2018
Caso Avastin

23 gennaio 2018

Roche e Novartis fecero cartello per favoreire la vendita del farmaco più caro. E' quello che si deduce dai chiarimenti forniti dalla Corte di Giustizia europea che di fatto conferma la bontà dell'operato dell'Antitrust e la sanzionare inflitta ai due colossi farmaceutici. Un accordo costato al Servizio sanitario nazionale 1,2 miliardi di euro. Ora si aspetta che il Consiglio di Stato chiuda la vicenda a favore dei consumatori.

La sentenza della Corte di giustizia UE

La Corte Europea di Giustizia ha emesso finalmente il suo parere: corretta l'interpretazione delle norme europee adottata dell'AGCM che l'aveva portato a sanzionare Roche e Novartis nel 2014 con 180 milioni di euro di multa, per aver fatto "cartello" e favorito la vendita del farmaco più caro a spese del Servizio Sanitario Nazionale. La Corte di Lussemburgo chiarisce che il comportamento messo in atto dalle aziende farmaceutiche costituisce un’intesa restrittiva della concorrenza per favorire le vendite del Lucentis, farmaco ben più caro dell’Avastin, per la terapia di alcune patologie oculari.

Roche e Novartos erano state sanzionate dall'Antitrust con una maxi-multa di 180 milioni di euro (anche grazie ad Altroconsumo, intervenuta in giudizio a dare man forte all’Antitrust), sanzione confermata poi da Tar del Lazio nel dicembre del 2014. L'accusate era di aver fatto cartello volto a favorire le vendite di un farmaco, il Lucentis, molto più caro ma sostanzialmente identico all'Avastin, per uso oftalmologico. L'intesa fra le due case farmaceutiche era costata alla collettività e al Servizio Sanitario Nazionale ben 1,2 miliardi di euro. Dal canto loro, Roche e Novartis avevano fatto ricorso al Consiglio di Stato, il quale, prima di dare una sentenza definitiva al caso, aveva sospeso il procedimento per chiedere alla Corte di Giustizia europea un parere su come interpretare correttamente le norme europee in questo contesto.

Ora la corte di giustizia europea ha dato risposta a tutti i quesiti posti da Consiglio di Stato italiano e dal contenuto delle risposte si può evincere che il comportamento assunto dalle due aziende ha di fatto ristretto la competizione tra i due farmaci. La palla torna adesso al Consiglio di Stato italiano da cui aspettiamo una sentenza che confermi la sanzione Antitrust.

Avastin tornato nella lista dei farmaci a carico del Ssl

In seguito alla decisione dell'Antitrust di sanzionare le due aziende, avevamo inviato una diffida all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) perché inserisse subito il farmaco Avastin nella lista dei farmaci a carico del sistema sanitario nazionale. Chiedevamo che Avastin fosse reinserito nella lista dei farmaci autorizzati (legge n. 648 del 1996) e usato nelle strutture ospedaliere, a vantaggio della salute dei pazienti e delle casse del Servizio sanitario nazionale. Quanto esposto nella nostra diffida ad Aifa era stato confermato dal più alto organo scientifico in materia di salute, il Consiglio Superiore della Sanità, che ha certificato come i farmaci Avastin e Lucentis "non presentano differenze statisticamente significative dal punto di vista dell'efficacia e della sicurezza nella terapia della degenerazione maculare senile". L'Aifa aveva accolto la richiesta di reinserire Avastin fra i farmaci a carico del Ssn. Una grande vittoria per i pazienti, vittime dell'intesa fra Roche e Novartis per favorire il farmaco più caro (Lucentis) per la cura della maculopatia. 

La vicenda: Lucentis non è più sicuro di Avastin

Nel settembre 2012, proprio per ragioni di sicurezza, l’Agenzia italiana del farmaco aveva deciso di sospendere ogni utilizzo oftalmico di Avastin, lascindo Lucentis come unica opzione autorizzata. Lo stop era dovuto alle numerose segnalazioni, provenienti da tutta Europa, di effetti collaterali non oculari gravi, come emorragie, infarti, ictus e trombosi. Una recente revisione degli studi compiuta dalla Cochrane Collaboration, vera e propria autorità nel valutare le prove di efficacia e sicurezza,  ha però smentito questa supposta maggiore pericolosità di Avastin. Passando in rassegna gli studi, tutti finanziati da enti pubblici, che confrontano i due farmaci, non emergono prove che Lucentis sia più sicuro di Avastin. Entrambi i farmaci comportano effetti indesiderati gravi, compresi quelli di tipo vascolare, con frequenze sovrapponibili. Secondo i ricercatori, le prove disponibili sono poco precise, ma suggeriscono che, se una differenza esiste tra i due farmaci, questa è probabilmente piccola. L’utilizzo di Lucentis al posto di Avastin come terapia di routine per ragioni di sicurezza non sarebbe quindi sostenuto dai dati scientifici, specialmente alla luce del fatto che non ci sono differenze sostanziali in termini di efficacia tra i due farmaci.

Rinunciare alle cure

Si sono rivolti a noi parecchi consumatori per segnalarci i loro casi vissuti; tra questi, c’è anche la toccante vicenda che ci ha raccontato la signora Flisi, la cui madre, affetta da maculopatia, ha dovuto di fatto sospendere le cure con l'Avastin da quando l'Aifa l'ha escluso dalla lista dei farmaci utilizzabili anche al di fuori delle indicazioni impresse sul bugiardino.

 

Come la madre della signora Flisi, sono tanti i pazienti che in pratica hanno dovuto rinunciare a curarsi, a causa della decisione dell’Aifa (nell’ottobre 2012) di escludere l’Avastin dalla lista dei prodotti utilizzabili anche per casi non specificati nel bugiardino (i cosiddetti "off label"): il suo sostituto (il Lucentis), infatti, dato l’enorme costo, è stato somministrato dal Servizio Sanitario Nazionale con sempre meno frequenza, e molti pazienti non potendo pagare di tasca propria questo secondo farmaco, hanno sostanzialmente dovuto rinunciare alle cure. Un fatto grave che non deve più ripetersi.


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