Yara chiude un ottimo 2025
Ha presentato un nuovo piano che mira a aumentare di 200 milioni di dollari l’Ebitda entro il 2027 e di altri 150 milioni entro il 2030.
Ha presentato un nuovo piano che mira a aumentare di 200 milioni di dollari l’Ebitda entro il 2027 e di altri 150 milioni entro il 2030.
Yara International (460.9 corone norvegesi al 12/2; Isin NO0010208051) ha riportato nel quarto trimestre 2025 un utile industriale prima di spesare la quota parte dei costi pluriennali (Ebitda), al netto di componenti straordinarie, di 709 milioni di dollari (si, la società è norvegese, ma pubblica i dati in dollari), in aumento rispetto ai 519 milioni del quarto trimestre 2024. L’utile netto è stato di 344 milioni di dollari, contro una perdita di 290 milioni un anno prima.
Tra i principali risultati: margini dell’azoto in crescita, riduzione dei costi fissi per oltre 200 milioni di dollari dal secondo trimestre 2024, volumi solidi e proposta di dividendo annuale di 22 corone norvegesi per azione. L’azienda punta a una crescita sostenuta dei flussi di cassa grazie a ulteriori iniziative di efficienza e a fondamentali di mercato favorevoli. Sull’intero anno abbiamo un fatturato cresciuto del 12,8% in dollari, un Ebitda cresciuto del 45,8% (+36,7% esclusi elementi non ricorrenti) e un utile per azione di 5,37 dollari Usa contro gli 0,05 di un anno fa.
Ha presentato un nuovo piano che mira a aumentare di 200 milioni di dollari l’Ebitda entro il 2027 e di altri 150 milioni entro il 2030, attraverso maggiore utilizzo degli asset, ottimizzazione logistica e riallocazione disciplinata del capitale. Offrirà priorità anche alla diversificazione energetica e alla riduzione dei costi del carbonio.
Le attese di mercato sono per ora prudenti, dopo un utile che tradotto in valuta norvegese è di poco più di 50 corone per azione nel 2025 gli analisti si attendono 46,9 corone norvegesi di utile nel 2026 e 42,5 nel 2027. Secondo noi sono stime prudenti, ma anche prendendole per buone e volendo essere cauti di fronte a un mercato che comunque ha le sue problematiche (costi dell’energia, effetto dei cambi) comportano multipli interessanti. Se si considerano anche i dividendi staccati il titolo è, però, ai massimi di sempre e non ci pare il caso di acquistarne ancora. Confermiamo, quindi, il consiglio mantieni che vi avevamo dato anche a ottobre (qui il testo online di ottobre quando valeva 372,3 corone e qui il testo online di circa un anno fa quando demmo il consiglio d’acquisto a 328,98 corone).