Nel 2025 DroneShield (3,16 dollari australiani al 19/02; Isin AU000000DRO2) ha registrato una crescita molto forte. I ricavi da clienti sono saliti a 216,5 milioni di dollari australiani, con un aumento del 277% rispetto al 2024. È il miglior anno di sempre per la società. Anche l’ultimo trimestre dell’anno è stato particolarmente positivo: 51,3 milioni di ricavi, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Inoltre, nel primo semestre 2025 l’azienda ha registrato un utile prima delle imposte di 5,2 milioni, il miglior risultato semestrale della sua storia. Purtroppo, in sede di comunicazione dei dati preliminari il dato di tutto l’anno non era ancora noto. Uscirà in questi giorni. Il margine lordo si mantiene intorno al 65% e la cassa disponibile a gennaio 2026 è pari a circa 200 milioni, un livello che offre flessibilità per investimenti futuri.
Un aspetto centrale della crescita riguarda i ricavi da software e abbonamenti. DroneShield non vende solo dispositivi fisici per individuare e neutralizzare droni, ma anche programmi informatici basati su intelligenza artificiale che aggiornano e migliorano continuamente le prestazioni dei sistemi installati. Questa componente ha generato 11,6 milioni nel 2025, più del triplo rispetto all’anno precedente, e 4,6 milioni nel solo quarto trimestre. L’obiettivo è aumentare progressivamente il peso di questi ricavi ricorrenti, più stabili e prevedibili nel tempo.
Le prospettive per il 2026 dicono che sono già stati assicurati 95,6 milioni di ricavi e il portafoglio di opportunità commerciali vale complessivamente 2,09 miliardi, distribuiti su oltre 300 potenziali contratti in diverse aree geografiche. Negli Stati Uniti, nuove normative come il “Safer Skies Act” potrebbero ampliare in modo significativo la domanda da parte delle forze dell’ordine locali.
Infine, l’azienda sta aumentando rapidamente la propria capacità produttiva, con l’obiettivo di passare da circa 500 milioni a 2,4 miliardi di capacità annua entro la fine del 2026, grazie a nuovi impianti e partnership internazionali.
Noi abbiamo consigliato la scommessa (rischiosa) in passato due volte. La prima a ottobre in una fase in cui si parlava molto di droni anche per via della guerra in Ucraina. La seconda al momento della pubblicazione della trimestrale. Siamo sotto i prezzi del primo consiglio, ma vicini a quelli del secondo consiglio.
Premesso che gli analisti di mercato si attendono 0,065 dollari australiani di utile nel 2026 e 0,043 nel 2027 (il titolo in sé è caro), a nostro avviso questa società rientra tra quelle che potrebbero “beneficiare” da un aumento dell’uso militare dei droni. Ovviamente stiamo parlando per ora di utili fragili in una società che investe molto. Per cui siamo nell’ambito della scommessa rischiosa (l’indicatore di rischio è 5/5), ci si può perdere tanto, tuttavia se credi che l’attuale situazione del conflitto ucraino stia mostrando l’inevitabile successo dei droni come strumenti militari, e l’inevitabile necessità di proteggersi da questi nell’ambito della difesa, Droneshield offre una opportunità interessante nel settore. Se non ce l’hai puoi ancora acquistarla, ovviamente come speculazione e solo per una fetta piccolissima di portafoglio, con denaro che puoi permetterti di perdere. Oltre che a Sidney, Borsa di difficile accesso, è quotata anche Francoforte (ma non sullo Xetra).