Sono due concetti spesso confusi, ma distinti. La diversificazione risponde alla domanda "ho abbastanza strumenti diversi?"; la decorrelazione risponde a "questi strumenti si muovono in modo indipendente quando i mercati cambiano?". Si può avere l'una senza l'altra.
Diversificazione significa distribuire il capitale su più strumenti, settori, geografie o asset class (cioè azioni, obbligazioni), con l'obiettivo di non dipendere da un singolo investimento. È una scelta quantitativa e strutturale: quante "cose" ho in portafoglio e quanto sono concentrate.
Esempio di buona diversificazione: un portafoglio con azioni di aziende in 40 Paesi, obbligazioni governative europee, una quota di materie prime, della liquidità... Ci sono molte posizioni, su mercati diversi.
Esempio di diversificazione apparente: un portafoglio con cinque ETF azionari diversi — uno sulle grandi aziende tecnologiche americane, uno sull'S&P 500, uno sul Nasdaq, uno sui "magnifici sette" e uno sulla crescita globale. Sembrano cinque strumenti, ma contengono quasi tutte le stesse aziende. Se Apple scende del 20%, scendono tutti e cinque. Non è vera diversificazione: è concentrazione camuffata da varietà.
Decorrelazione (o bassa correlazione) significa che due strumenti non si muovono nella stessa direzione e nella stessa misura quando le condizioni di mercato cambiano. La correlazione è misurata su una scala da -1 a +1: +1 vuol dire che si muovono sempre insieme, 0 che sono indipendenti, -1 che si muovono in direzione opposta.
Esempio di buona decorrelazione: non limitarsi ad azioni ed obbligazioni, ma scegliere tra diverse tipologie di obbligazioni, ma anche strategie di investimento differenti, con stili differenti. Non solo: i prodotti short, per esempio, sono perfettamente decorrelati, così come la liquidità – pensa a un conto deposito.
Esempio di correlazione alta mascherata da diversificazione: durante la crisi del 2022, azioni e obbligazioni sono scese insieme, perché il motore comune era l'aumento dei tassi di interesse. Chi credeva di essere protetto dalla classica combinazione "azioni + obbligazioni" si è ritrovato con entrambe le componenti in perdita simultaneamente. La diversificazione c'era; la decorrelazione era venuta meno.
IL PUNTO CRUCIALE: LA CORRELAZIONE NON È STABILE NEL TEMPO
Strumenti che sembrano decorrelati nei periodi normali possono correlarsi fortemente nelle crisi. Questo è il paradosso più insidioso: proprio quando la decorrelazione servirebbe di più — cioè nei crolli di mercato — tende a ridursi. In una crisi sistemica, molti asset scendono insieme perché gli investitori vendono tutto per fare liquidità, indipendentemente dalla qualità dei singoli strumenti.
Esempio pratico: nel marzo 2020, durante il primo shock da pandemia, quasi tutti gli asset scesero in pochi giorni — azioni, obbligazioni societarie, oro, materie prime, persino i titoli di Stato in certi momenti. La correlazione si avvicinò a 1 su quasi tutto. Chi aveva un portafoglio apparentemente molto diversificato ha comunque subito perdite temporanee su quasi tutte le posizioni.
COME SI USANO INSIEME
Un portafoglio robusto cerca entrambe le cose: abbastanza strumenti da non dipendere da un singolo emittente o mercato (diversificazione), e strumenti che si comportano in modo sufficientemente diverso nelle varie fasi del ciclo economico (decorrelazione).
La logica operativa è: prima si costruisce la diversificazione— azioni globali, obbligazioni, eventualmente oro o materie prime — poi si verifica che le componenti abbiano correlazioni storicamente basse tra loro, sapendo che in fase di crisi quella correlazione potrebbe aumentare temporaneamente.
COSA FARE NELLA PRATICA
Le soluzioni che hai a disposizione sono molte.
Costruendo da te il portafoglio, seguendo una delle nostre strategie, puoi costruire un portafoglio diversificato a livello geografico ed asset class (azioni e bond). A quel punto puoi lavorare sulla decorrelazione. Per esempio: come componente extra-portafoglio puoi usare il certificate a capitale condizionatamente protetto che punta sulle miniere e sull’oro: inserisci un prodotto con una protezione parziale e per di più con sottostante materie prime. Poi puoi dedicare una parte della quota destinata ai dollari ad un conto remunerato in dollari. Non è tutto. Puoi anche investire su un prodotto step-in, che con la loro strategia di aumentare l’esposizione azionaria di fatto introducono la logica del PAC, senza che tu debba però fare niente. Puoi poi anche inserire, per esempio sull’azionario Usa, anche prodotti con strategie decorrelate oppure che possono essere più stabili in situazioni di cali di mercato.
Se invece non vuoi impegnarti troppo, non vuoi stare dietro ai cambi di portafoglio, non vuoi acquistare più prodotti… allora hai una soluzione chiavi in mano, che a te richiede veramente pochi passaggi: sono i portafogli pensati per Altroconsumo che investe in prodotti, che tu acquisti con pochi click, che adottano strategie differenti, non solo diversificate, ma anche decorrelate. Sono la soluzione ottimale per seguire le nostre strategie, ma senza la necessità di essere un investitore particolarmente attivo e seguire di continuo i tuoi risparmi. Infatti, una volta che hai creato il tuo portafoglio, se ci sono dei cambi da fare ti avvisiamo noi, con un articolo sul sito e con una notifica sull’app.